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BOHEMIAN RHAPSODY il film ed 8 canzoni dei Queen tutte da mangiare

by Susy May

 

 

“God, please, don’t save the QUEEN!”

Bohemian Rhapsody il film di, da, in, con, su, per, tra e fra Queen, si perché questo film non ha chiaro l’intento fin dall’inizio, si raccontano i Queen o si racconta del loro solista Freddy Mercury?, direi più la seconda, ma attenzione perché della grandezza dei Queen c’è ben poco, come poco del resto, c’è di Freddy Mercury a parte la voce originale.

Ad onor del vero, non sono una fan dei Queen, anagraficamente parlando sono un po’ più giovane e non li ho “vissuti”, ma la loro musica ha cambiato il panorama musicale in maniera irreversibile, pertanto, i Queen stanno alla musica, come Pellegrino Artusi sta alla cucina!.

E se i Queen sono, tanto per citare Mercury: “Quattro emarginati male assortiti che suonano per altri emarginati: i reietti in fondo alla stanza che sono piuttosto certi di non potersi integrare. Noi apparteniamo a loro”, questo film è assolutamente un tripudio di freddezza, dal quale non scaturisce un’emozione, un sussulto, un brivido.

Del grido “I want it all and i want it now” non c’è traccia, c’è soltanto il puerile tentativo di raccontare Freddy Mercury ed il suo genio, con un format standardizzato, quello del biopic, che preconfeziona la sceneggiatura al formato famiglia, strizza l’occhio all’ambiguità sessuale per renderlo accattivante, impietosisce con la tragedia, alla fine visto uno, visti tutti, che si tratti di Freddy Mercury o Maria Callas il risultato non cambia.

Ed è questo che affossa il film, l’enorme e faticoso sforzo di voler piacere a tutti, risultando mediocri.

Freddy Mercury, era genio e sregolatezza esattamente come vuole il cliché, un’energia incontenibile, un’animale da palcoscenico capace di sfondare il cielo con un pugno, ma nel film non si racconta la sua luccicanza, il suo ardore, la sua estasi nel comporre le canzoni, o la sua fragilità emotiva, tutto ciò è timidamente accennato ed esponenzialmente stereotipato.

Anche se la regia è particolareggiata, la fotografia pulita e precisa, il film è orfano di quell’allure leggendario che avvolge la band, restituisce allo spettatore un quadro d’insieme impersonale, come del resto, appare inconcludente e caricaturale l’interpretazione di Rami Malek, nonostante l’egregio lavoro fatto, di prossemica e playback.

Non è stato sufficiente neppure avere la miglior colonna sonora, se poi non si usa per raccontare una visione, insomma, manca quel tocco magico, che grazie al controllato e certificato contributo di Brian May, Roger Taylor e John Deacon, doveva essere raccontato e che invece si è perso, ottimo lavoro ragazzi e meno male che i Queen siete voi.

E visto che da Freddy Mercury a Freddy Krueger il passo è breve, abbiamo deciso di solleticare il vostro appetito, rielaborando e cucinando 8 meravigliose canzoni dei Queen.

Ma come si cucinano i Queen?, prendi una loro canzone, l’ascolti per ore, poi butti della roba a caso in una pentola e reciti ad alta voce “Scaramouch, Bismillah, Galileo e Figaro magnifico!” il risultato è garantito.

Fatto?.

Naturalmente sto scherzando e prima che facciate gli sciamani in cucina, vi racconterò l’idea che sta alla base di queste 8 ricette.

Le canzoni scelte sono tra i più grandi successi della rock band e ci siamo lasciati guidare dal titolo o dal testo, o dall’atmosfera della canzone stessa per trovare l’abbinamento ideale tra musica e cibo.

Ecco che “We are the Champions” si trasforma in una barretta energetica per affrontare la giornata, “Somobody to love” è stata tradotta in una voluttuosa torta al cioccolato, “Don’t stop me now” in un’irrefrenabile voglia di golosità con le ciliegie al cioccolato perchè una tira l’altra ed è impossibile fermarsi poi ancora “I want it all” voglio tutto e lo voglio adesso in una boule indiana speziata con tutti i sapori del mondo.

