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I Macaron di Ilaria – Soffici

Fra la M dei “Ma te possino” della vecchia guardia e quella del “Ma chi me lo ha fatto fare” dei nuovi ingressi (benvenuti!), e’ la M di Macarons la lettera sotto cui si apre il 2017, nel segno dell’eleganza, della bellezza, della raffinata precisione, da sempre sinonimi di quella pasticceria francese a cui Ilaria ha deciso di rendere omaggio nella sfida che la vede protagonista.

D’altronde, nell’istante in cui e’ stato nominato il vincitore, tutti abbiamo saputo che, qualsiasi forma avrebbe preso la decisione della Super Winter Culattacchion, sarebbe stata nell’ordine della tecnica pura. Non un “dolce” generico, cioe’, ma una base e magari pure di quelle difficili che, da un lato, non lasciano spazio al caso e, dall’altro, esigono un’inventiva che e’ la sublimazione del gusto, dello stile, della classe e di quel talento che costituisce la parte piu’ ineffabile e piu’ indispensabile ad un processo creativo che si rispetti.

Eseguire pedissequamente e creare autonomamente e’ dunque la richiesta sottesa a questa sfida: Ilaria vi accompagnera’ per mano per tutta la prima parte, insegnandovi la tecnica per preparare macarons perfetti: ma dopo, saranno tutti affari vostri la parola tornera’ a voi, nella scelta degli abbinamenti di gusto e di colore, secondo quanto previsto dal….

REGOLAMENTO PARTICOLARE

1. Potete partecipare con un massimo di due prove, una dolce e una salata.

2. Per entrambe le prove, dovete seguire pedissequamente la ricetta di Ilaria. Non sono ammesse variazioni di alcun tipo.

3. Per ogni post, e’ obbligatorio realizzare due tipi di macarons, entrambi dolci o entrambi salati, a seconda della categoria che avrete scelto. L’agrodolce e’ considerato salato, tout court, se decidete di preparare due macarons agrodolci, oppure un jolly che potete abbinare a vostro piacere, al dolce o al salato.

4. Per quanto riguarda gli abbinamenti, dovete lavorare su “base 4”: i due gusti del primo macaron, cioe’, dovranno sposarsi bene anche con i due gusti del secondo. Non vale, quindi, fare un macaron alla banana e al rum e un altro all’anguria e alla vodka, poniamo, mentre ha senso prepararne uno al caramello salato, giocando con zucchero e sale, e un altro al cioccolato e alla fava tonka. La parola d’ordine, questa volta, e’ “osare”, andare oltre gli abbinamenti collaudati per provare a scoprirne di nuovi, al solito senza strafare ma senza neppure tenere il freno a mano tirato. Non fermatevi cioe’ al primo abbinamento, quello piu’ classico e piu’ confortante, ma avviatevi ad esplorare i dintorni, alla scoperta di accostamenti meno noti ma non per questo insensati. Scorporate ricette, soffermatevi sui singoli gusti, frugate nella tradizione e lanciatevi nell’innovazione, con l’obiettivo di realizzare due macarons che portino la vostra firma e non quella di altri.

Visto che Ilaria dice che non si capisce niente, provo a spiegarvelo con un esempio.

Scegliete di fare la versione dolce e dovete preparare due macarons diversi. Dopo aver letto il monumentale trattato di Ilaria, saprete benissimo che ognuno di questi dolcetti e’ contraddistinto da due componenti, il guscio e il ripieno, ognuno dei quali con un proprio gusto. Ci sono macaron tutti al limone o tutti al cioccolato, cioe’ col guscio e la ganache che ripropongono lo stesso sapore, ce ne sono altri in cui “du gust is megl che uan” e sono quelli che ha preparato Ilaria: il guscio ha un aroma che predomina e la ganache ne ha un altro. Ognuno puo’ sbizzarrirsi come vuole- ferma restando la condizione imprescindibile e assoluta della plausibilita’ degli abbinamenti. Osare si puo’, ma sempre nei limiti del “buon gusto”, inteso principalmente in riferimento al palato.

E questa e’ la regola generale.

La regola particolare, invece, e’ quella della sfida: visto che vi si chiede di preparare una coppia di macarons, la vogliamo bene assortita. Il che significa che il primo macaron dovra’ sposarsi bene anche col secondo.

Come ho scritto sopra, si tratta di lavorare partendo da una prospettiva piu’ ampia: non “cioccolato e vaniglia”- e basta, ma “cioccolato e vaniglia e rum e castagne”, per esempio. Se preferite, potete anche utilizzare un ingrediente che faccia da ponte per entrambi (“cioccolato e rum/castagne e rum”, “fragola e limone/ limone e basilico”): l’importante e’ che i 3 o 4 sapori che scegliete stiano bene fra di loro (il rum si sposa benissimo con il cioccolato e la castagna, il limone con la fragola e il basilico).

Tre e’ il numero minimo di gusti consentiti: un macaron alla fragola e un macaron al limone, cioe’, non sono ammessi.

Lo stesso discorso vale ovviamente anche per il salato.

