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Mtc n. 30: la ricetta della sfida è..

by Alessandra

la taieddhra riso patate e cozze di Cristian

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A dispetto di una primavera che anzichè iniziare ad esplodere nell’estate, ha ancora nostalgia delle piogge invernali, il piatto proposto da Cristian è un inno al mare, al sole, ai colori e ai profumi che, da sempre, si accompagnano alla cucina pugliese che, della tradizione culinaria mediterranea, è custode orgogliosa e fedele. La Taieddhra riso, patate e cozze parla l’idioma tutto peculiare del Salento, quella lingua grika che, sin dal nome, tradisce una paternità antica e illustre e un passato altrettanto ricco e glorioso.

E tutta salentina è quindi la versione di questo piatto, non a torto considerato la regina delle minestre che da Bari, dove si ritiene sia nata, col più celebre nome di Tiella, si è poi diffusa in tutta la regione, declinata nelle mille versioni che la ricchezza del territorio e della fantasia delle singole case ha suggerito nel corso degli anni. Non a caso, la ricetta di Cristian è quella “di famiglia”, aggiustata negli anni e collaudata nella sua forma definitiva  da altrettante generazioni di cuochi e di commensali.
E’ su questa che affineremo le armi della nostra sfida, fra teglie, coltelli e la solita fantasia che, da sempre, è garanzia del colpo vincente.
Regolamento della sfida di maggio
1. la teglia, anzitutto: dovrebbe essere di terracotta, il famoso “coccio”, ma in assenza di questa ppotete usare anche quelle di alluminio. Va bene anche il pirex, sconsigliata invece la ghisa, che tratterrebbe troppo il calore
2. il riso: è tassativo e obbligatorio. Potete usare tutti i tipi che preferite, compatibilmente con il tipo di cottura previsto, ma non va sostituito con altro cereale, meno che mai con pasta.
3. le patate: sono caldamente raccomandate, proprio per mantenerci il più possibile fedeli alla natura del piatto. Anche qui, ampia scelta, fra tutte le qualità che trovate sul mercato. Se invece decidete di non utilizzarle, orientatevi su altri ortaggi simili, per consistenza e proprietà.
4. le cozze, invece, potete sostituirle con altri frutti del mare: pesci, molluschi, crostacei, conchiglie, etc: sia da soli, che insieme.
5. verdure: potete sostituirle, a vostro piacimento. Il nostro consiglio è comunque di non esagerare nella varietà e di mantenere  le indicazioni della ricetta originale. Ovviamente, la stagionalità è il criterio di scelta sottinteso.
6. erbe e spezie: carta bianca
7. il formaggio può essere sostituito con altro formaggio.
8. per quanto riguarda il procedimento, seguite alla lettera la ricetta. Se usate le cozze o altri molluschi, fate cuocere il riso nella loro acqua, meglio se raccolta a crudo (Cristian spiega tutto nel dettaglio). Altrimenti, preparate un brodo di pesce o un fumetto.
9. il pesce, stavolta, è obbligatorio. E’ inteso nel senso più ampio, di “prodotti di mare” (ma anche di fiume e di lago, sia chiaro). Ma non sono ammesse versioni che non lo prevedano: quindi, no taieddhre solo vegetariane, no taieddhre che prevedano carne. Regolamento generale
E’ quello di sempre

– le ricette devono essere pubblicate dalle 00.01 del 13 maggio alla mezzanotte del 28 maggio, se i partecipanti alla sfida sono foodblogger. I no-blogger, invece, devono inviare la loro ricetta, corredata di foto, a mtchallenge@gmail.com, entro la mezzanotte del 28 maggio. La pubblicazione avverrà su questo blog, nelle date decise dalle autrici

– fa fede dell’avvenuta pubblicazione della ricetta il link alla pagina del blog lasciato nello spazio dei commenti,  sotto questo post e non sotto quello delle ricette della sfida.

– le ricette saranno giudicate da noi due e dal terzo giudice, a cui spetta l’onore e l’onere del giudizio finale (quello minuscolo, almeno per ora ;-))

– la proclamazione del vincitore avverrà il I giugno alle 21.00, a reti unificate, cioè qui e sul blog del Terzo Giudice

– il banner è questo

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Gli Indizi
Il primo lo avete indovinato (Eleonora, tanto per cambiare): è …., l’isola del Dodecaneso in cui è stato girato il film Mediterraneo. Il riferimento è proprio al titolo del film, visto che è parere universalmente condiviso che la cucina pugliese sia la testimonianza dell’antica cucina del nostro mare.

Alessandro Magno fu colui al quale si deve la conoscenza del riso in questa parte del mondo, al tempo della conquista delll’Asia: stranamente, non fu importato, ma solo descritto nei resoconti degli esploratori che viaggiarono con lui, il più famoso dei quali è Teofrasto. Ma le prime testimonianze su questo cereale, che cresceva nell’acqua e che, se bollito, sfamava le numerose bocche di quelle popolazioni sono da ricondursi proprio a lui e alla sua spedizione in Oriente.

La Mai non ha bisogno di spiegazioni, se non di ringraziamenti, per aver acconsentito allo sfruttamento della sua immagine:-). D’altronde, questo è l’mtc dei mariti e quale riferimento migliore, se non “il cozzaro”? E pazienza, se ve l’ho messa su un piatto d’argento, la soluzione…

La prima ad aver indovinato (ricordo che valgono solo le risposte date qui sopra) è Flavia, del blog Cuocicucidici, che si aggiudica niente meno che la Griffe delle Griffe…

Cinque minuti-e  parte il filo diretto

 

103 comments

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Ginestra e il mare 15 Maggio 2013 - 10:55

Ciao a tutti, questo mese ci sono pure io 🙂
Il piatto è strepitoso!
http://laginestraeilmare.blogspot.com/2013/05/taieddhra-un-piatto-tra-terra-e-mare.htm

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Milena 15 Maggio 2013 - 9:13
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Laura 15 Maggio 2013 - 7:25

Ecco la mia ricetta per la sfida di Maggio: http://lauramade.blogspot.it/2013/05/taieddhra-riso-patate-cozze-e-zafferano.html

Un bacio!
Laura

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๓คקเ 15 Maggio 2013 - 6:38

Dopo la versione tradizionale, partono le rivisitazioni. Ecco la prima: Tiella di riso, patate, ostriche, cozze e asparagi. http://www.laapplepiedimarypie.blogspot.it/2013/05/tiella-di-riso-patate-ostriche-asparagi.html#more

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Carmela 14 Maggio 2013 - 20:34

Anche questo mese una sfida niente male, sempre alla scoperta di piatti nuovi e realtà diverse. Ecco la mia proposta 🙂

http://profumodisemplicita.blogspot.it/2013/05/taieddhra-con-orata-patate-e-zucchine.html

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Acquolina 14 Maggio 2013 - 7:13
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daniela ferri 13 Maggio 2013 - 16:27

Siete incredibili! Siamo già a 10 ricette ed è solo il primo giorno ! Grazie!
Dani

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Irene Prandi 13 Maggio 2013 - 12:03

eccomi al mio primo contest MTC….
mi piace questa idea di sfide perché ti porta a sperimentare ed imparare nuovi piatti!!!
http://stuzzichevole.blogspot.it/2013/05/tiella-di-riso-cozze-e-alici.html
a presto!!!