Ed ancora, “under pressure” rivisitata in una sontuosa zuppa di pesce e poi il sandwich di carne per quelli che non devono chiedere mai di “Living on my own”.

Insomma, ne abbiamo per tutti i gusti e per far si, che queste ricette fossero all’altezza della situazione, ho chiamato 8 regine dei fornelli, che hanno realizzato 8 capolavori buoni da morire!.

Please, don’t stop me now.

 

Energy Bars

(We are the champions)

di Francesca Carloni

Dosi per 1 teglia 16x16cm

125 g noccioline tostate e leggermente salata, tritate grossolanamente
25 g  riso soffiato integrale
90 g  fiocchi di avena
135 g semi di zucca o girasole
160 g mirtilli disidratati
6 albicocche secche, sminuzzate
3 cucchiai di gocce di cioccolato
5 cucchiai di sciroppo di riso o di granoturco (io ho usato il miele)

Pre riscaldate il forno a 160°C.
Foderare la teglia con carta forno e spruzzare la superficie con dello spray da cucina, oppure ungere con olio vegetale.
In una ciotola grande mescolate le noccioline, il riso soffiato, i fiocchi d’avena, i semi di girasole o di zucca, i mirtilli, le albicocche e le gocce di cioccolato. Unite lo sciroppo (io il miele) e mescolate bene fino a che non sia ben distribuito. Stendete il composto nella teglia preparata. Livellate con un cucchiaio poi coprite la superficie con un foglio di carta forno anch’esso unto e pressate con l’aiuto di un’altra teglia o di un piccolo vassoio per uniformare la superficie.  Togliete il foglio e la teglia.
Cuocete in forno fino a che i bordi cominceranno a dorarsi (20/25 minuti per le teglie in metallo o 30/35 per quelle in vetro).
Sfornate e lasciate raffreddare nella teglia per 10 minuti poi sollevando i bordi della carta forno trasferire su un piano di lavoro. Tagliate a metà e ciascuna metà in 6 barrette. Lasciate raffreddare completamente prima di sollevare le barrette dalla carta forno.
Potete conservarle in un contenitore ermetico avvolte in fogli di carta forno fino ad 1 settimana o congelarli in buste di plastica monoporzioni.
Per i celiaci o gli intolleranti al glutine utilizzare avena con etichetta “gluten-free” in quanto sono spesso oggetto di contaminazioni con grano ed orzo.

 

Ciliegie ricoperte di cioccolato

(Don’t stop me now)

di Valeria Caracciolo

500 g di ciliegie al maraschino (circa 50 ciliegie)
340 g cioccolato
290 g di zucchero a velo
75 g di burro
1 cucchiaio di latte
1/2 cucchiaino essenza di mandorla

In una ciotola, impastate lo zucchero con il burro, il latte e l’essenza di mandorle. Impastate fino ad ottenere un composto liscio e malleabile.
Formate delle palline di circa 3 cm di diametro, schiacciatele leggermente ed ricoprite ogni ciliegia dando una forma tonda e liscia con le mani.
Avvolgete ogni ciliegia con della carta da forno e lasciate i frigo per almeno 4 ore o tutta la notte.
Sciogliete il cioccolato al microonde e ricoprite le ciliegie con il cioccolato, lasciate cadere il cioccolato in eccesso e lasciate indurire su un piatto ricoperto di carta da forno.
Conservate in un contenitore a chiusura ermetica.

 

 Frullato verde per rinforzare il sistema immunitario

(In my defence)

di Elena Arrigoni

 

Dosi per 2 bicchieri

1 grande manciata di spinaci freschi
1 pezzetto di zenzero (circa la dimensione di un pollice)
2 datteri Medjoul
2 arance (succo)
1/2 limone (succo)
1/4 cucchiaino di curcuma in polvere

Mettete gli spinaci puliti nel bicchiere del frullatore insieme al succo delle arance e del limone e accendere a media velocità. Affettate i datteri privandoli del nocciolo, fate lo stesso con lo zenzero sbucciato e aggiungeteli nel frullatore insieme alla curcuma in polvere. Frullate il tutto ad alta velocità e servite immediatamente.

