
Se rinasco, voglio farlo in campagna, in una vecchia e grande casa, con un grande giardino e un bellissimo orto. Beh, potrebbe obiettare chi mi conosce, non è che adesso tu viva in un posto molto diverso da quello che sogni, visto che le prime tre condizioni sono soddisfatte: lasciata Londra, l’unica alternativa possibile era la campagna inglese e, una volta posta questa condizione, il resto è venuto inevitabilmente da sé. Ma è l’orto, quello che manca. Ed è l’orto, quello che sogno.
Sono cresciuta in campagna, in casa di una nonna dal pollice magico, in grado di far scaturire dalla terra ogni ben di Dio. I miei ricordi più belli mi vedono a mordere pomodori maturi, appena staccati dalla pianta, a strofinare arselline (le prugne piccole, mai saputo il loro nome vero), invasare amarene in barattoli che avrebbero poi riposato al sole dell’estate, sui davanzali delle finestre. Crescendo, ho praticato con assiduità mercati, fiere, produttori di ogni genere e dopo l’infelice parentesi asiatica, ho ripreso a fare la spesa ai farmer’s market, sospirando sugli orti dei vicini che, oltre che sempre più verdi, sono anche qualcosa che, al momento, non posso avere.
Mi consolo impilando libri che raccontano quello che viene dopo il raccolto, ossia la conversione dei prodotti in ricette che li rispettino e li valorizzino. Ho perso il conto di quanti ne possiedo e, sinceramente, è cosa buona, visto che se lo sapessi mi tratterei dall’acquistare le ultime uscite, perdendomi magari delle belle sorprese come il libro scelto per questa settimana, il cui titolo non lascia spazio a dubbi: Orchard infatti significa frutteto, ma anche orto, ma anche giardino, evocando l’immagine di una natura generosa e gentile che risponde alle cure degli uomini con raccolti rigogliosi e abbondanti.
Il resto, è un susseguirsi di ricette che si compongono come note su un pentagramma, in un’ode ai prodotti della terra che è anche una esaltazione della vita lenta, intessuta sulla pazienza di aspettare.
Dagli spuntini ai piatti delle feste, passando per la carne e il pesce, ogni ricetta è testimonianza di una cucina che sa essere etica, appetitosa, gioiosa e, quel che più conta, possibile, come cercheranno di dimostrare le signore di #Cook_my_Books, con le loro scelte.
Come al solito, da domani su questi schermi 😏
Vi aspettiamo!
FOCACCIA CON UVA, FICHI, OLIVE E ROSMARINO

C’era una volta la focaccia con l’uva, quella con lo zucchero sopra e gli acini scuri dell’uva fragola che a Firenze chiamano schiacciata.
C’era una volta la focaccia genovese, unta al punto giusto, croccante e morbida, con le fossette in cui s’intrappola la salamoia, e che a Genova chiamano fugassa.
C’era una volta la focaccia barese, alta, soffice, costellata di pomodorini, olive e origano, che a Bari è simbolo di tradizione e forno di quartiere.
E poi … poi è arrivata lei, la ricetta di oggi.
Una focaccia diversa, profumata di rosmarino, con fichi dolci, olive verdi, un tocco di miele, e quell’uva succosa che si caramella in cottura. Un po’ brunch, un po’ aperitivo chic, un po’ comfort food d’autunno.
Questa è una focaccia che non ha bisogno di scegliere tra dolce e salato, perché può essere entrambe le cose.
E fidatevi, fa la sua figura anzi la sua porca figura.
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ORZOTTO CON FUNGHI, AGLIO E TIMO AL FORNO

“Porcino grasso fratino, protettore dei risotti. Boledro aranciato, ovetto con l’ombrello. Cappelline che vivete in branchi e chiacchierate all’ombra dei fili d’erba. Candido prataiolo dalla sottoveste di seta viola.Chiodini piantati a uno a uno dal martello degli gnomi. Galletto stortignaccolo e delizioso.” Stefano Benni
Poche cose annunciano l’arrivo dell’autunno come i funghi e poche cose che ci arrivano dal misterioso sottobosco, nella stagione delle foglie cadenti, sono preziose e ricercate come i funghi.
Cantato in poesia ed evocato in letteratura, Mr Fungo è il Re assoluto dell’autunno, ma è in cucina che viene celebrato nel modo migliore, attraverso le più svariate ricette e sulla tavola imbandita non teme rivali.
Noi, dal canto nostro, abbiamo deciso di dedicare al mondo dei funghi la ricetta di oggi: “risotto” di ispirazione classica, cucinato in maniera autentica, semplice e efficace.
Un primo piatto realizzato con l’aiuto di un’unica pentola, equilibrato e saporito che contiene anche un piccolo elemento di novità: l’uso dell’orzo come alternativa al riso.
Una ricetta che scalda il cuore per un comfort food gustoso ed elegante!
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ALETTE DI POLLO CROCCANTI CON SALSA DI PRUGNE

