E dunque è arrivato Febbraio e con lui l’annosa questione legata alle festività Carnevalesche.
Da bambini il Carnevale è una festività decisamente divertente: tutto intorno il clima si fa scherzoso e colorato, possibilità di sporcare e sporcarsi tutti senza essere brontolati più di tanto, libertà quasi illimitata nella consumazione di dolci e unica occasione annuale sfruttabile per poter trasportare il gioco più bello di sempre, quel “facciamo che io sono..”, almeno per un giorno, dal piano della pura immaginazione al piano della realtà concreta, solo grazie a una maschera da super eroe, a un mantello colorato, a una bacchetta magica di plastica. E poi nessuna repressione da parte degli adulti nei confronti del, solitamente inammissibile, atto di lanciare in aria oggetti di carta e rivestire con questi, inevitabilmente, km di pavimento.
Da ragazzi il Carnevale continua ad essere interessante; i travestimenti cambiano, si fanno più ricercati, volti a stupire e a divertirsi divertendo gli altri con le proprie interpretazioni, magari si riesce a strappare una concessione oraria sul coprifuoco in occasione di un paio di feste e si continua a mangiare senza limiti.
Una volta diventate mamme, imperfette come nel mio caso, il Carnevale si fa questione più complessa; rimane un’ottima occasione per mangiare cose buone e godere di quell’allegria contagiosa che anima questo periodo dell’anno ma gli inviti alle feste di compleanno in maschera impazzano e si vanno a sommare agli inviti alle feste di Carnevale nelle piazze e nei circoli, nei locali, a scuola e a me, che sono davvero imperfetta, tutto questo fa un attimino paura.
Il vero problema per me, voglio essere sincera, è rappresentato dalla costante presenza, in ciascuna di queste occasioni, dell’animazione.
Non so se ci sia un qualche episodio da ricercare nelle profondità della memoria della mia infanzia, un qualche evento traumatico che mi abbia segnata legato alla figura dell’animatore, quel che è certo è che, considerando l’odio profondo che ho sempre provato per le barzellette, per i giochi organizzati, e , sopra ogni altra cosa per il trenino alle feste, l’animazione non fa per me. L’animazione è la mia criptonite, per dirla in parole povere; azzera tutti i miei super poteri da mamma imperfetta e mi rende antipatica e noiosa.
Così mi trovo ogni volta difronte ad un bivio: le porto, anche, a questa festa perché loro si divertono e sono felici e pace se saranno tre ore infinite in cui, proverò la spiacevole sensazione di sentirmi fuori luogo perché, nell’ordine, ho di nuovo sbagliato abbigliamento, non apprezzo il potere aggregante dei balli di gruppo, non sono riuscita a far finta di ridere davanti all’esibizione del clown Ambrogino e ,soprattutto, non ho voglia di scoppiare palloncini con il mento tenendo in equilibrio un uovo sulla testa, oppure faccio quello che avrei voglia di fare io e , con il cavolo, che andiamo, anche, a questa festa?
Va a finire che imbocco, quasi sempre, la stessa strada e le porto perché sono una madre imperfetta, sì, ma sono pur sempre una gran tenerona e vedere quei faccini pitturati, sorridenti e felici mi ripaga, ancora, di tutta la fatica fatta per sentirmi a mio agio laddove naturalmente non lo sono.
Rifletto su tutto questo proprio mentre me ne sto in disparte durante una di queste feste senza riuscire a distogliere lo sguardo dall’immagine della mia più grande amica, che è una delle mamme imperfette più perfette che conosca, che balla scatenata, insieme ad altre mamme, sulle note della Macarena e si presta contenta ad ogni gioco proposto dal Clown Ambrogino, quando le si avvicina uno dei suoi figli, quello più grande, e le fa notare che potrebbe anche stare più tranquilla e ferma che, sennò, lo fa vergognare.La mia figlia “grande”, dal canto suo, prima di partire da casa mi ha, già, fatto notare che potrei anche ballare e partecipare un po’ di più, che , insomma, sennò la faccio vergognare.
L’ironia della questione mi strappa una profonda risata.
Siamo proprio tutte imperfette, ciascuna a proprio modo, perciò conviene accettarci per quelle che siamo, e, cosa ancor più importante, dobbiamo comunque preparare tutte il pranzo per il giorno dopo, quindi, quale che sia il nostro rapporto con il Carnevale, mettiamo tutto il buono nel cestino del pranzo di questi adorati, meravigliosi “traditori”, per renderlo il cestino più divertente e colorato dell’anno.