 

ZUPPA DI GAMBERETTI IN PENTOLA A PRESSIONE

(Under pressure)

di Leila Capuzzo

450 g di gamberi medi ben puliti e sgusciati tagliati a metà longitudinalmente
600 ml di acqua
i gusci dei gamberi
sale e pepe (macinato fresco)
25 g di amido di mais
50 ml di acqua
200 ml di vino bianco secco
50 g di cipolla tritata finemente
50 g di sedano tritato finemente
50 g di carota tritata finemente
1 cucchiaino di paprika dolce
250 g di panna
2 cucchiai di aneto fresco tritato
25 g di burro non salato
crescione o aneto fresco
fette di baguette tostate per servire

Condite i gamberi con 1/2 cucchiaino di sale in una ciotola. In un’altra piccola ciotola, mescolate l’amido di mais con i 50 ml di acqua fino a che non si è ben sciolto. In una pentola a pressione disporre i gusci dei gamberi tenuti da parte, i 600 ml di acqua, il vino, le verdure, mezzo cucchiaino di sale e 1/4 di cucchiaino di pepe. Coprite e portate a pressione a fuoco medio-alto; riducete il calore per mantenere la pressione e cuocete per 8 minuti. Togliete dal fuoco, fate scaricare la pressione e rimuovete il coperchio. Se usate una pentola elettrica disponete gli ingredienti, coprite e impostate  manualmente il fornello a 10 minuti, lasciate prendere pressione e, una volta completato il tempo, spegnete e fate rilasciare rapidamente la pressione, quindi rimuovete il coperchio. Filtrate il liquido attraverso un setaccio a maglie medie posto sopra una grande ciotola, riportate il brodo così ottenuto sul fornello, aggiungete la paprika e la panna e portate a ebollizione (funzione sauté della pentola a pressione elettrica). Aggiungete la miscela di amido di mais e acqua nella zuppa e lasciate addensare leggermente per 1-2 minuti. Aggiungete i gamberetti e cuocete mescolando per circa 3 minuti. Condite con sale e pepe, quindi aggiungete il burro e l’aneto. Servite  immediatamente accompagnato da fette di baguette.

 

Ultimate Chocolate cake

(Somebody to love)

di Lara Bianchini

Per la torta al cioccolato
200 g di cioccolato fondente tritato al 60%
200 g di burro a cubetti
1 cucchiaio di granuli di caffè solubile
85 g di farina autolievitante

85 g di farina 00
¼  di cucchiaino di bicarbonato di sodio
200 g di zucchero Muscovado
200 g di zucchero semolato dorato
25 g di polvere di cacao
3 uova medie
75 ml di Latticello

Per decorare
50 gr di cioccolato grattugiato o 100 g di riccioli di cioccolato

Per la ganache
200 g di cioccolato fondente tritato al 60%
300 ml di panna fresca
2 cucchiai di zucchero semolato dorato

 

Riscaldare il forno a 160° C statico/ ventilato 140° C / gas posizione 3. Imburrate e foderate di carta forno o infarinate una una tortiera rotonda da 20 cm.
Versate 200 g di cioccolato fondente tritato in una ciotola media con 200 g di burro, mescolate il caffè istantaneo in 125 ml di acqua fredda e versare nella ciotola insieme al burro e cioccolato, fate fondere nel microonde per circa 2 minuti alla massima potenza mescolando a metà.
In un’altra ciotola mescolate 85 g di farina autolievitante, 85 g di farina 00, ¼ di cucchiaino di bicarbonato di sodio, 200 g di zucchero leggero Muscovado, 200 g di zucchero semolato dorato e 25 g di cacao in polvere, con una frusta per eliminare i grumi. Sbattete 3 uova medie con 75 ml di latticello. Versate la miscela di cioccolato fuso e il composto di uova nel composto di farina e mescolare il tutto fino ad ottenere una consistenza liscia e abbastanza liquida. Versate questo composto nello stampo precedentemente preparato e fate cuocere per 1 ora 25 – 1 ora e 30 minuti. Fate la prova stecchino. Lasciate raffreddare nello stampo quindi capovolgete su una griglia per raffreddare completamente. Tagliate la torta fredda orizzontalmente in tre.