La ricetta che abbiamo scelto di pubblicare oggi è una ricetta capace di far pensare ad un alimento con occhi completamente nuovi.
Le protagoniste del piatto, ingrediente povero che tutti conosciamo, sono le alette di pollo ma il modo in cui vengono preparate e la salsa che le accompagna c’è le restituiscono in una veste completamente nuova.
La frittura delle alette conferisce loro croccantezza e un leggero sentore di caramellizzazione che invoglia a mangiarne in numero indefinito;
la salsa in cui tuffarle, o con la quale affogarle secondo il gusto personale, è veramente deliziosa, dolce, piccante ed esplosiva segna la strada del non ritorno.
Dal libro di James Rich ecco, dunque, una vera perla che, come tutte le cose preziose, una volta provata e fatta nostra non potremo più lasciar andare!
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ZUCCA ARROSTO AL BLOODY MARY
di Susy May

Chi l’ha detto che il Bloody Mary si beve solo la mattina? Stavolta si mangia, si gusta, si condivide – e sì, magari si accompagna anche con un piccolo bicchiere, per coerenza. Dopotutto, non siamo qui a giudicare.
La zucca, in tutto questo, è la scusa perfetta: è di stagione, fa bene e regge benissimo l’alcol … ehm, scusate, volevo dire il pomodoro.
Ma torniamo seri per un momento, perché se alziamo la gradazione alcolica, alziamo anche il livello in cucina – capiamoci subito.
Questo piatto, a metà tra uno stufato e un contorno, ha una consistenza morbida, quasi setosa, e un sapore stratificato, sapido ma equilibrato, che non stanca nemmeno dopo una teglia intera (provato, confermato, rifatto).
Vi piacerà da matti accompagnato con un’insalata amarognola o con un purè di patate.
Non so voi, ma io il Bloody Mary lo voglio a colazione e – da oggi – anche in teglia!
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GALETTE AL RIBES NERO, RIBES ROSSO, MORE E NOCCIOLE
di Katia Zanghì

Sabato mattina.
Le temperature calde dell’estate sono ormai, quasi, un ricordo lontano, i ritmi lenti e rilassanti tipici dei periodi di vacanza hanno lasciato il posto alla frenesia del lavoro e degli impegni che affollano il quotidiano.
Eppure, una lucetta in un angolo della cucina ci ricorda che “non tutto il male vien per nuocere” e , infatti, con l’arrivo dell’autunno è tornata anche la voglia di cucinare davvero e l’idea di accendere i fuochi non spaventa più.
Dalla bocca del forno scappa un profumo delizioso, ricorda quello delle giornate estive passate a raccogliere e a mangiare i frutti spontanei nel bosco; sbirciando attraverso il vetro si può distinguere una torta, dall’aspetto rustico ed invitante, che presto potrà essere sfornata.
Cos’altro potremmo desiderare se non addentare la prima fetta di questa meraviglia di frutti di bosco e nocciole per accogliere il fine e ricordare l’estate?
Suppongo poco altro, d’altronde questi sono tempi duri e una coccola ogni tanto serve, a tutti, provatela!
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Filetto di manzo con sedano rapa cremoso, fagiolini e noci sottaceto

Raccogliere i prodotti dell’orto e, con quelli disponibili, pensare ad un piatto è per me la massima espressione della creatività in cucina.
Il libro settimanale scelto con le amiche di Cook my books è “Orchard” di James Rich in cui l’autore ci trasmette, attraverso le ricette, la sua passione profondamente legata alla terra e al ritmo delle stagioni.
Un ricco omaggio alla frutta del frutteto, Orchard significa frutteto-orto, ingrediente importante di ogni piatto. Le noci sono protagoniste di due deliziose ricette che ho scelto. La prima è il “Fillet Steak with Creamy Celeriac, Green Beans & Balsamic-pickled Walnuts”
Questa la presentazione dell’autore: “L’abbinamento di manzo con fagiolini e noci sottaceto è perfetto per una gustosa cena autunnale. Mi piace servire il filetto a fette. Si possono sempre usare noci sottaceto in barattolo, ma questa versione è insolita.”
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Insalata di cavoletti di Bruxelles con noci candite