Banner di Mai Esteve

 

Nel lunch box che la squadra delle “mamme imperfette” di Mag ha realizzato questo mese troviamo qualcosa di sano e sfizioso da bere, una proposta vegetariana, una a basa di pesce e una a base di carne per saziare gli stomaci di tutti, un contorno di fresche verdure da tuffare in un hummus diverso dai soliti e l’immancabile dolcetto finale, capace di daddrizzare anche la più “storta” delle giornate.

Ricette liberamente tratte da Bbc good food magazine, Delicius magazine, Taste of home magazine e Every day Bento book.

Smoothie-trio
di Fabiola Palazzolo

Tropical mix
1 mango
Ananas
Succo di arancia

In un frullatore, riunite il manco sbucciato e tagliato a pezzettoni, il succo e l’ananas, frullate e servite.

Pink milk
2 bicchieri di latte
Fragole
1 banana matura
Miele

In un frullatore, riunite tutti gli ingredienti, il latte deve essere freddo, frullate e servite

Green juice
2 bicchieri di succo di mela
1 banana
1 kiwi

In un frullatore riunite tutti gli ingredienti, frullate e servite.

 

Curry vegetariano di lenticchie
di Mai Esteve

Per 4 porzioni:
2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
1 cipolla tritata
1 cucchiaino di cumino macinato
1 cucchiaio di polvere di curry Madras (in alternativa si può usare la miscela di curry che si preferisce, secondo e proprie esigenze)
200 g di lenticchie rosse
2 patate dolci sbucciate e tagliate a cubetti
1 l di brodo vegetale
400 g di pomodorini pelati in scatola
200 g di fagiolini verdi tagliati in pezzi grossi
4 cucchiai di yogurt greco + altri 2 per la finitura
½ piccolo mazzetto di coriandolo tritato
¼ di cetriolo tagliato a piccoli cubetti (opzionale)
pane naan e/o riso bianco per servire

Scaldate l’olio in una padella grande e fate soffriggere la cipolla per pochi minuti, fino a quando non sarà morbida.
Aggiungete le spezie e cuocete per 1 minuto, quindi incorporate le lenticchie, le patate dolci, il brodo e i pomodorini. Portate a ebollizione, coprite e fate sobbollire per 20 minuti, fino a quando le lenticchie e le patate dolci non saranno tenere.
Aggiungete i fagiolini e fate cuocere per 2 minuti, incorporate lo yogurt e un po’ di condimento.
Cospargere con il coriandolo e il cetriolo a pezzetti.
Accompagnate con riso o pane naan.

 

Polpette marocchine con rucola
di Sonia Conte

Per 4 persone:
120 ml di latte
1 pita e 1/2 (pane arabo un pezzo da 20 cm circa) a piccoli pezzi
900 g di carne trita di agnello
200 g di prezzemolo tritato
100 g di menta tritata
1 cucchiaino di origano essiccato
9 spicchi d’aglio di cui 3 schiacciati e gli altri 6 tritati
sale e pepe
2 cucchiai d’olio di oliva
400 g di pomodori pelati
15 g di harissa
2 tuorli d’uovo
110 g di olio extravergine di oliva
180 g di yogurt greco
1 cucchiaio di succo di limone
70 g di foglie di basilico
500 g di rucola baby
16 pomodori ciliegino tagliati a metà

Mettete in ammollo nel latte il pane arabo a pezzetti fino a quando si sarà ammorbidito, circa 5 minuti. Aggiungete la carne di agnello, 150 g di prezzemolo, la menta, l’origano, ¼ di aglio tritato, sale e pepe; amalgamate il tutto e formate le polpette (circa 36 da 50 g ciascuna).
Scaldate metà dell’olio a fiamma media in una padella. Cuocete poche polpette per volta, fino a dorarle, almeno 4-6 minuti. Trasferite su un piatto e tenete da parte.
Aggiungete il restante olio e riportate la fiamma a fuoco medio. Rosolate l’aglio schiacciato precedentemente fino a dorarlo. Aggiungete i pomodori pelati, l’harissa, sale e pepe; riducete la salsa per almeno 5 minuti. Aggiungete le polpette ce continuate la cottura per 15 minuti.
Se gradite servire con una salsa, usate gli ingredienti rimanenti, mischiandoli con cura, per prepararla (tuorli, yogurt e aglio).
Servite con la rucola e i pomodorini freschi.

