Home Altro Le 9 cose più fiche di FICO (e le 3 che ci sono piaciute un po’ meno)

Le 9 cose più fiche di FICO (e le 3 che ci sono piaciute un po’ meno)

by Dani

Mercoledì 15 novembre inaugurerà a Bologna FICO, Fabbrica Italiana COntadina, un luogo unico al mondo dove si racconta un estratto rappresentativo del settore agroalimentare italiano. Sono presenti tutte le fasi che lo compongono: agricoltura, allevamento e civiltà contadina, trasformazione, mercato, ristorazione e apprendimento.

Noi abbiamo visitato FICO in anteprima e oggi vi raccontiamo cosa ci è piaciuto di più.

  1. E guardo il mondo da un oblò (Gianni Togni)

Gli amanti di “com’è fatto” troveranno pane per i loro denti (ma anche birra, salumi, pesce, formaggio e molto altro), perché le 40 fabbriche artigianali di trasformazione sono tutte a vista. Anche le cucine dei ristoranti si possono sbirciare attraverso vetrate e oblò, mentre la preparazione dei cibi di strada si svolge solitamente sul bancone.

  1. Il cioccolato è la risposta. Che ce ne importa di ciò che è la domanda (Anonimo)

Ciò che facciamo con le nostre mani ci sembra sempre più buono. Sarà vero anche per il cioccolato? Da Venchi potete preparare la vostra tavoletta personalizzata: versate nello stampo cioccolato al latte, fondente o gianduja, completatelo con gli ingredienti che più vi piacciono e – mentre raffredda – potete fare una degustazione di lentine 100% e monorigine.

 

  1. Il miglior modo per predire il futuro è inventarlo (Alan Kay)

Piantare il proprio seme in un cubetto di lana di vetro, metterlo in coltura idroponica e controllarne lo sviluppo via app. All’Area del Futuro questa innovativa tecnica di coltivazione è spiegata in modo semplice ed immersivo, attraverso un percorso interattivo.

 

  1. Lasciati guidare dal bambino che sei stato (Josè Saramago)

La maggior parte delle spiegazioni a FICO sono a portata di bambino: poche parole e semplici, tanti disegni, animazioni, diagrammi. Perché diciamocelo, anche gli adulti ormai non si fermano più a leggere. Chissà quanti di voi  guarderanno solo le immagini di questo articolo!

L’AgriBottega dei bambini propone diversi laboratori dedicati nella sua officina della creatività, per dare voce all’arte che c’è dentro ogni bambino, a partire da realtà, natura e tradizione. Un contenitore di fantasia in cui i bambini sono liberi di usare le mani ed inventare.

 

  1. Preferisco il disegno alle parole. Il disegno è più veloce, e lascia meno spazio per le bugie.
    (Le Corbusier)

Infografiche dappertutto, per comunicare tante cose diverse. L’informazione è immediata e stimolante, oltre che molto gradevole da vedere. E noi di MTC come sempre siamo sul pezzo 😉

  1. Tu dici strano, io dico unico (Christian Baloga)

Un posto non si può chiamare “Fico” senza avere qualche esclusiva. Via libera quindi alle limited edition, che si tratti di confezioni uniche (come le latte di pomodoro Mutti) o prodotti unici (come una birra Baladin che troverete solo qui, la FICO).

  1. Essere italiani è un lavoro a tempo pieno (Beppe Severgnini)

L’Italia è caratterizzata da un’enorme diversità, che a FICO ritroviamo. Qui vivono fianco a fianco grandi marche, artigiani e consorzi di tutela. Dal grande al piccolo, dal nord al sud, sono coinvolte duemila aziende, potrete scegliere tra 45 luoghi di ristoro e 6 mercati. Come dire, ce n’è per tutti i gusti.

 

  1. Ci sono persone che sanno tutto e purtroppo è tutto quello che sanno.
    (Oscar Wilde)

Parlare con i produttori è sempre avere un valore aggiunto. Oltre a stressare di domande le persone – veramente disponibili – che lavorano nei diversi spazi, potrete partecipare a eventi e workshop. Scopriteli tutti per pianificare al meglio la vostra visita https://www.eatalyworld.it/it/plan

 

  1. L’affinità si gode non si spiega (Anonimo)

Nel mare magnum dell’offerta enogastronomica di FICO, sono stata istintivamente attratta da “Giardino Cucina Mediterranea”. La cura che ho notato dietro a ogni dettaglio mi ha veramente incantata. Il bistrot della cucina vegetale è un’idea di Riccardo Di Pisa, noto imprenditore nel settore ortofrutticolo, e Beatrice Lipparini, creatrice del ROSAROSE bistrot a Bologna. Propongono una cucina accattivante alla riscoperta di antiche ricette e tradizioni: dalle zuppe di legumi ai pinzimoni, passando per cereali e insalate con un felice connubio tra gusto, colori, tradizione, sapore e benessere. E i vasetti utilizzati per servire le pietanze sono veramente fichissimi.

 

Kitsch is the new black

Ma noi di MTC siamo cattivelli e vi diciamo anche qual è – secondo noi – il meglio del peggio.

  1. Un medico può seppellire i propri errori, ma un architetto può solo consigliare al cliente di piantare dei rampicanti (Frank Lloyd Wright)

E per coprire il minigolf a tema italico servirebbe un rampicante veramente grande.

 

  1. La bicicletta è un veicolo curioso: il suo passeggero è anche il motore (John Howard)

Se è sicuramente utile avere un mezzo di trasporto alternativo per spostarsi all’interno dei 10 ettari di FICO, e le Bianchi sono un orgoglio italiano, non era forse così necessario disegnare piste ciclabili con tanto di rotatorie.

 

  1. Moglie e buoi dei paesi tuoi (proverbio italiano)

E se le vacche sono italianissime (Chianina, Maremmana, Marchigiana, Piemontese, Podolica, Romagnola, Bianca modenese, Bruna, Frisona, Reggiana), nelle fioriere all’interno della fabbrica contadina le piante sono esotiche e tropicali.

 

 

Credit Immagine di copertina: FICO Eataly World, www.eatalyworld.it

2 comments

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Micaela 30 Novembre 2017 - 12:57

Grazie per avermelo raccontato in anteprima. mi sono ripromessa di fargli visita presto. saprò dove puntare il dito!

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Francicarloni 23 Novembre 2017 - 11:37

bellissimo reportage, dani! da fico sono stata l’altra sera, molto di fretta e sinceramente devo ancora metabolizzarlo. sicuramente e’ un progetto importante, unico e innovativo. vedremo se reggera’ la sfida del tempo anche se le buone premesse ci sono tutte, non ultimo l’entusiasmo e la genialita’ del suo fondatore!

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