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EliFla 13 Maggio 2013 - 10:30

e come qualcuno mi ha appena detto..ecco la ricetta numero 9 😀
http://cuocicucidici.blogspot.it/2013/05/tiella-di-riso-patate-e-cozze-tiellapot.html

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Raffaella Russo 13 Maggio 2013 - 10:01

Ed ecco a voi la TIEDDA di mia madre!

http://ilsorrisovienmangiando.blogspot.it/2013/05/laltra-parte-di-me-tiedda-barese-di.html

Grazie di tutto!
Sinceramente, vi voglio bene. :°)

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daniela ferri 13 Maggio 2013 - 10:08

Grazie!!! ricambiamo 🙂

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Loredana 13 Maggio 2013 - 9:13
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๓คקเ 13 Maggio 2013 - 6:49

Parto con la ricetta tradizionale di Cristian, perché prima di rielaborare volevo capire di che cosa stessimo parlando.
L'ho trovata strepitosa, e mangiandola mi sono venute in mente un po' di idee… 😉
http://laapplepiedimarypie.blogspot.it/2013/05/taieddhra-salentina-di-riso-patate-e.html

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Michela di beteavon.it 13 Maggio 2013 - 5:53

Magari le cozze nella prossima vita… :-*

http://www.beteavon.it/taieddhra-di-riso-patate-e-acciughe.html

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Antonella 13 Maggio 2013 - 4:03
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La Gaia Celiaca 12 Maggio 2013 - 22:36

io non so se ce la farò a partecipare questo mese, causa impegni di studio, ma so già che se parteciperò sarà fuori concorso.
mio marito non mangia formaggi, i miei figli non mangiano frutti di mare, non posso fare sta cosa che mi pare pure piuttosto impegnativa e mangiarmela da sola, che peraltro non nutro una gran passione per le cozze 🙂
mio marito invece ama le cozze a dismisura, quindi la farò senza formaggio.

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daniela ferri 13 Maggio 2013 - 7:03

e noi ti prenderemo così, fuori concorso…. Ci basta averti tra noi come sempre!
Un bacione, studiosa signora
Dani

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pâtes et pattes 12 Maggio 2013 - 22:01

Magali già dorme e io prima di andare a nanna, come consueto, non potevo che passare da voi, baciotti e ronron Helga e Magali
http://patesetpattes.blogspot.it/2013/05/taieddhra-firmata.html#comment-form

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Spery 11 Maggio 2013 - 8:00

Ragazzi, sono entusiasta di questo Mtc perché fondamentalmente gioco in casa. Io che un pugliese l'ho sposato, ho mangiato questo piatto centinaia di volte. Mia suocera lo prepara tutte le estati durante la nostra permanenza in quel dei Messapi. Cucinare in Puglia è un' arte…… l'arte di portare in tavola cibi deliziosi e genuini con prodotti semplici. Ed io questa semplicità l'ho respirata immediatamente quando ho letto il post di cristian. La sua ricetta è identica a quella di mia suocera, per la quale le zucchine sono fondamentali. Che tristezza, ragazzi!!!! Questo gioco è straordinario, ci permette di sperimentare, imparare, conoscere curiosità territoriali!!!! Sperimentate, provate, giocate, così magari avrete qualcosa di meglio da fare, piuttosto che denigrare e puntare il dito!!!!!
Ale, infischiatene…. è tutta invidia! E se vuoi fare un post su qualche altro piatto della tradizione, chiedimi pure!
Buon weekend a tutti
Spery

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Alessandra Gennaro 12 Maggio 2013 - 17:06

Spery, ti scrivo e ti chiedo di tutto 🙂
Grazie infinite
Ale

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Patty 10 Maggio 2013 - 20:12

Sono veramente intristita da questa discussione. Primo perché si da all'argomento l'importanza di uno scandalo di politica internazionale con toni che travalicano qualsiasi significato di rispetto per l'altro; secondo, perché sempre di roba da mangiare si parla e mi rendo conto allora che se qualcuno se la prende tanto per questo argomento, noi italiani non ci toglieremo mai di dosso quel simpatico vestitino di "pizza e mandolino" che personalmente, mi fa e di molto, girare i cabasisi; tre perché si gioca. Signori qui si sta giocando, e se non siamo neanche capaci a capire che si tratta di un gioco innocente che non vuole in nessun modo offendere la tradizione (ma che invece tende a farla conoscere, a coccolarla e a farla diventare parte di ognuna di noi attraverso diverse sensibilità e letture creative), allora forse dovremmo ripensare a quello che facevano le nostre nonne quando aprivano la dispensa e ci trovavano tele di ragno. Magari avevano solo il riso, magari avevano solo le cozze o solo le patate. Però in tavola, qualcosa ce lo portavano di sicuro.
Proviamo piuttosto a non prenderci troppo sul serio. Evviva l'MTC e la sua voglia di giocare.

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Antonella 10 Maggio 2013 - 21:23