 

Frittata di salmone affumicato e porri
di Chiara Picoco

Per 2 persone:
20 g di burro
100 g di cipolla
110 g di porri tagliati a rondelle
6 uova medie
1 manciata di prezzemolo fresco
160 g di salmone affumicato
sale e pepe

Mettete una padella antiaderente sul fuoco medio e scioglietevi una noce di burro Aggiungete le cipolla e cuocete per 5 minuti fino a quando non sarà morbida.
Nel frattempo versate il porro in acqua salata e per 30 secondi, scolateli e aggiungeteli alla cipolla e cuocete ancora un paio di minuti. Mettete da parte a raffreddare.
In una ciotola, sbattete le uova, condite con sale e pepe e aggiungete il salmone tagliato in pezzi grossolani, il porro e la cipolla.
Sciogliete il restante burro in padella e quando è ben caldo versate le uova, livellando con una spatola e cuocete a fuoco medio per 5 minuti. A questo punto mettete sotto il grill e cuocete per altri due minuti, fino a doratura.
Tagliate in spicchi e servite con il pane.

 

Hummus di barbabietole e aglio arrostiti
di Annarita Rossi

3 barbabietole medie fresche (circa 1 chilo)
1 testa di aglio
1/2 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di pepe macinato grossolanamente
1 cucchiaino di olio extra vergine di oliva più 60 ml
1 lattina di ceci sciacquati e scolati
Da 3 a 4 cucchiai di succo di limone
2 cucchiai di tahini
1/2 cucchiaino di cumino macinato
1/2 cucchiaino di pepe di Cayenna
Yogurt greco semplice facoltativo
Aneto o prezzemolo fresco tritato
Verdure fresche assortite
Pane pita

Preriscaldate il forno a 190° C.
Bucherellate le barbabietole con una forchetta; posizionatele in una ciotola adatta al microonde e coprite senza chiudere del tutto. Cuocetele nel microonde per 4 minuti, mescolando dopo 2 minuti. Raffreddate leggermente. Avvolgete le barbabietole singolarmente con dell’alluminio. Rimuovete la buccia esterna dal bulbo dell’aglio, ma non sbucciatelo del tutto. Tagliatelo a metà in senso orizzontale. Cospargete le metà con 1/4 di cucchiaino di sale e 1/4 di cucchiaino di pepe; irrorate con 1 cucchiaino di olio. Avvolgete ogni metà in singoli fogli di alluminio. Arrostite le barbabietole e l’aglio finché non saranno morbidi, circa 45 minuti.
Togliete dal forno e liberateli dall’alluminio. Risciacquate le barbabietole con acqua fredda; sbucciatele quando sono abbastanza fredde. Spremete l’aglio dalle bucce. Mettete le barbabietole e l’aglio nel robot da cucina. Aggiungete i ceci, il succo di limone, il tahini, il cumino, il pepe di Cayenna e l’olio rimanente, sale e pepe. Mescolate con il mixer fino a quando non sarà liscio.
Se lo si desidera, mescolate 2 cucchiai di yogurt greco con la miscela di barbabietola. Cospargete con aneto o prezzemolo. Servite con verdure assortite e pane pita.

 

Muffin alle fragole in cialda
di Therese Caruana

Per 12 muffin:
260 g di farina “00”
100 g di zucchero
2 cucchiaini di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1 pizzico di sale
2 uova biologiche
170 g di yogurt alla fragola
100 g di olio di semi di girasole
200 g di fragole fresche
170 g di cioccolato fondente
1 noce di burro

Preriscaldate il forno a 180° C.
In una ciotola setacciate tutti gli ingredienti secchi. In un’altra ciotola, sbattete le uova con lo yogurt, l’olio e le fragole tagliate in piccoli pezzi. Unite gli ingredienti delle due ciotole fino ad ottenere un impasto omogeneo e privo di grumi.
Adagiate le cialde in una teglia da forno, riempite con il composto degli stampi per muffin lasciando 1 cm libero dal bordo e infornate per circa 20 minuti, fate sempre la prova stecchino al centro, una volta estratto deve uscire pulito.
Fate raffreddare completamente.
Fate sciogliere il cioccolato con la noce di burro a bagnomaria, versate sopra ogni muffin un cucchiaio di cioccolato fuso. Infine decorate con delle codette colorate.

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    Ciao Francesca, complimenti davvero. Mi ritrovo perfettamente nella tua descrizione…siamo state separate alla nascita??? Ad ogni modo mi diverto tantissimo a preparare le tue proposte!

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