Per Cook my books la mia seconda proposta da “Orchard” di James Rich sono i “Charred Brussels Sprout Salad with Candied Walnuts”
Un piatto che vi conquisterà, non riducete le dosi di noci candite perché oltre ad arricchire il piatto sono veramente golose da sgranocchiare. Io le ho già rifatte due volte come aperitivo e sempre molto apprezzate.
L’autore ci racconta la sua ricetta così, di cui sottoscrivo ogni parola:
“Cavoletti: sono un ortaggio che si ama o si odia, ma vi prego di riprovarci se non ne siete così entusiasti. Splendidamente bruciati e arricchiti dal sapore dolce e nocciolato delle noci, questi cavoletti potrebbero, e dico proprio potrebbero, convincervi.”
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Stufato di manzo e castagne

E’ Orchard di James Rich il libro della settimana Cook_my_Books.
Un libro con cui il cuoco scrittore esplora l’enorme varietà di ingredienti che si possono trovare nella campagna inglese, che si tratti di frutteti, coltivazioni oppure orti verdeggianti ricchi di prodotti coltivati in casa. Una collezione di ricette, sia dolci che salate, che è una vera miniera di idee. James trae ispirazione dai prodotti di stagione e sfogliare le pagine del libro spinge a mettersi subito ai fornelli.
Io ho scelto una ricetta che celebra la stagione fredda, un periodo in cui si ha il desiderio di piatti rassicuranti e confortanti. Di quelli che, mentre cuociono a lungo, riempiono di profumi tutta la casa.
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Crostata al cioccolato e nocciole

Cioccolato e nocciole sono un abbinamento perfetto per i dessert e la frutta secca, nei dolci, conferisce una deliziosa consistenza oltre ad un gusto ricco e corposo.
Questa crostata al cioccolato e nocciole è sontuosa sia nel gusto che nell’aspetto.
E’ ideale sia per una merenda raffinata che per un dopo pasto. Sicuramente gli amici e ospiti apprezzeranno parecchio, soprattutto i più golosi!
La ricetta è tratta dal libro Orchard di James Rich.
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Pollo arrosto con fichi frutta e pane

Con Cook_my_books questa settimana entriamo nel frutteto di James Rich, autore del libro Orchard. Un volume che profuma di campagna e di stagioni, dove la frutta non è solo protagonista di dolci e dessert, ma diventa ingrediente capace di trasformare anche i piatti salati più tradizionali. Sfogliando le sue pagine si percepisce il legame con la terra e la voglia di sperimentare accostamenti sorprendenti, sempre con un approccio accessibile e genuino.
Tra le tante ricette ho scelto il pollo arrosto con fichi frutta e pane, perché credo che racchiuda in sé l’essenza del libro: un piatto conviviale, semplice nella preparazione ma ricco di sfumature.
Qui la dolcezza dei fichi maturi e delle drupacee – prugne, pesche, albicocche o nettarine – incontra la carne tenera del pollo, creando un equilibrio che sa di autunno ma che funziona in qualsiasi stagione. A completare il tutto c’è il pane a lievitazione naturale, che in forno diventa croccante e al tempo stesso si impregna dei succhi di cottura, trasformandosi in una vera e propria golosità da condividere a tavola.
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Cheesecake ai frutti di bosco e cioccolato bianco

Questa cheesecake ai frutti di bosco e cioccolato bianco, con la sua base di frutta secca al posto del classico biscotto, è un dolce che sembra parlare sottovoce.
È un dessert che si lascia scoprire piano: nel profumo tostato delle frutta secca, nella cremosità vellutata del ripieno, nell’acidità brillante dei frutti di bosco che taglia la dolcezza del cioccolato.
Tra le pagine di Orchard di James Rich c’è un’attenzione rara, quasi discreta, verso ciò che cresce con pazienza. Frutta che matura al sole, ingredienti semplici trasformati senza fretta, dolci che si fanno racconto del tempo che passa, delle mani che li preparano, dei luoghi da cui provengono.
Ecco perché questa non è soltanto una ricetta, ma un piccolo paesaggio da portare in tavola.
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