Brava Patty…e tutte le sfidanti di questo fantastico gruppo,che non stravolge proprio un bel niente,ma si informa delle tradizioni,modi di dire e fare (baciare,lettera e testamento…ahahah)si innamora dei piatti proposti,li ripsteaa e li reinterpreta….non ci stiamo sfidando agguerrite ad un concorso milionario.Cis sfidiamo pacificamnete e ci mettiamo tutte le volte alla prova con piatti nuovi che magari mai e poi mai ci saremmo presi la briga di preparare.Ad ogni sfida c'è chi fa i salti di gioia o chi dice ussssignuuur!!!!ma poi si rimbocca le maniche e si scopre a fare il gelato,i pici in non so quante versioni,chili,pane del sabato,red velvet ecc…ecc.. e ora questo fantastico piatto!Non siamo critiche gastronomiche e cuciniamo o alla lettera o con qualche variante.La cucina è cultura e tradizione di famiglia.E siccome le famiglie sono diverse una dall'altra,ognuna ci mette del suo e ci mette quell'ingrediente segreto che ha visto mettere dalla nonna e dalla mamma e dalla vecchia zia.Quindi perchè inorridire se ci sono diverse versioni di una ricetta proposta? Anche io,propongo la mia torta sbrisolona tassativamente senza mandorle e fatta alta e non schiacciata come una focaccina,perchè cosi mi è stata insegnata! E rabbrividisco quando vedo quella industriale,dolcissima e piattissima sui banchi del supermercato spacciata come l'originale! Ma se una di noi l'ha vista preparare sempre cosi mica la posso crocifiggere!!! Come i tortelli di zucca…io utilizzo solo la mostarda di mele e non quella mista…cosi mi è stato insegnato e tramandato e cosi faccio io finchè campo! Quindi,tutti coloro che salgono in cattedra e inorridiscono e sputano sentenze e consigli….questo gruppo è come una ratatouille di ingredienti ben combinati insieme,che si divertono un sacco a provare sia le ricette originali sia a reinterpretarle.E siccome lo scrivono anche espressamente nel post che accompagna la ricetta,chiunque legge sa trarre le proprie conclusioni,se riprovarla o no….E comunque impariamo anche tante cose,le origini la storia e le curiosità legate al piatto.E siccome siamo in questo gruppo non per gareggiare di brutto,ma anche per farci due sane e innocenti risate,perchè questo è uno spazio di relax,dove si rifugge ad ogni sterile polemica e astio,visto che già nella vita reale ne abbiamo a iosa….io mi diverto un sacco,imparo,mi confronto,e non mi faccio intimorire o demoralizzare dalle critiche….le critiche costruttive insegnano e aiutano,le critiche brutte e dirette,a volte maleducate,indispongono e feriscono….e non è questo il blog dove sparare a zero…PISSSSS END LOVVVVVVVVV….ahahahah 🙂

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Patty 11 Maggio 2013 - 5:20

Ti stimo fratella!

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๓คקเ 11 Maggio 2013 - 7:49

Piss end low!!! 😀
Grande Anto!!!! 😀

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Valentina 11 Maggio 2013 - 10:03

passo al volo e per puro caso, e trovo tutto 'sto casino 😀

Posso dire la mia? Marò, che pesantezza le persone!!

Il cibo è sacro, per carità, ma qui si sta combattendo una crociata a mio parere inutile. La guerra santa delle cozze. Bah!

Secondo me lo spirito, i toni e le intenzioni dell'MTC sono talmente chiari, che se si fa polemica è perché non si ha di meglio da fare. Io invece devo cercare il mio posto nel mondo, perciò vi saluto e vado a cercare il riso adatto e delle freschissime cozze tedesche 🙂

W l'MTC, la Ale e la Dani e tutte le MTCine e gli MTCini, che sanno affrontare le cose con lo spirito e la leggerezza giuste! 🙂

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Raffaella Russo 12 Maggio 2013 - 16:10

Scusate, arrivo tardi, ma terrei anch'io a dire la mia.
Quando ho saputo che la sfida di questo mese era sulla tiella di riso, patate e cozze, ho provato un senso di gioia e sorpresa straordinario.
La mia mamma è barese, e non so da quanti mesi aspettava di preparare questa pietanza ai quali sono legati i ricordi più belli della sua infanzia.
La ricetta di Cristian l'ho letta ad alta voce davanti a lei, perché volevo fargliela confrontare subito con quella che mia nonna (e la sua mamma prima di lei) preparava sempre in estate, più di cinquant'anni fa.
Quando ha sentito "zucchine" e "cozze sgusciate" non se n'è uscita con un'espressione di raccapriccio: ha semplicemente detto: "no, noi a Bari le zucchine non ce le mettiamo e le cozze le lasciamo a mezzo guscio. Ma ogni capoluogo ha le sue varianti e sono tutte buonissime"!.
In cucina, che si tratti di giocare o fare sul serio, non esistono frontiere del tipo "si fa così e basta"; si fa così a casa mia, colì a casa tua, in un altro modo ancora a casa dell'altro… e poterne parlare è il dono gratuito più grande che possiamo farci l'un l'altro, perché non può che aiutarci ad aprirci all'altro e scoprire qualcosa in più del suo mondo (pur senza uscire dal nostro, se non ci pare).
Detto ciò, io e mia madre oggi abbiamo festeggiato la festa della mamma preparando la "sua" tiella: lei con la gioia di rifare, dopo cinquant'anni, la ricetta della sua mamma, e io con la gioia di cucinare per la prima volta nella mia vita insieme a lei.
Per quanto riguarda la questione degli ortaggi e delle cozze, vorrei solo invitare coloro che sono intervenuti a sfavore di questi ingredienti a prendere "con le pinze" le regole e le concessioni di questo gioco: grazie al cielo, l'MTChallenge riesce a radunare partecipanti che vivono in tante parti del mondo nelle quali, talvolta, la reperibilità di un dato ingrediente può risultare molto difficile (se non addirittura impossibile), ed è questo che, molto spesso, permette un'interpretazione piuttosto libera della ricetta proposta di volta in volta. Ciò che conta è la conoscenza di un dato piatto e, soprattutto, la possibilità che questo dà di condividere e imparare tecniche o combinazioni nuove altrimenti sconosciute a tanti di noi.
Ciò che mi è subito parso evidente è che ci si è presi un po' troppo sul serio, con toni poco adatti alla circostanza… spero che, alla luce di una rilettura complessiva, questo risulti evidente a tutti e scongiuri ogni ulteriore, infruttuosa polemica!
Grazie mille da parte mia e di mamma, che vi suggerisce: "Ce 'nge n'am'á sscí, sciamanínne, ce non 'nge n'am'á sscí, non 'nge ne sime scénne" (che, tradotto, significa: se ce ne dobbiamo andare andiamocene, se non ce ne dobbiamo andare non ce ne andiamo… = rimaniamo… con buoni propositi!).

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Alessandra Gennaro 12 Maggio 2013 - 17:05

Grazie,Raffaella. e grazie anche alla tua mamma, di cui ormai aspettiamo la tiella- e lo sto dicendo per davvero: ogni famiglia ha la sua ricetta ed è propri questo quello che fa vivere dal di dentro la tradizione: il tramandarla, di generazione in generazione, con delle varianti che parlano la lingua del proprio territorio e la storia di quelle persone. L'Italia ha una cucina parcellizzata, da tante sono le varietà di un medesimo piatto, anche all'interno della stessa regione. Ed è difficilissimo poterle conoscere tutte: in questo senso, l'mtc è un veicolo di scambio, che dà ad un salentino l'opportunità di preparare il chili con carne secondo la ricetta di una famiglia texana e ad una statunitense di imparare i segreti della fideuà così come sono stati tramandati da una mamma catalana a sua figlia. E la dà anche in modo creativo e divertente. siete sempre di più, ormai, a preparare una doppia ricetta, la prima seguendo la tradizione, la seconda dando voce al proprio estro. Perchè la cucina è anche creatività, sperimentazione, divertimento, senza che questo implichi un mancare di rispetto a un popolo intero o violare chissà quale dogma, come sa bene tua mamma e come sai bene tu. Grazie davvero