Per preparare la ganache, mettete in una ciotola 200 g di cioccolato fondente tritato. Versate 300 ml di panna in una padella, aggiungete 2 cucchiai di zucchero semolato dorato e scaldate in microonde per circa 1,30 minuti.Mettete la cioccolata nel composto caldo e mescolate fino a scioglimento. Fate raffreddare fino a quando diventa spessa ma ancora morbida. Spalmate un po’ di ganache tra uno strato e l’altro e versate la restante ganache sopra alla torta facendola colare lungo i fianchi. Decorate con 50 g di cioccolato grattugiato o 100 g di riccioli di cioccolato. La torta si mantiene umida e appiccicosa per 3-4 giorni.

 

Sandwich grigliato con costine rucola e cipolle

(Living on my own)

di Giuliana Fabris

Dosi per 8 persone

600 g di costine di maiale
60 g di burro
2 coste di sedano
2 carote
1 cipolla bionda media
1 bicchiere di vino rosso
½ tazza di brodo di carne
½ bicchiere di Sherry secco
2 spicchi d’aglio
2 foglie di alloro
1 rametto di timo

Per le cipolle all’aceto
2 grandi cipolle rosse
4 e ½ cucchiai di aceto di vino rosso
1 e ½ cucchiaini di zucchero

Per i sandwich
16 fette grandi  di pane bianco da sandwich
250 g di  formaggio a fette  (Edamer, scamorza bianca, ecc.)
rucola fresca q.b.
poco burro

La sera prima preparate la carne e le cipolle.
Lavate e mondate sedano, carota e cipolla e  tritate tutto finemente.
Rosolate nel burro le costine di maiale a fuoco medio alto, finché sono ben dorate da tutti i lati.
Toglietele dalla padella e tenete da parte.
Nella stessa padella mettete il trito di verdure e lasciatele appassire mescolando per circa 5 minuti, poi aggiungete  le costine e lasciatele insaporire nel trito, quindi unite il vino rosso, il brodo, lo sherry, l’alloro, il timo e l’aglio. Regolate di sale e di pepe e continuate la cottura a fuoco dolce finchè le costine saranno perfettamente cotte. Ci vorrà più o meno un’ora e mezza.
Quando sono cotte spegnete e lasciatele raffreddare nel loro fondo, che dovrà essere ristretto e denso.
Una volta raffreddate, eliminate l’aglio, il timo e l’alloro, poi spolpatele e riducete la polpa a pezzetti non troppo piccoli eliminando le parti più grasse,  mescolateli con il fondo di cottura e trasferiteli in una ciotola, copritela con della pellicola e mettete in frigorifero fino al momento di preparare i sandwich.

Preparate le cipolle.
Pulitele, tagliatele a metà e poi a spicchi sottili, atele rosolare in una noce di burro per circa 5 minuti mescolando sempre, poi unite lo zucchero e bagnatele con l’aceto. Lasciatele cuocere mescolando finché il liquido si sarà assorbito completamente. Trasferitele in una ciotola, copritela e tenete in frigo.

Preparate i sandwich.
Intiepidite la carne, potete farlo sia nel Micro onde che in un piccolo pentolino sul fuoco, facendo in questo caso attenzione che non  si attacchi.
Intiepidite anche le cipolle.
Imburrate 8 fette di pane e allineatele con la  parte imburrata su un foglio di pellicola appoggiata su un tagliere.
Su ogni fetta mettete un paio di fette di formaggio, quindi la carne a bocconcini, distribuiteci sopra le cipolle e poi un po’ di  rucola.
Imburrate altre 8 fette di pane e appoggiatele  invece con la parte imburrata verso l’esterno, sul ripieno in modo da formare i sandwich.
Premete leggermente affinché nulla fuoriesca in cottura.
Scaldate una piastra o una padella antiaderente e grigliate i sandwich qualche minuto  per ogni lato, finché sono ben dorati e il formaggio inizia a fondersi.
Trasferiteli su un tagliere, tagliateli a metà in diagonale e servite subito.

