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Le Terrine di Giuliana Fabris dal blog La Gallina Vintage

E ok, va bene, forse era un po’ scontato da indovinare: ma sfido chiunque a trattenere l’esultanza, di fronte ad un tema del genere, affidato per giunta alla Signora delle Terrine, all’Icona di quella cucina vintage-chic che tanto ha dato e tanto ci dara’ in questa sfida. Il post che Giuliana ha scritto per guidarvi nei sentieri di un mondo pressoche’ sconosciuto alle giovani generazioni e pensato con nostalgia da quelle piu’ vecchie e’ quanto di piu’ completo, interessante e affascinante possa essere stato scritto sul tema. Perche’ schiude infiniti mondi, non solo sulla cucina, ma anche sulle sale da pranzo, non solo sulla tecnica, ma anche sulla fantasia, non solo sul gusto, ma anche su quel buon gusto a cui bene o male tutti si aspira e di cui la nostra Giuli e’ assoluta maestra.

Questa sfida, dunque, vuol essere qualcosa di piu’ che una semplice gara di cucina o un’occasione per imparare qualcosa di nuovo o per perfezionare qualcosa che gia’ si sa: stavolta, vogliamo riportare i fasti di quei pranzi della domenica in cui ogni dettaglio concorreva a fare festa e le terrine erano spesso l’apoteosi di un pranzo che andava oltre la consumazione di un pasto e diventava celebrazione: degli affetti, del cibo e anche di quel tempo migliore che mai come in questa sfida vorremmo che ritrovare qui.

E quindi, ecco a voi il…

REGOLAMENTO PARTICOLARE

  1. Tutte le proposte che presenterete in questa sfida dovranno essere cotte nell’apposito contenitore in terracotta smaltata o in ceramica da forno, con il coperchio forato, comunemente noto con il nome di “terrina”. sono ammessi inserimenti di ingredienti precotti, in tutti i modi che volete: ma il risultato finale, cioe’ la Terrina della sfida, dovra’ essere cotta in quel recipiente li e non altrove.
  2. Tutte le Terrine, ad eccezione di quelle in crosta di pane (v. punto 3) devono essere servite nel recipiente di cottura. Non sono ammesse terrine sformate, ad eccezione di quelle en croute
  3. Le sole terrine sformate sono quelle in crosta, intese in senso stretto, vale a dire le terrine di carne e di pesce (interamente o prevalentemente di), rivestite di una crosta di pasta brisee o pate a foncer.
  4. La terrina va obbligatoriamente rivestita (di lardo, pancetta, prosciutto, foglie di cavolo, verdure, filetti di pesce e tutto quello che vi verra’ in mente) e poi messa nello stampo e fatta cuocere. Se volete aggiungere una crosta, questa deve essere obbligatoriamente :

a base di farina, per le terrine di carne (interamente o prevalentemente di) e di pesce :

a base di gelatina, variamente aromatizzata, per le terrine di verdure (interamente o prevalentemente di). Anche le terrine di pesce possono avere una crosta di gelatina: in tal caso non si sformano.

Ricapitolando: 1. se non fate una terrina di carne/di pesce  in crosta di farina (se-non-fate-una-terrina-di- carne-in-crosta) dovete presentarla nel recipiente della cottura. 2. se, oltre al rivestimento obbligatorio, voleste anche fare una crosta, questa deve essere obbligatoriamente a base di farina per le terrine di carne, a base di gelatina per le terrine di verdure, indifferente per il pesce 3. solo le terrine a base di carne /pesce  E in crosta vanno sformate. 

Tutto chiaro?

poi, altra nota dolente

5. le fotografie. Provate a seguire il percorso logico che abbiamo fatto con Giuliana, cosi da non dimenticarvi nulla

  • la prima fotografia e’ quella della terrina intera. Ci serve perche’ e’ il piatto che si porta in tavola, quello su cui cadranno subito gli sguardi di tutti i commensali, la visione d’insieme. Parliamo di un piatto scenografico, quindi vederlo cosi come si presenta “intero” e’ fondamentale per una valutazione globale
  • la foto della terrina tagliata a meta’, sempre dentro lo stampo: questo ci permette di capire se tutti gli strati sono cotti in modo uniforme
  • la foto della fetta sul piatto, per una valutazione anche estetica, oltre che tecnica.