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unsoffiodipolveredicannella 10 Maggio 2013 - 19:51

Ahimè DEVO concordare, da purosangue barese puramente in merito a questa ricetta, d con ciò che hanno scritto con Mimmo e Merendasinoira… è per questo che nel "filo diretto" avevo chiesto se potessi partecipare con la ricetta tradizionale.
Se poi vogliamo partecipare ad un contest con una rivisitazione (come questa), facciamolo pure… purchè non si dica che questa è la ricetta tradizionale!
Certo che per ricette come queste ci sono piccolissime differenze tra famiglia e famiglia (tipo le zucchine messe sotto, o sopra o in mezzo o chi usa il parmigiano e chi il pecorino) ma ci sono delle "certezze" sulle quali non si può discutere (vedi cozze a frutto netto che assolutamente non sono previste, bensì a mezzo guscio; vedi le cozze e/o patate che sono imprescindibili, altrimenti questo piatto non si sarebbe chiamato patate riso e cozze!)
Sorvolo puoi sull'inserimento di tofu, legumi, acqua NON filtrata (invece va filtrata), carne, lardo e cose simili.
Senza voler in alcun modo mancare di rispetto al lavoro di approfondimento storico-culturale che si fa all'MTC, in modo più assoluto… ma bisogna essere precisi su ricette "codificate" e tradizionali. Saluti

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Alessandra Gennaro 10 Maggio 2013 - 20:08

la risposta di Cristian non si riferiva all'esclusione della ricetta tradizionale, ma al fatto che non si può partecipare con una ricetta già pubblicata.
l'mtc funziona così.
la ricetta della sfida è scelta dal terzo giudice, liberamente. Può essere di tradizione, come no. questa lo è- e direi che non ci sono dubbi. E' di tradizione, di territorio, di famiglia.
Chi partecipa alla sfida può
– o rifare la ricetta della sfida. in questo caso, si parla di tradizione
– o rielaborarla. in questo caso, non si parla più di tradizione, ma di rielaborazione.
su questo siamo sempre stati chiarissmi, da 30 sfide a questa parte. E non capisco da cosa nasca questo fraintendimento, visto che è la prima volta che ci troviamo a dover fare precisazioni del genere.

quindi, se ti fa piacere partecipare con la tua ricetta di tradizione, a noi basta che questa ricalchi il procedimento di Cristian: il riso, le patate e le cozze ci sono, sul resto non abbiamo messo preclusioni di sorta. Però, deve essere inedita, cioè non pubblicata. E però due 🙂 se decidi di partecipare all'mtc, devi impegnarti anche a partecipare a tutte le altre sfide (8 su 10 come minimo).
Su ricette che potranno essere di tradizione come no e che si potranno rifare pedissequamente oppure rielaborare. Se ti fa piacere, ti aspettiamo
ciao

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MarielladM 10 Maggio 2013 - 17:49

Io non conosco nessun gioco legato alla cucina, in cui si faccia il lavoro di approfondimento storico-culturale che si fa all'MTC. Tutti noi che partecipiamo sappiamo bene che l'MTC è, innanzitutto e non solo, una grande occasione per imparare. E con questo lavoro alle spalle, nessuna delle nostre versioni può essere considerata irriverente, ma solo un esplorare tutte le potenzialità della ricetta in questione.

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Valentina 10 Maggio 2013 - 14:35

Mangiata ma mai preparata! Mi piace mi piace mi piace… Non so che tipo di cozze potrò trovare in germania 😀 ma qualcosa studierò 🙂

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Mimmo Modarelli 10 Maggio 2013 - 13:59

La ricetta inserita da Cristian è quasi rispondente a quella vera o originale. Sorvolo sull'abbondanza di zucchine, che si compaiono nelle versioni salentine ma in quantità molto più modeste, de gustibus; Plauso all'uso della cozza pulita a crudo ma trovo troppo anomalo e discordante l'uso della stessa completamente pulita. La ricetta si basa sulla cozza a Mezza Valva (per capirci come quando si fa gratinata) in cui viene deposto il riso con il suo condimento, ci sono altri particolari che non condivido ma possono tranquillamente essere considerate delle tradizioni familiari non sconvolgenti.
Quello che trovo sconvolgente è il commento dove si suggerisce di fare Riso Patate e Cozze (da notare che la ricetta è talmente un tutt'uno da non mettere la virgola, consideriamo i componenti un unicum) senza Cozze o senza Patate, importante sarebbe solo il riso. Quello che si sta suggerendo sarebbe qualcosa di somigliante ad una Paella, alla quale, erroneamente, quelli che non conoscono bene né l'una né l'altra, l'abbinano e la fanno scaturire. Infatti si parla di brodi, si parla di altre verdure, ecc . . . . Se si considera che, i puristi e creatori di questo piatto, i tarantini o forse (molto forse) i baresi, non accettano l'uso della zucchina, potete immaginare quanto errata possa essere questa interpretazione. Cosa ne direste se facessimo l'anatra all'arancia con il pollo e il mandarino? o un bel Ragù alla Bolognese con le mele al posto delle carote ed il finocchio al posto del sedano? o Risi e Bisi con pasta e fave?
Se avete voglia di fare Riso Patate e Cozze non vi dico di venire sul mio blog, cercando in rete ne trovate molte versioni, sicuramente più rispondenti.
Un'altra cosa, fate attenzione a farvi venire la voglia di pesce in estate quando andate al mare, informatevi sui fermi pesca, spessissimo corrispondono con le vacanze estive. E' questo il periodo della riproduzione della maggior parte di speci marine, l'unica cosa sicuramente eccellente in estate sono proprio le Cozze e poche altre cose. Un applauso a chi sceglie le Puglie per le vacanze, siete dei buongustai non solo di forchetta 😉

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๓คקเ 10 Maggio 2013 - 15:05

Benvenuto all'MTC, Mimmo.
Quindi da questo mese partecipi anche tu? ^_^

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Alessandra Gennaro 10 Maggio 2013 - 15:07

mapi mi ha prevenuto… ti aspettiamo! anzi, se ti va di partecipare anche fuori concorso con le tue ricette, saremmo contentissime 🙂

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dauly 10 Maggio 2013 - 15:09

ciao Mimmo, se segui l'MTC saprai anche che si parte sempre da una ricetta originale o perlomeno il più vicino possibile, dietro c'è uno studio approfondito per rimanerne il più fedeli possibile.
questo per la ricetta di partenza che poi ognuno di noi è libero di re-interpretare seguendo alcune regole o di mantenersi fedele all'originale.
non capisco perchè sia così sconvolgente, è una sfida amichevole che ci sprona a provare ricette mai fatte prima e a sfidare noi stessi e la nostra capacità di re-inventare. ci divertiamo imparando molto perchè partiamo sempre da una ricetta giusta secondo i sacri crismi!

