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MTC n. 59 – Tema del mese: Pitepalt svedesi

by Ilaria

pitepalt svedesi

di Francesca Geloso – 121 Gradi

Non sono mai stata in Svezia.

Mi sarebbe piaciuto molto e in più occasioni ho progettato di andarci in vacanza, poi, per motivi che neanche ricordo in verità, ho sempre dovuto cambiare destinazione, ma il mio interesse per questo paese non è mai scemato. Lo dimostrano le due guide turistiche che ho comprato e sono in bella vista nella mia libreria ed un itinerario di viaggio buttato giù a lapis e conservato gelosamente in uno dei miei quaderni di viaggio.

In attesa di raggiungere la Svezia, continuo a sognarla cimentandomi con i suoi piatti tradizionali; oggi si va di Pitepalt!

I Palt in genere sono gnocchi tipici del nord della Svezia, i Pitepalt sono la variante tradizionale della città di Piteà dalla quale prendono il loro nome.

Si tratta di gnocchi piuttosto grandi (alcuni sostengono più grandi di una pallina da golf ma più piccoli di una palla da tennis) a base di patate e farina d’orzo. Questo ingrediente non è trascurabile, poiché è quello che principalmente li caratterizza e distingue dai Kroppkakor, altro tipo di gnocco popolare in Svezia realizzato però, con farina di frumento o fecola di patate.

I Pitepalt sono ripieni; nella versione classica il ripieno è composto da un mix di pancetta fresca e pancetta affumicata fatta stufare e resa croccante nel burro. Nel tempo però hanno preso campo numerose varianti di ripieno, tra le più famose ci sono sicuramente quella che vede l’impiego di funghi e quella a base di salmone.

Esiste anche una versione della tradizione che vorrebbe nell’impasto l’uso di una parte di sangue di maiale, così come esiste una ricetta in cui gli stessi gnocchi vengono fritti anziché bolliti in acqua.

Infine una curiosità: esiste un’affascinante teoria che sostiene che da questi gustosi scrigni di patate ripiene possa derivare una sorta di stato di benessere profondo e spirituale chiamato Paltschwiimel.

Da parte mia una sola parola: provateli.

 pitepalt svedesi

Pitepalt svedesi

Ingredienti (per 4/6 persone)

per l’impasto

  • 1 kg di patate vecchie
  • 1 uovo e 1 tuorlo – 2 uova
  • 80 – 100 g di farina di orzo
  • 1 cucchiaino di sale
  • pepe nero al mulinello
  • (optional: un pizzico di noce moscata)

per il ripieno e il condimento:

  • 150 g di pancetta non affumicata
  • 150 g di pancetta affumicata
  • 2 cipolle
  • 100 g di burro
  • sale
  • pepe
  • marmellata di lingonberry o cranberry.
  • (optional: 4 steli di erba cipollina)

Procedimento

Lessare le patate con la buccia in acqua salata, se possibile in giorno prima, e scolarle.

Per il ripieno affettare fini le cipolle e tagliare a dadini la pancetta. Saltare tutto insieme fino ad arrostire, salare se serve, pepare e lasciar raffreddare. Conservare qualche dadino di pancetta per decorare. Per ciò che concerne il ripieno è possibile farne una variante composta da 200 g di pancetta mista in tutto e 100 g di funghi a tocchetti.

Sbucciare e schiacciare le patate ed unirvi farina, uova, sale e spezie; le dosi di farina e uova variano in base alla capacità di assorbimento delle patate.

Lavorare bene l’impasto e dividerlo in 12-14 grosse palline. Farcirle con la pancetta e chiuderle bene.

Lessare gli gnocchi in acqua salata, preferibilmente dentro una pentola bassa e larga, fin quando verranno a galla. Calcolate circa 5-10 minuti, in base al formato.

Scolare con un mestolo forato, disporre nei piatti, condire con burro fuso in cui si è rosolata la pancetta e con la stessa pancetta rimasta, accompagnare infine con una cucchiaiata di marmellata a parte. Se si vuole si può guarnire con erba cipollina tritata.

N.B.

Ho riportato la ricetta così come tradizionalmente andrebbe eseguita, io per motivi di allergia alimentare ho dovuto sostituire le cipolle con i porri; i pitepalt sono risultati comunque buoni.

 

Fonti:

la ricetta mi è stata gentilmente fornita da Annalena di Acquaviva Scorre

4 comments

Mapi
Mapi 21 Settembre 2016 - 16:25

Avrei bisogno di un po’ di sano Paltschwiimel pure io: quasi quasi vado di Pitepalt, che presentano il vantaggio di non richiedere la prescrizione del medico! 😀

Grazie Francesca, bel post e bella ricetta!

alice
alice 20 Settembre 2016 - 19:43

Ma che ripieno!! A vedere la foto devono essere stratosferici…li hai fatti perfetti 🙂
e al Paltschwiimel ci credo…dopo questi gnocchi vedi le stelle 😀

Alessandra
Alessandra 20 Settembre 2016 - 12:48

dici che son meglio del prozac? perche’ allora abbasso il condizionatore al minimo e comincio a prepararle!!!

Eleonora
Eleonora 19 Settembre 2016 - 15:08

Paltschwiimel. Sembra essere proprio quello di cui ho bisogno.
Mi è sempre piaciuto “viaggiare” attraverso il cibo, qui e li per il mondo. La cucina dell’estremo Nord d’Europa è però una mia grande lacuna.
Grazie di avermi fatto scoprire questi gnocchi e di aver raccontato la loro storia interessantissima.
Ele

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