
Le crostate sono fra le torte più facili da fare.
Non sono state immuni dalle rivisitazioni dell’ufficio complicazioni affari semplici in cui sembra essersi trasformata la narrazione della cucina di quest’ultimo decennio, quello in cui i sommelier delle farine e dei bilancini da farmacista hanno preso il posto dei cucchiai e delle dita delle nostre nonne. Tuttavia, hanno saputo resistere, mantenendosi fra i dolci più indulgenti nella tecnica e più generosi nella soddisfazione. A sbagliare una crostata ci vuole più impegno che a farla bene, intendo dire e basta un leggero velo di marmellata per far contento un palato che chiede a un dolce sapori onesti e genuini.
Quindi, che bisogno c’era di aggiungere alla mia libreria un libro sulle crostate, mi chiederete? Forse, e dico forse, perché mi piaceva pensarlo per CMB.
La stagione è l’ideale per chi ancora sta in cucina ma inizia a pensare alla leggerezza dell’estate, per chi ama i pic nic e le merende all’ aria aperta, per chi è in cerca di nuove idee, sia per i principianti che per i più bravi.
Tarte Anon corrisponde a tutte queste richieste, con una sezione salata che completa la rassegna di ricette, rendendola irresistibile. Per cui, tirate fuori gli ingredienti che avete in dispensa, preparate i mattarelli e, per il resto, lasciate fare alle nostre signore, pronte a stupirvi con effetti speciali da domani in poi.
Vi aspettiamo!
SIGNATURE PEAR TART – Torta di pere della casa

Guardando questa foto mi verrebbe da dire: chi è senza peccato … può scrollare oltre e andare a casa, perché io la volontà di resistere a questa crostata me la sono già giocata a dadi con Cleopatra nella notte dei tempi, figuriamoci se non mi cimento nella nobile arte dell’assaggio.
In fondo questa è la ricetta “colpevole”, quella da cui tutto ha avuto inizio e che ha portato gli autori alla creazione di questo libro. E potevamo forse esimerci dal provare la “madre” di tutte le crostate? Assolutamente no.
Una crostata che celebra la bellezza delle cose semplici: frolla friabile e pere dolci — una meraviglia diventata con il passare del tempo emblematica, in cui sono i dettagli a fare la differenza, come il burro nocciola che esalta il ripieno alle mandorle e sottolinea i contrasti fetta dopo fetta senza deludere le aspettative.
Concedetemi una sola parola, DIVINA!
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TIRAMISÙ TART

Quando ho visto questa crostata ho pensato: “Wow, ma che figata!”
Poi ho letto l’introduzione dell’autore, che precisa che non si tratta di una vera crostata al tiramisù, ma di una sua reinterpretazione … e la curiosità è salita alle stelle.
Mentre cercavo le parole giuste per raccontarla, continuavo a chiedermi: tiramisù si o no? Così ho deciso di andare dritta alla fonte e chiedere a Tina, che l’ha preparata per noi.
Sapete già che sono famosa per fare domande scomode, quindi le ho chiesto senza troppi giri di parole: “Mangeresti più volentieri una fetta di questa crostata o un tiramisù?”
La risposta? Il tiramisù resta un’icona intramontabile, imbattibile.
Ma questa crostata — con la sua consistenza rotonda e accattivante e quella base sottile leggermente salata — vale decisamente la pena.
In poche parole: tutto quello che ha a che fare con il tiramisù, per me, ha già vinto!
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CROSTATA DI RISO BRÛLÉE
di Katia Zanghì

Ho sempre avuto un debole per i dolci a base di riso: hanno quella delicatezza tutta loro — cremosa, avvolgente, confortante — senza mai risultare eccessivi.
Questa crostata, quindi, ha attirato immediatamente la mia attenzione. Anche perché la crosticina brûlée che scricchiola sotto il cucchiaino ha su di me un effetto preciso: mi riporta all’infanzia e certe sensazioni, diciamolo, sono impagabili.
Perciò sì, per quanto mi riguarda il matrimonio tra riso e brûlée è benedetto dalla qui presente. Anzi, mi autoproclamo officiante di questa unione perfetta … che emozione!
E quindi non mi resta che pronunciare la formula di rito: “Con il potere conferitomi da #Cook_my_Books, dichiaro riso e brûlée marito e moglie, forever and ever.”
Naturalmente siete tutti invitati al banchetto. E guai a saltare il dessert.
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VANILLA AND RHUBARB TART

Scommetto quello che volete che Miranda Priestley de “Il Diavolo veste Prada” adorerebbe questa crostata al rabarbaro. Perché il rabarbaro non è soltanto rabarbaro. Ha quel certo “allure” degno dei dipinti dell’Arcimboldo che intriga e stupisce, perché sa essere avanguardia pure se abbinato ad una crema densa e golosa. Se poi quel vestito firmato briseé, cade a pennello, allora diventa tutto assolutamente iconico.
Il taglio poi è sartoriale, pulito e preciso dalla prima all’ultima fetta e quella fine copertura in gel rappresenta diverse ore di lavoro e precisione chirurgica e siamo al limite del comico se pensate ancora di essere davanti ad una crostata qualsiasi.
In effetti siamo di fronte ad un capolavoro ed era doveroso dirlo ma stavolta con le parole di Miranda: “Non essere ridicola, tutti vogliono il rabarbaro, tutti vogliono avere una fetta di torta.”
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TART ALLA PATATA DOLCE, SPINACI E CAPRINO

Quando dico che le signore di Cook My Books sono straordinarie, non sto esagerando: quindi partiamo subito con una standing ovation, perché dopo 2 giorni e 50 sfumature di cipolla è nata questa squisitezza.
Una crostata salata scenografica, intrigante e con un gusto da perdere la testa. La cremosità del formaggio di capra e degli spinaci incontra le note tostate della dukkah e del burro nocciola, mentre la patata dolce mette tutti d’accordo.
E la cosa incredibile? Nessun ingrediente si perde, ma lavorano tutti insieme per creare quell’effetto WOW che farà partire la hola direttamente dal tavolo dei vostri ospiti.
E fidatevi: finiranno tutti per chiedere la ricetta tra il primo e il secondo bis. E vuoi mettere la soddisfazione? Sipario. Applausi.
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TARTE AL CIOCCOLATO E CARAMELLO SALATO

Cioccolato e caramello salato, una accoppiata vincente, sempre.
Metteteci una crosta croccante un po’ salata, e il gioco è fatto.
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SAINT HONORE’ TART
di Katia Zanghì

“Girare “Dessert Masters” nel 2023 è stata un’esperienza incredibile, non solo per le amicizie che Gareth ha stretto con i suoi concorrenti, tra cui figurano alcuni dei migliori pasticceri d’Australia, ma anche per l’ispirazione che ci ha dato per continuare a superare i limiti qui a Tarts Anon. Questa crostata si ispira al classico dolce francese, il Gâteau Saint-Honoré, che prende il nome dal santo patrono dei pasticceri. La nostra versione include una base di caramello alle nocciole, crema pasticcera alla vaniglia cotta al forno, crema diplomatica alla vaniglia ed è decorata con profiteroles caramellati ripieni di crema pasticcera alla vaniglia. Questa è la crostata perfetta per “ogni occasione di festa”. cit. autore
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