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dauly 10 Maggio 2013 - 15:10

ah, concordo con te sulle vacanze in Puglia, bellissima!

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Elisa 10 Maggio 2013 - 15:27

Gentile Mimmo, se lei conoscesse l'MTC, saprebbe senz'altro che viene fornita una ricetta pura, tradizionale, legata al territorio, e per gioco, solo per gioco, è concesso di rivisitarla, magari anche in maniera apparentemente irriverente, ma (mi creda) sempre con rispetto della stessa. Chi partecipa è ben consapevole del fatto che la ricetta è quella, ma che per gioco può apportare delle varianti.
Detto questo, sarebbe proprio curioso poter conoscere tutte le varianti pugliesi di questa ricetta, che è stata proposta da un pugliese, ma si sa che la cucina regionale italiana non esiste: ci sono talmente tante tradizioni che si potrebbe parlare di ricette che cambiano da casa a casa 😉

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merendasinoira 10 Maggio 2013 - 17:02

Mi permetto di intervenire per spiegare un paio di cose fondamentali a Elisa (piacere!). Come studiosa delle tradizioni enogastronomiche del Piemonte leggere che la cucina regionale italiana non esiste per me è davvero leggere una sciocchezza (scusa il termine) davvero enorme. Si sa che non esiste?? Sai ben poco, scusa tanto!!!
Una ricetta tradizionale presenta alcuni elementi TIPICI legati al territorio (tipicità geografica), e alcuni elementi che la rendono tradizionale: l'uso di una pentola particolare, il metodo di cottura, un procedimento di pulizia degli ingredienti, che fan parte di un bagaglio che solitamente si tramanda di generazione in generazione. Ora, se ogni famiglia ha una propria modalità di esecuzione, e quindi crea delle varianti della tradizione, resta pur vero e INCONFUTABILE che la tipicità non può variare. In questo caso, come faceva notare Mimmo, i due aspetti sono strettamente legati, perché gli ingredienti di partenza sono pochi e così strettamente legati tra loro, cuocendo insieme fin da subito, tanto da non voler nemmeno le virgole nel nome. Allora se io decido di omettere il prezzemolo, faccio una variante. Se decido di usare il riso thai, faccio una contaminazione. Ma se decido di omettere ben due ingredienti dei tre fondamentali e "INSCNINDIBILI" faccio un altro piatto. E' come se io lanciassi un contest sul bonet e poi dicessI fondamentale è lo zucchero, presentate pure un panettone, se vi va… non ha proprio senso. Non è che per gioco fai una tiella diversa: NON fai proprio una tiella!… Chi capita poi sull'elenco finale senza sapere che state "giocando" , se non conosce la cucina pugliese spaccia riso merluzzo e broccoli per una variante della tiella pugliese… ma che scherziamo???? Sarebbe corretto che chi gestisce questa giostra facesse unbel disclaimer, almeno, dichiarando la ASSOLUTA NON CORRISPONDENZA con la ricetta tradizionale. Le tradizioni vanno anche rispettate, almeno quelle, in questa povera Italia.

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Elisa 10 Maggio 2013 - 17:21

Io vorrei capire qual è il problema che vi attanaglia.
Prima di dire che io sappia ben poco, vorrei che mi conoscessi di persona e che sapessi ciò che ho studiato io. Il rispetto a quanto pare non è più d'uso. Ciò che ho scritto è provocatorio ovviamente, ma vista l'elasticità mentale che avete, non mi stupisco che non sia stata colta. La frase che ho detto non significa che non esiste una tradizione regionale italiana, ma che ne esistono infinite varianti ed è difficile stabilire quale sia la vera tradizione di una ricetta. Peraltro ho fatto mia un'espressione che ho sentito dire da un famoso critico enogastronomico.
Quanto al resto, contrariamente a quanto puoi credere, son cose che so benissimo (e non è da me vantare lo scibile di cui ho disposto negli anni), ma ripeto quanto ho detto a Mimmo: è un gioco.
E qui chiudo perché mi pare inconcepibile che si debba far polemiche di questo genere!
Saluti

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Michela di beteavon.it 10 Maggio 2013 - 18:24

Gentilissima signora Carpignano, nelle sue tradizioni piemontesi, ha mai sentito parlare della cucina ebraica piemontese? La cucina tradizionale non è fatta solo di ingredienti, è fatta di TRADIZIONI, appunto, il che significa cultura di chi ci abita, ci vive da generazioni e ci è pure nato, in quel territorio, quindi un mix di ingredienti del territorio, rielaborati secondo la possibilità e le necessità di coloro che appartengono a quelle terre. Noi facciamo un ottimo tapulon senza cavallo, vitello tonnato senza vitello, se usiamo la salsa tonnata, o senza tonno, se usiamo il vitello. Facciamo il risotto senza mantecarlo con il burro, se sarà poi servito con piatti di carne. Elaboriamo pure il bonèt(giusto per essere precisi,scriviamolo nel modo giusto!), se è il caso, ma, mi creda, è un vero bonèt, piemontese da secoli, così come tutto il resto. Rielaboriamo, rifacciamo, riproponiamo, qui, senza pretese di farne una Bibbia della cucina regionale. Ha mai visto cosa gira su internet, spacciate per ricette tipiche con tanto di plauso dei fan?

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merendasinoira 10 Maggio 2013 - 19:18