In ogni caso, nei prossimi giorni seguira’ un post ad hoc, dedicato proprio ai piu’ comuni abbinamenti di sapore. Per cui, stay tuned che arrivano i soccorsi 🙂

5. Il ripieno potra’ assumere la forma che preferite: ganache, creme al burro, mousse, pate’, cremosi, ma anche qualcosa di piu’ complesso, se siete piu’ esperti o volete mettervi alla prova: inserti di gelee, doppie farciture, tutto e’ ammesso, insomma.

6. Attenti anche alla forma e all’eleganza compositiva: la prima ha a che fare con la tecnica, la seconda con quel “mangiare con gli occhi” che e’ la prima sollecitazione della pasticceria. Per questo motivo, ammettiamo anche coloranti alimentari artificiali, pur continuando a privilegiare quelli naturali. Ma non e’ il caso di spremere una cassetta di barbabietole, prima di arrendersi alla sfumatura di rosso che ti permette solo la chimica: usate ‘sto benedetto colorante -e non parliamone piu’ 🙂

7. Oltre alle foto della presentazione finita, su cui potete sbizzarrirvi come volete (i macarons sono maledettamente fotogenici) , sono obbligatorie TRE FOTO, TUTTE  in teglia:

A. DOPO IL POCHAGE

B. DOPO IL CROUTAGE

C. DA COTTI, GIRATI (con la parte piatta verso l’alto)

Lo scrivo grande e chiaro, perche’ su questo non ammettiamo suppliche: se manca una sola di queste foto, siete fuori concorso.

8. Nella valutazione, verranno utilizzati i seguenti parametri: la tecnica, in primis- ossia come riesce il macaron. A seguire, nell’ordine, la plausibilita’ degli abbinamenti, l’estetica e, infine, le difficolta’ ulteriori (quelle che uno si va a cercare, intendo dire, lavorando per esempio sul ripieno). Quindi, in soldoni: se il macaron e’ venuto bene, si passa a considerare le combinazioni dei sapori. Se anche quelle funzionano, si valuta la bellezza e se, dopo aver fatto un macaron bello e buono vi siete anche lanciati in qualcosa di piu’ sperticato… ok, avete seri rischi di aggiudicarvi la palma della prossima vittoria.

 

Il REGOLAMENTO GENERALE e’ sempre lo stesso

le ricette dovranno pervenire fra la mezzanotte e un minuto di martedi 10 gennaio e la mezzanotte spaccata del 25 gennaio (che dovrebbe essere un mercoledi, se non  mi sbaglio). Gli “anche no” ci mandano ricetta e foto a mtchallenge@gmail.com, entro e non  oltre la mezzanotte del 25 gennaio.

E’ attivo il filo diretto, qui, per chiarirvi tutti i dubbi: considerate che Ilaria lavora e che dal 12 la Redazione e’ a Napoli, per cui se non dovessimo rispondere subito, abbiate pazienza.

Il banner della sfida e’ questo

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All’inizio del post dovete citare con i rispettivi link l’MTC e il blog di Ilaria. Due link- e inizio post.

GLI INDIZI

 

PER GRAZIA DI DIO

NOI SOTTOSCRITTI

ALESSANDRA VAN PELT GENNARO

ALMA MATER DELL’MTC

SUBLIME DITTATRICE DELLA COMMUNITY

SIGNORA DEI PIPPONI

RINUNCIO UFFICIALMENTE AL TITOLO DI 

MENTE MALATA DEL WEB

 dovendo dolorosamente prendere atto

di una schiacciante, assoluta ed umiliante supremazia in tal campo

Pertanto, con questo atto di nostra regia e libera volonta’

con il conforto del parere del Regio Consiglio di Redazione

CEDIAMO UFFICIALMENTE IL TITOLO

LO SCETTRO E IL MANTO DI ERMELLINO

PER L’OCCASIONE TINTO DI VERDE E DI VIOLA

A SUA ALTEZZA

VALENTINA DE FELICE

LA CERIMONIA DEL PASSAGGIO DELLE CONSEGNE AVRA’ LUOGO

NELLA SALA DEL TRONO DEL CASTELLO DI

LA SONRISA

SOTTO IL RITRATTO DEL  NOSTRO COMUNE MENTORE

(SEZIONE “LORDI”)

LA S.V. E’ INVITATA

E comunque…

  1. il primo indizio era la coppola. Giuro che a Cherubini e a Laduree non avevo pensato (vedi abdicazione qui sopra): il riferimento era a Sofia Coppola, regista di Maria Antonietta, il film che ha recentemente riportato in auge i macaron.
  2. Gli gnocchi un tempo si chiamavano Maccaroni. Il riferimento piu’ famoso e’ la novella di Boccaccio in cui si parla del Paese del Bengodi- e gli storici concordano tutti sul fatto che nei maccaroni si debbano riconoscere gli gnocchi.
  3. Fra le decine di matres certae che in Francia si contendono la paternita’ di questi dolci, ci sono due suore del monastero benedettino di Nancy.

Vi ho voluto bene, addio 🙂

… ed ecco il banner della sfida

 

Written by

La signora dei pipponi.

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