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MTC N. 59 – “ANCHE NO” – GLI GNOCCHI A NIZZA: LA “MERDA DE CAN” DI SANDRA

by Giulia

gnocchi a nizza - merda de can

di Sandra Venturoli Vacchi

Risolto il problema se si dica “gli gnocchi” od “i gnocchi”, gli gnocchi a Nizza vengono chiamati “merda de can”.

Con questa vecchia ma sempre attuale ricetta nizzarda partecipo al 59° MTC.

La vincitrice della precedente splendida sfida della pizza è Annarita del blog Il bosco di Alici. È lei che ha scelto questo bellissimo tema; troverete nel suo blog tutte le informazioni dettagliate per riuscire perfettamente a fare gli gnocchi, complimenti per la precisione.

Ritornando alla merda di can sembra quasi italiano, ma non lo è… e, mi raccomando, se incontrate un originario di Nizza che vi parla non in francese e voi pensate che gentilmente vi stia parlando quasi italiano (mi è capitato), non ditegli mai che il nizzardo assomiglia alla nostra lingua, altrimenti vi sarete fatte un nemico. Il nizzardo viene studiato nelle scuole ed esiste anche una Accademia nissarda.

Comunque merda de can, come potete intuire, è l’escremento dei cani.

Il nome umoristico (come appreso da un articolo trovato sul’web) è dovuto alla loro forma e colore. Il nizzardo è una lingua molto immaginifica e piena di metafore, quindi nulla di strano se questo piatto viene chiamato così. Altro motivo del nome è di costume: i Nizzardi venivano sopra nominati, vista la loro abitudine di mangiare bietole (bléa) “caga bléa “ (vi risparmio la traduzione, perché penso capirete). La bietola è un ortaggio molto caro alla cucina nizzarda, si pensi alla tourte aux blettes, dolce o salata; è un ortaggio che cresce facilmente, non è necessario riseminarlo e cresce tutto l’anno. Quindi è molto usato in piatti poveri.

La merda de can in origine veniva utilizzata come contorno alla Daube o semplicemente condita con olio e Sbrinz, un formaggio svizzero friburghese che non so bene cosa ci facesse qui!!! La storia di questo piatto continua con man mano che la popolazione si arricchisce: i borghesi trasformarono un po’ la ricetta e cominciarono a rendere la merda de can sempre più simile ai nostri gnocchi. Li condivano con il burro, preferendolo all’olio di oliva (faceva ”più moderno” e lo Sbrinz venne sostituito dal Parmigiano.

La mia ricetta rimane classica, unica assenza l’uovo, non necessario se le patate sono buone. Ho condito con un semplice sugo di pomodori confits ed olive taggiasche ed erbette del mio giardino,timo ed origano.

Gli gnocchi a Nizza: la “Merda de Can”

Ingredienti

  • 750 gr di patate
  • 250 gr di bietole cotte
  • 150 gr scarsi di farina
  • sale e pepe
  • 2 cucchiai di olio di oliva per l’impasto

Per il condimento

  • pomodori confit in forno con timo origano sale ed una punta di zucchero, senza pelle
  • olive taggiasche
  • olio di oliva
  • Sbrinz od altro fomaggio svizzero grattugiato

Procedimento

Si comincia con la pulizia delle bietole, conservando solo la parte verde. Si cuocino al vapore perché siano il più asciutte possibile; si possono preparare il giorno prima perché siano ben asciutte.

Si tagliano grossolanamente con la mezza luna.

Per le patate scegliete quelle che volete se usate la cottura al microonde come ho fatto io. Patate gialle novelle storiche ritrovate in casa (altrimenti seguite i consigli di Annarita). Per la cottura, è la prima volta che la utilizzavo ed è fantastica (grazie Giuliana Fabris): lavate e bucherellate le patate con un ago, avvolgetele nella carta da cucina e mettetele in una teglia da microonde. Cottura a potenza 750, il tempo necessario (dipende dal peso e dalla grossezza delle patate, fate la prova con la punta di un coltello).

Io non le pelo, le schiaccio direttamente sulle spianatoia con lo schiaccia patate .

Aggiungo le bietole, il sale, la farina un po’ alla volta e lavoro a caldo.

Quando l’impasto si staccherà dalle mani, formate una palla e lasciate riposare mezz’oretta.

Sul tagliere ben infarinato formate con un po’ di impasto alla volta dei salsicciotti e tagliateli a tocchetti di circa 2 cm, anche meno. Date loro nuovamente la forma cilindrica che hanno perso tagliandoli, rotolandoli delicatamente sulla farina.

Per il sugo, semplicemente qualche oliva tagliata, dei pomidori confits, timo, origano ed olio di oliva il tutto appena riscaldato.

Cuocete la merda de can come gli gnocchi in acqua salata bollente, appena galleggiano toglieteli e metteteli nel piatto caldo dove avrete messo un po’ di olio di oliva.

Conditeli con sugo e formaggio e buon appetito … con un piatto con un nome non invitante, ma delizioso e semplice.