Gentilissa MIchela,
Lei giustamente mette l'accento su un passaggio della mia risposta precedente, e cioè quello che ho -rapidamente perchè non rea quello il punto- definito "contaminazione". Ossia la rielaborazione di una ricetta TIPICA (per la definizione di tipico veda sopra) a fronte dell'introduzione sul territorio di nuove culture e/o nuovi ingredienti. Se vogliamo, l'esempio più eclatante di contaminazione nella cucina tipica piemontese è stata la bagna càuda, con l'introduzione delle acciughe grazie ai commerci con la Liguria e con la Côte…
Io posso ammettere un vitello tonnato senza vitello, ma non lo chiamo vitello tonnato. Tutto qui 🙂
Posso fare una lonza di maiale affettata sottile e condita con salsa tonnata. Ma non posso dire che ho fatto una variante del vitello tonnato (cosa che pretenderebbe invece Elisa) Ho fatto un'altra ricetta, che ha in comune con il vitello tonnato solo la salsa. Non mi pare complicato da capire….
La mantecatura del risotto senza burro, invece, può essere considerata una variante, fermo restando che si mantengano tutti gli ingredienti della ricetta che si sta eseguendo, fino a quel momento della lavorazione. Non toglie tipicità, e resta comunque una ricetta tradizionale. Sul bonet, sono spiacente, ma l'accento non c'è più, se ne trova traccia sul dizionario di casimiro Zalli del 1830, ma, così come i piatti, pure la lingua piemontese si evolve, e infatti il Gribaudo, ancora attualmente ritenuto il più autorevole in merito a ciò, dopo un secolo e mezzo l'accento non lo contempla più.
Per quanto riguarda la roba che gira su internet, sì, vedo, e mi rammarico. Perché chi scrive su un blog, o su un sito, con contenuti pubblici, diventa automaticamente fonte di informazione (questo è il "bello " del web) e ritengo, ed è una cosa su cui discuto spesso, anche su facebook,… ritengo, dicevo, che chi scrive si debba fare un minimo di esame di coscienza, prendersi la responsabilità di ciò che comunica, informarsi, documentarsi, confrontare, …. ma mi rendo anche conto che per me questo lavoro di ricerca è normale, perchè è, appunto, il mio lavoro fuori dal web, e non ho problemi, se non ho tempo di documentarmi prima, a non pubblicare nulla anche per un mese o più. Il meccanismo perverso dei foodblog più .. omologati, invece, fa sì che si debbano tenere ritmi più concitati, star dietro alle sponsorizzazioni al punto di presentare un formaggio ancora nella plastica affinché si veda l'etichetta e ricette con accostamenti improbabili per non dire immangiabili, girare a mettere commenti per avere poi i ritorni, partecipare ai contest in cerca spasmodica di visibilità. Che facciano.
Non mi sento però giustificata a chiudere un occhio o magari entrambi sulla cattiva informazione solo perché c'è chi si comporta così. Se sono contro corrente perché difendo e ricerco l'onestà intellettuale… pazienza 🙂

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Elisa 10 Maggio 2013 - 19:51

Allora, ricominciamo, perché non ho intenzione di farmi prendere la mano dall'irritazione che certi commenti ("cosa che pretenderebbe invece Elisa") mi provocano.
Cordialmente. Sul serio.
Io non pretendo assolutamente di parlare di rivisitazione stravolgendo una ricetta. Ripeto che le differenze che tu hai sottolineato tra rivisitazione, contaminazione e stravolgimento le conosco bene. Le conosco perché sono informata sulla cucina regionale, ho basi pratiche nella gastronomia e quando rivisito una ricetta lo faccio sempre nel rispetto della stessa. Son consapevole del fatto che per rielaborare debba esserci una conoscenza di base, altrimenti tutto viene snaturato. Sinceramente questa lezione dall'alto della cattedra mi infastidisce e spero tu ti renda conto che dall'altra parte dello schermo non sempre ci sono pivelli a cui si deve insagnar qualcosa (sebbene io sia sempre pronta a imparare da chi si pone con gentilezza).
La battuta lanciata a Mimmo era provocatoria, senza contare che non significa quanto tu hai inteso. Probabilmente mi son spiegata male, mea culpa: stavo scrivendo di corsa e son stata approssimativa.
Non mi dilungo ulteriormente su quella frase, ma permettimi di spiegarti due cose dell'MTC, perché è di questo che stiamo parlando vero? Oppure di un libro o enciclopedia di cucina? L'MTC è un gioco dove la condivisione, lo scambio, il divertimento e l'apprendimento sono ai primi posti. Nessuna voglia di visibilità, nessuna pubblicità a prodotti, niente di tutto ciò che ruota intorno a molti blog. Ogni mese si cerca di approfondire la storia, la tradizione, la tecnica che stanno dietro a una ricetta e in tutto questo c'è un grande lavoro di ricerca, tanta voglia di imparare, tanta voglia di scambiarsi saperi e consigli. Se sono permesse varianti (anche oltraggiose secondo i più fedeli alla tradizione) è solo per permettere di avvicinarsi alla ricetta, anche a persone che per motivi di salute, di cultura, di esigenze pratiche non potrebbero farlo. Si cerca di essere più fedeli possibili, ma si concede il divertissement e non mi pare una cosa così grave, visto che oltre all'elenco delle ricette partecipanti ci sono tutti gli approfondimenti che, se solo uno ha voglia di leggerli, difficilmente cade nella disinformazione.
Il punto è che se ritenete che le cozze debbano esserci nel modo più assoluto, potevate dirlo chiaramente, senza volontà di creare polemiche, perché qui ci confrontiamo e correggiamo a vicenda quotidianamente. Bastava dirlo con cordialità e senza supponenza e tutto diveniva più costruttivo. Eppure siete arrivati insieme col solo intento di polemizzare e la cosa diventa oltremodo assurda, quando l'intento comune di chi parla di cibo dovrebbe essere lo stesso. O forse son io che sono ingenua e non capisco certe dinamiche belliche che si celano dietro certi commenti…

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dauly 10 Maggio 2013 - 20:01

un piccolo intervento sulla questione di libri e testi di cucina, le arancine di Carlo Cracco nel suo libro rientrano nella tradizione?
diversamente da chi organizza e gestisce l'mtc però lui ci fa i soldi, trovo sia molto più vergognoso!

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Alessandra Gennaro 10 Maggio 2013 - 20:12

Dauly, quello è lo Starbooks… 😀 😀 😀 😀

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Elisa 10 Maggio 2013 - 20:20

Dauly il fatto è che ci vuole anche un po' di elasticità mentale e personalmente nulla mi infastidisce, nemmeno la ricetta di Cracco (e come sapete bene voi dello Starbooks io apprezzo quel libro :P). L'importante è che dietro una rivisitazione, anche esagerata, ci sia conoscenza, tecnica, base.
Ci son ben altre cose di cui la gente dovrebbe vergognarsi, altroché 🙂

Tra l'altro il vitello tonnato non è vitello condito con la salsa tonnata: quello è proprio uno stravolgimento della ricetta originale. Eppure è entrata nella tradizione piemontese, soppiantando la versione originale.

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dauly 10 Maggio 2013 - 20:33

nemmeno a me infastidisce, ma visto che una delle critiche mosse è stata che chi viene a cercare la ricetta della tiella è convinto magari di averla trovata nelle nostre rivisitazioni, mi chiedo allora perchè uno chef che fra l'altro adesso è idolatrato possa scrivere di ricetta tipica parlando delle arancine e che di tipico in quel modo non hanno niente!
ripeto, lui ci fa una svanga di soldi e pubblicità, noi invece lo facciamo solo per amore della condivisione e del divertimento!