Quindi, ricapitolando, servono TRE FOTO terrina intera, terrina a meta’ (nel recipiente) e  fetta, nel              piatto.

6. Potete sbizzarrirvi con tutti gli ingredienti, come e quanto volete: le uniche esclusioni sono la terrina interamente di formaggio e la terrina di frutta. Il formaggio e’ ammesso come ingrediente, come legante, come strato, ma non come protagonista assoluto della terrina. La frutta idem: ammessa come ingrediente-legante-strato, ma non come protagonista assoluta. L’unica eccezione e’ combinare il formaggio con la frutta: una terrina di taleggio con le pere, poniamo, e’ ammessa.  Del tutto bandite le versioni dolci, anche se gli ingredienti dolci sono ammessi, a complemento del piatto. A titolo di esempio, una terrina di verdura a base di zucca, taleggio (formaggio) e amaretto (dolce) e’ ammessa.

7. Potete presentare fino ad un massimo di due terrine, senza obbligo di cambiare ingrediente (due terrine di carne vanno bene, intendo dire, basta che non contengano gli stessi ingredienti)

8. I complementi sono liberi (salse, confetture, chutney, contorni vari) ma devono essere ALMENO DUE, tutti rigorosamente fatti in casa.

REGOLAMENTO GENERALE

1. Diamo il benvenuto ai nuovi ingressi, visto che abbiamo deciso di riaprire a marzo. Potrete fare parte della community appena pubblicata la vostra ricetta. Cercateci su FB, siamo il gruppo con il nome piu’ sobrio del mondo (MTC WORLDWIDE FAN CLUB) e fate richiesta di entrare.

2. Sono ammesse le ricette pubblicate dalla mezzanotte e un secondo di Venerdi 10 marzo alla mezzanotte spaccata di Sabato 25 marzo. Lasciate il vostro link nello spazio sottostante (sotto a questo post e da nessun altra parte!) e poi Elisa Baker provvedera’ a sistemarvi nella pagina degli sfidanti. Gli “anche no” devono scrivere a mtchallenge@gmail.com e mandare post, ricetta e foto entro la mezzanotte del 25 marzo

3. Ho sinceramente paura ad aprire il filo diretto, ma lo faro’ a brevissimo.

4. il banner e’ questo qui

banner_sfidadelmese_64

5. Ribadisco che i link al blog di Giuliana e al nostro sono obbligatori e li vorremmo preferibilmente all’inizio del post. Idem per le ricette: la gara dura fino alla mezzanotte del 25 marzo, quindi voi potete pubblicare tutti a quell’ora. Ma se poi non vi arrivano i miei commenti, non vi lamentate, ok? 🙂

GLI INDIZI

La sera prima della sfida, Valentina, sottoposta allo jus primae noctis degli indizi, ha detto: so che sono le terrine, ma non mi quadrano i primi due. Dieci minuti prima della sfida, Pasqualina mi scrive in privato e mi dice “so come interpretare l’anacardo: sono le terrine e ti sfido a dirmi di no”. Idem Sandra, durante le discussioni nel gruppo. E hai voglia a trovare indizi …

E comunque, non li avete indovinati. Visto che sono buona, assegno la palma della vittoria (il premio e’ la visita da uno bravo ) a Tina di Tarte Tatina, che ci e’ andata piu’ o meno vicino… ma la vera soluzione e’ questa qui

  1. Il significato del nome Adamo e’ “colui che e’ fatto di terra”, laddove per terra si intende proprio l’argilla, la terra con cui Jahve’ materialmente lo crea prima di infondergli il suo spirito. In una esegesi che si rispetti, Adamo e’ colui che porta in se’ le tracce del suo Creatore, in una lettura culinaria e’ la prima terrina- e andiamo avanti
  2. La gelatina che tanta parte avra’ in questa sfida e’ fatta di cotenna di maiale. Se non la si ammolla, col cavolo che la si puo’ utilizzare, per cui ecco spiegato il maialino con gli stivali da pioggia
  3. Sull’ultimo indizio, ringrazio Corrado per il suo silenzio. Steli del Ceramico, uno dei cimiteri di Atene. E da qui in poi, era tutto chiaro…

 

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La signora dei pipponi.

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