PS si possono congelare appena preparati.

gnocchi a nizza - merda de can

Bibliografia

http://www.artcotedazur.fr/actualite,109/art­culinaire,210/la­cuisine­nicoise­a­la­carte­les­merda-de­can,6782?lang=fr

15 comments

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Sandra 28 Settembre 2016 - 22:22

Siete magnifiche ed io una vacanziera fanullona , mi avete lasciato adorabili commenti , grazie

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antonella 25 Settembre 2016 - 8:33

Dopo che ho letto tutto il post, ho tirato un sospiro di sollievo….ma cosa sta dicendooooo mi sono detta!!! Certo che chiamare gli gnocchi cosi’, non è proprio esaltante nè incoraggiante, ma “cavansadir”…..rubero’ questo termine la prossima volta che li proporro’….voglio proprio vedere la faccia dei miei commensali…. (anche a cortina c’è un modo di dire alquanto colorito, e ogni tanto, mio marito, ampezzano doc,dop ecc, me lo dice.. alla domanda “cosa si mangia oggi”, si risponde “coslupe frite”, che vuol dire palle fritte, insomma, un modo generico di dire che non si sa bene cosa cucinare e si cucinano quelle…..cariiiiiiiino vero??!!

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Marina 24 Settembre 2016 - 6:21

Bello imparare sempre qualcosa! E come penso per tutta la community leggere il titolo della ricetta mi ha lasciata come dire un po’ perplessa ma è passata subito leggendolo. Piatto invitante!

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Mai 23 Settembre 2016 - 19:13

lovingiu!!!!!
prima, quando ho letto il titolo, ho pensato che solo tu potevi darli un nome del genere…
Poi ho letto il post e ho capito che solo tu potevi farli e racontarli alla nizzarda maniera!!!

oh sono forti stì nizzardi!!

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Elisa Dondi 20 Settembre 2016 - 23:19

Eccomi qui a commentare la ricetta della Sandra! Concordo con la van pelt. Sandra sempre la migliore. Intensa, tecnica, colta ed apparentemente irriverente come solo lei si può permettere! Per me sempre chapeau alla sandraancheno! Love you!

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SIMONETTA GALASSI 19 Settembre 2016 - 18:27

… e devono essere proprio buoni!!!!!!

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Sandra 19 Settembre 2016 - 15:46

Annarita , grazie a te !!! Si impara sempre ed e questo il bello

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Annarita Rossi 19 Settembre 2016 - 10:26

Gnocchi alla bava, merda de can, topetti poveri gnocchi. Quanto mi piace l’MTC dove impari sempre qualcosa, a leggere i vostri post ho conosciuto usanze e tradizioni così particolari che mi è venuta voglia di rifarli dopo che ad agosto ne ho mangiati a chili. Al mio: sapete cosa si mangia stasera? la risposta rassegnata era “gnocchi?” . Mia mamma li fa simili con gli spinaci ma sono di ricotta, con le patate non li ho mai provati. Brava e grazie per aver condiviso con noi questa meravigliosa ricetta. Per inciso il mio cane fa la cacca di quel colore solo quando mangia le ciabatte.

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sandra vacchi 18 Settembre 2016 - 11:06

Grazie grazie!!!! Anche Chantal venerdi sera ha goduto con un piattone di merda de can condito sempre nello stesso modo .Adora gli gnocchi della mamma ma questa un’altra cosa ,vero a parte il nome deliziosi 🙂

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diana 17 Settembre 2016 - 13:19

Da fare assolutamente!!! Viva nissa!!
Grazie per la lettura divertente, che gente strana a nissa!
diana

Giulia
Giulia 17 Settembre 2016 - 12:12

Prima di leggere il resto, il titolo mi aveva un po’ spiazzato.. mi son detta “ammazza che nome urendo che ha dato la sandra a questo piatto”, poi però ho continuato la lettura e ho scoperto un pezzo di storia della gastronomia che non conoscevo!
Bravissima sandra, e degli gnocchi che fanno una gran gola (nonostante il nome) 😉

Mapi
Mapi 17 Settembre 2016 - 12:01

“Comunque merda de can, come potete intuire, è l’escremento dei cani.” Ho cominciato a ridere a crepapelle leggendo questa frase, e ho smesso solo mentre leggevo questa meraviglia di ricetta, che devo assolutamente provare: squisita nella sua semplicità, e già immagino la faccia dei miei familiari quando, alla domanda “che cosa ci hai preparato di buono quest’oggi?” risponderò impassibile: MERDA DE CAN. 😀
Grazie Sandra, sei impagabile!!!!

Alessandra
Alessandra 17 Settembre 2016 - 9:57

Il nizzardo e’ molto simile al genovese, altra “lingua” che fa storia a se’. E lo stesso vale per la cucina, bietole comprese. pure paganini, dovendo scegliere una seconda patria, e’ andato li’. e pertini, un altro che si sentiva a casa. e lasciamo stare garibaldi, che per noi e’ ligure a tutti gli effetti.
l’unica cosa che e’ diversa e’ la merda de can: a nizza e’ indubbiamente piu’ buona 🙂
grandissima sandra, sempre la migliore!

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Giuliana 17 Settembre 2016 - 9:45

Spettacolari! E una ricetta che non conoscevo, grazie Sandra!

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cristina galliti 17 Settembre 2016 - 9:35

imborghesire un piatto e continuare a chiamarlo merda de can, solo i fieri nizzardi!! li conosco bene come la loro citta’. ottima proposta sandra!!

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