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merendasinoira 10 Maggio 2013 - 20:34

rispondo solo su quest'ultimo tuo commento:
il "non" vitello tonnato con salsa tonnata è l'alternativa proposta dalla signora Michela (infatti lei ha proposto, unico riferimento ad un antipasto "piemontese" nel suo blog, il tonno tonnato)…. stavo rispondendo a lei, infatti..
Per il resto, non ti rispondo per un solo motivo: mi crea dei turbamenti psicogastroenterici l'idea di discutere con una persona intuendo, evincendo..come dire, insomma, capendo chiaramente dal suo stile di scrittura che in realtà dietro le sue parole se ne nasconde un'altra. (sai perfettamente a cosa mi riferisco)
Ma voi, qui, giocate. E io tempo per giocare a un gioco che oltretutto non mi piace non ne ho più. Buona continuazione.

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Alessandra Gennaro 10 Maggio 2013 - 20:40

in ogni caso, rispondo una volta per tutte.

l'mtc funziona così
c'è una ricetta, che viene liberamente proposta da chi si aggiudica la sfida del mese precedente. Abbiamo avuto ricette di tradizione come no, classici della cucina, piatti internazionali, quadernetti della nonna etc etc. Stavolta, abbiamo una ricetta di tradizione, di territorio e di famiglia. mi sembra di aver capito che la ricetta abbia ricevuto l'approvazione dei Pugliesi,(approvazione non richiesta, sia detto per rispetto a Cristian che ci ha regalato una ricetta meravigliosa e fedele), quindi passo al punto successivo.

dopodichè, chi gioca ha due alternativeù

a. la prima, è di ripetere la ricetta, così com'è. In questo caso, trattandosi di una ripetizione della ricetta così com'è, si farà di nuovo una ricetta di tradizione.

b. la seconda, è di rielaborare la ricetta. In questo caso NON si parla di tradizione, ma di rielaborazione. se infatti leggete sopra, io non ho mai scritto "di tradizione" ma "quanto più possibile fedele alla natura del piatto". Che significa "rielaboriamo,ma con dei paletti". Laddove "paletti"è da intendersi in senso metaforico, secondo l'ultima edizione de il Vocabolario della Crusca, glosse di Zingarelli- Devoto & Oli.

quindi, due binari: uno che ripete paro paro la ricetta,un altro che la rielabora.
Tant'è che mica abbiamo scritto che si chiamerà per forza risopatatecozzetuttattaccato: faremo come per la Pasqualina, che si è chiamata così, quando è stata rifatta pari pari, e torta salata ligure, quando ci sono state delle variazioni. La chiameremo solo taieddhra, considerato che in Puglia esistono molte varianti di questo piatto, anche del tutto prive di pesce e pure di cozze(cito Carnacina Veronelli e Sada, che sono i primi che ho sottomano).

tutto il resto, scusatemi, son cose che non c'entrano con questo post. E, se mi è permesso, da co-padrona di casa, neanche con questo blog: mi riferisco ai toni, che ho trovato inopportuni, sia perl'argomento che si affronta, sia perchè, fino aprova contraria, siete ospiti in casa nostra. La porta è sempre aperta, per un confronto civile e corretto. Altrimenti, ci tocca chiuderla. E senza dovervi neppure spiegazioni.

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Elisa 11 Maggio 2013 - 7:07

"sai perfettamente a cosa mi riferisco" ehm no, non lo so, ma pazienza 🙂

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dauly 11 Maggio 2013 - 11:21

aahhh era rivolto a te il commento? credevo invece che parlasse con me, no perchè non mi pare di essere in incognito!

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Elisabetta 10 Maggio 2013 - 13:05

chiamala in un altro modo,per favore,ma questa non è la "tiella di patate riso e cozze"che sono indispensabili,per noi pugliesi!!!!

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Alessandra Gennaro 10 Maggio 2013 - 13:15

la chiamo esattamente come l'ha chiamata il pugliese che ce l'ha proposta- e ci mancherebbe ancora che ne cambiassi il nome. A maggior ragione se si considera che le indispensabili patate, riso e cozze ci sono. Quindi, non vedo il problema

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Cristian M 10 Maggio 2013 - 14:32

Ciao Elisabetta, se è alle cozze che ti riferisci, tranquilla ci sono, eccome se ci sono (1,5 kg). Qualcuno le mette sopra, qualcuno le mette dentro, qualcuno le mette col guscio, qualcuno senza guscio. Io sono Salentino e la ricetta di mia madre prevede che siano senza guscio e che stiano dentro, ma non potevano certo mancare 😉

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Antonella 9 Maggio 2013 - 19:41
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Alessandra Gennaro 10 Maggio 2013 - 4:36

ANTONELLAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!! è dal 13 in poi!!!!
come facciamo????

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Alessandra Gennaro 10 Maggio 2013 - 13:18

ok, mea culpa…lo avevi già rimosso 😉

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Antonella 10 Maggio 2013 - 20:51

sono tronata da Roma….sono stancherrima e ho il fuso orario in circolo!!!!! ahahahahah 🙂

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Laura 9 Maggio 2013 - 8:54

Ricetta magnifica.. l'ho già mangiata (la adoro!), poi fatta e anche pubblicata tempo fa.
Ora mi cimenterò in questa versione per l'MTC, questo mese farò di tutto per esserci, visto che il mese scorso ho saltato la gara, non è un periodo top ma si combatte!
Buon lavoro..
Laura

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Donatella 8 Maggio 2013 - 15:06

Sono prontaaaaa. Mi piace proprio..una scusa per acquistare una bella teglia!

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Maria Luisa 7 Maggio 2013 - 16:57

Bello, come sempre!! Mi scuso per l'assenza dalla Challange del mese scorso, ma non ce l'ho fatta proprio… per quanto ho sperato fino alla fine!
a questo non manco di certo. A prestissssssssssssssssimo!

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Pinko Pallino 7 Maggio 2013 - 13:57

Ne ho letto spesso, ma non l'ho mai fatta anche se mi ha sempre incuriosito…questa è l'occasione buona, Grazie!!

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Giulia 7 Maggio 2013 - 13:28

mi piace!!!! e vorrei anche rassicurare tutti i partecipanti sull'apertura delle cozze a freddo 🙂 non è così difficile come sembra 😉

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Lara Bianchini 7 Maggio 2013 - 8:44

da provare in assoluto, soprattutto dopo avere conosciuto il vincitore e la moglie (che fortunatamente si è rifatta ;-))e avere visto entrambi eccelsamente all'opera. Non mi aspetto niente di meno che una delizia.

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Dida70 7 Maggio 2013 - 5:33

mai fatta nemmeno io ma felicissima che sia una ricetta di mareeeeee!!!

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Anna--USA 6 Maggio 2013 - 21:44

bellissima ricetta!