 

South Indian bowl

(I want it all)

di Camilla Assandri

Dosi per 4 persone

400 g di cavolfiore
2 cucchiai di olio vegetale (olio di cocco)
1/3 cucchiaino di curcuma macinata
3 carote, grattugiate grossolanamente
200 g di fagiolini, tagliati a pezzi di 3 cm
1 cipolla rossa tritata finemente
3 rametti di foglie fresche di curry (sostituite con curry in polvere)
1 cucchiaino di semi di cumino
2 cucchiai di cocco tritato
1 cucchiaio di succo di limone
2 x 250 g di quinoa e riso integrale (cottura classica o al microonde)
100 g paneer (formaggio fatto in casa, utilizzando latte 1 L e 3 cucchiaini di succo di limone o aceto)

Chutney indiano, come accompagnamento

 

Preriscaldate il forno a 180°C-200°C.
Foderate una teglia con carta da forno. Mettete in una ciotola il cavolfiore a pezzi, l’olio vegetale e la curcuma. Mescolate e disponete sulla in un unico strato. Cuocete per almeno 25 minuti.
Fate cuocere i fagioli in una piccola casseruola colma di acqua bollente salata finché sono teneri. Scolateli e passateli in padella per insaporirli.
Riscaldate l’olio di cocco in una grande padella. Aggiungete la cipolla rossa, le foglie di curry (o curry in polvere) e i semi di cumino.
Mescolate, per 5 minuti o finché la cipolla non si ammorbidisce. Aggiungete metà della miscela di cipolla ai fagiolini.
Unite le carote grattugiate a strisce sottili e il cocco disidratato nella padella grande e cuocete, mescolando, a fuoco medio per 1-2 minuti o fino a quando la carota è tenera.
Versate il succo di limone e mescolate.
Nel frattempo, versate un filo di olio in una padella e unite il Paneer tagliato a dadini, lanciandolo per 3-4 minuti o fino a quando risulta dorato.
Fate cuocere il riso e la quinoa in una pentola con acqua bollente oppure nel microonde seguendo le istruzioni della confezione.
Dividete la quinoa e il riso all’interno di 4 ciotole.
Disponete i fagiolini, le carote, il cavolfiore e il Paneer sul riso.
Servite con un po’ di chutney a piacere.

 

Pasticcio con pastella di timo salsicce di maiale e cipolle rosse

(It’s kind of magic)

di Anna Calabrese

Dosi per 4 persone

1 cipolla rossa tagliata fettine sottili
8 salsicce di maiale a basso contenuto di grassi
1 cucchiaino di olio d’oliva

Per la pastella
100 g di farina
1 uovo medio
300 ml di latte scremato
2 cucchiaini di mostarda integrale
1 cucchiaino di timo fresco tritato

Preriscaldate il forno fino a 200 C°.
Sistemate  le cipolle in una piccola teglia antiaderente poco profonda (circa 23x30cm).
Disponete le salsicce sulle cipolle, quindi aggiungete l’olio.
Cuocete in forno già a temperatura per 20 minuti.
Nel frattempo preparate la pastella.
In una capiente ciotola setacciate la farina, unite l’uovo quindi, mescolando con una frusta, il latte poco alla volta  fino a ottenere una pastella liscia. Aggiungete, sempre mescolando, la senape e il timo.
Sfornate la teglia, versate la pastella sulle salsicce, rimettete in forno per circa 40 minuti o comunque fino a quando la pastella sarà ben gonfia e dorata.
Servite subito accompagnando con carote e cavoli al vapore.

 

 

 

2 comments

Sonia 22 Febbraio 2019 - 11:57

Fantastico post e ricette da vere Queens of kitchen!!! Braverrime.per quanto riguarda il film, non l’ho visto e non lo vedrò. Le canzoni invece sono davvero un patrimonio per l’umanità!!

Dani 22 Febbraio 2019 - 9:45

No vabbè ma io vi stra-amo…
mi piacciono tantissimo queste “sinestesie”, con i queen ci sono cresciuta (grazie a papà e fratelli con ottimi gusti musicali) e mi ritrovo nei vostri abbinamenti. Brave brave brave, spero ci saranno altri episodi 🙂

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