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Tantocaruccia 6 Maggio 2013 - 17:40

Adoro la cucina puglieseeeeee! Anche se questo piatto non lo conoscevo.. Bene bene 🙂

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Terry 6 Maggio 2013 - 17:28

mai sentito parlare…. imparerò una cosa nuova anche questa volta!

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paneepomodoro 6 Maggio 2013 - 17:19

Se non altro questo è un piatto che ho già provato anche se il risultato non è stato dei migliori! Questa è l'occasione per rifarmi! E pensare che io l'ho sempre chiamata tiella!

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eres 6 Maggio 2013 - 16:39

oooooooooh che bravoooooooooooooooooo posso partecipare nonostante la dieta. ci piace. metto in moto i neuroni 😉

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Chiara Picoco 6 Maggio 2013 - 16:12

Wow, e dico wow. Da pugliese verace quale sono, adoro riso patate e cozze!!!

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Natalia 6 Maggio 2013 - 15:11

Mai fatta né provata! Ancora una prima volta! Grazie!

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alittleplacetorest 6 Maggio 2013 - 14:28

Bellissima questa ricetta! Spero di renderle onore! =) Mariangela

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elena 6 Maggio 2013 - 12:38

l'avevo provata la scorsa estate …ma avevo avuto qualche problema con la cottura del riso…sono curiosa di provare la versione di Christian…. grazie!

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elena 6 Maggio 2013 - 12:39

più che "provare la versione" …non rileggo mai … seguire i consigli… scusate!

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Loredana 6 Maggio 2013 - 12:03

Domenica partirò, ma questa ricetta non posso non farla, l'adoro!!!

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Cranberry 6 Maggio 2013 - 11:45

e non ho mai fatto nemmeno questo…….Ma non ci credo!! ma come è possibile!!:D

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๓คקเ 6 Maggio 2013 - 11:35

Bellissimaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!
Sono troppo contenta di questa ricetta!!!! 😀

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Francesca...la nuova... 6 Maggio 2013 - 11:10

Pronti,partenza e via!!!
La ricetta mi piace assai,nonostante adori le cozze in questo preciso momento storico non posso mangiarle….perciò mi industrierò ancor più per trovare una sostituzione degna!
Buon lavoro a tutti!

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Mai 6 Maggio 2013 - 10:16

E pensare che io ci volevo fare gli arancini del MTC!!! E il cozzaro me l'ha proibito….
Quanto sono contenta di questa sceltaaaaaaaa!

Grazie, grazie, grazie!!!

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Andrea 6 Maggio 2013 - 10:04

Come al solito (ma quanto sono ignorante!) è un piatto che non conosco. Però le cozze mi piacciono, il riso e le patate pure, le verdure un po' meno ma lì c'è ampia possibilità di scelta! Vedremo …

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piccoLINA 6 Maggio 2013 - 9:56

Mi associo a lucy…. non sopporto le cozze e i frutti di mare…non ce n'e' uno che riesco a mangiare!!!! 🙁
In compenso pero' credo che quella stregaccia della Vitto andra' a nozze…

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Vitto da Marte 7 Maggio 2013 - 12:34

Eccerto!!!!! …..questo WE a Genova c'è Slow Fish……mi scatenooooo
Che meravigliosa scelta! Fra l'altro è un piatto che non ho mai fatto! !!! Grazie…….

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Glu.fri 6 Maggio 2013 - 9:52

Grande piatto !!

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veronica 6 Maggio 2013 - 9:46

la mia amata puglia eccola qui 🙂 felice io

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letortediele 6 Maggio 2013 - 9:14

bellissimo piatto 🙂 già frullano nella testa mille ideee!!!

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lucyinvacanzadaunavita 6 Maggio 2013 - 8:28

noooooooo!!! è la ricetta che proprio non sopporto. Sarà che la lego all'agosto di anni fa, quando aspettavo mia figlia ed ero preda di nauseee e altre amenità… Nella casa di campagna della suocera, quell'anno, il piatto più preparato è stato proprio quello. Ho ancora nel naso quell'odore che emanava…. da nausea istantanea. Se poi aggiungiamo che tanto al marito piacciono le cozze quando a me no, abbiamo fatto il pieno. Non so se riuscirò a vincere questa resistenza. Non ce la posso fare….

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Giulietta | Alterkitchen 6 Maggio 2013 - 8:21

Voi mi rendete immensamente felice!
E' un piatto mai assaggiato, che da tempo mi riprometto di provare, e che sono sicura adorerò!

Bravissimo Cristian! Bella scelta!

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Sabrina 6 Maggio 2013 - 8:21

ammetto la mia ignoranza, ma non la conoscevo proprio. mi piace però. ci ragiono. grazie!

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La Cucina Spontanea 6 Maggio 2013 - 8:20

Questa mi piace un sacco!!Ho la suocera pugliese, sentirò un po' lei se conosce questa preparazione. Ragazze, ho iniziato da poco a partecipare all'MTC, ma ogni mese mi diverto (e imparo) sempre di più!Grazie!

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Sarah 6 Maggio 2013 - 8:08

Adoroooooo! Grazie ragazze e grazie Cristian!

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lavvocatonelfornetto 6 Maggio 2013 - 7:48

Ho sempre desiderato farla ma aspettavo l'occasione giusta….quale occasione meglio dell'Mtc.!

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Acquolina 6 Maggio 2013 - 7:43

bellissima ricetta! al lavoro 😀

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Antonella 6 Maggio 2013 - 7:34

ma che bellaaaaa!!!!! non l'ho mai fatta nè mangiata ma penso proprio di non avere problemi….i miei commensali sono ormai abituati a tutti gli esperimenti culinari dell'MTCh !!!!!!!! baci baciiiiii!!!!! 🙂

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Rosy 6 Maggio 2013 - 7:28

Ve l'ho detto che era una un salato! 🙂 E me lo sentivo che era a strati, avendo visto sul blog di Christian altre preparazioni a stati o imbottite che dir si voglia. :))

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Francy BurroeZucchero 6 Maggio 2013 - 7:09

Il Salento è la nostra meta fissaa delle vacanze estive da quattro anni. La cucina laggiù è una cosa particolare, intensa. Sono contenta di imparare questo piatto, che ammetto non conoscevo. Avrei anche un'"aggancino" giù sotto Gallipoli, il nostro padrone di casa, ex carabiniere in pensione, ora buongustaio a tempo pieno, e sicuramente accessoriato di zie e sorelle salentine doc per alcune dritte su ricette e simili.. 🙂 che nostalgia!! quando arriva Agostooooo??

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Anna Lisa 6 Maggio 2013 - 7:08

Lo sentivo lo sentivo!!!
Bene, tanto la faccio quasi ogni settimana 🙂

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Elisa 6 Maggio 2013 - 7:04

Stupendaaaaaaa!! E poi amo la Puglia! *_*

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