unnamed

Quando arrivo all’aeroporto di Gatwick mi emoziono sempre, perché mi sembra di ritornare a casa da un lungo viaggio e mi sale solitamente una strana malinconia mista ad entusiasmo .

L’amore per questa terra è scattato quando avevo 16 anni e per la prima volta ho affrontato il viaggio da sola per andare a trascorrere le vacanze estive da mio padre che abitava a Leeds nello Yorkshire.

Ricordo l’emozione e l’ansia di quel viaggio perché non parlavo inglese e avrei dovuto cambiare volo all’aeroporto di Heathrow per raggiungere Leeds. Ricordo che la compagna di mio padre, Judith,  mi aveva spedito i biglietti aerei sui quali aveva attaccato un sacco di post-it con esattamente le frasi che avrei dovuto dire al check in per imbarcare la valigia, scegliere il posto a sedere , chiedere un bicchier d’acqua e nel caso mi fossi persa chi poter contattare…al tempo non esistevano i cellulari.

Quell’anno fu l’inizio del mio peregrinare in Inghilterra. I miei familiari mi portarono a trascorrere qualche giorno di vacanza, nella vacanza, a Stanbury, un villaggio piccolissimo vicino ad Haworth, il villaggio natale delle sorelle Bronte (Emily Bronte scrisse “Cime Tempestose”), nella contea del West Yorkshire. Lì, oltre ad essere stata rapita dalla bellezza dei paesaggi, dai colori, dal silenzio malinconico dell’english countryside, dalla natura che sembra sospesa, dalle cime degli alberi piegate dal vento, dalle case di pietra massicce, dall’odore dell’erba dopo la pioggia, ho conosciuto i parenti di Judith che gestivano il Sarah cottage dove alloggiavamo.

1

2
3

4

A volte capita di conoscere una persona e non sai il perché ma è come se la conoscessi da sempre, con la quale basta uno sguardo per capire cosa vuole dirti e così è stato con Brian. Il cugino di Judith, una persona davvero speciale, un padre di famiglia ammirevole, dedito al lavoro, amorevole, gentile, paterno, ospitale di una allegria e simpatia contagiosa che con i suoi modi mi ha impresso nel cuore tutta la bellezza di quei luoghi che porto sempre con me. Crescendo ho desiderato e avuto la possibilità di girare e scoprire tutta la Gran Bretagna, ed oltre alla quiete di luoghi incantati, ho conosciuto la frenesia delle città, lo shopping sfrenato, la multiculturalità dei cibi, la non curanza del giudizio del prossimo, la pazzia nelle idee proposte in qualche mercatino, i graffiti, la regalità in ogni dove, le luci dei teatri, la pioggerellina sottile con il sole….. e la città per eccellenza che racchiude tutto, davvero tutto è Londra.

6

7

8

Londra è casa mia, è parte di me, credo di avere nel dna un piccolo cromosoma a forma di Big Ben.

La amo proprio ed ogni volta che ho un attimo libero prenoto un volo per riprendere fiato.

Ormai è diventata la mia patria di adozione e così negli anni ho imparato ad amarne le qualità come anche la cucina.

La cucina inglese non è apprezzata dal punto di vista internazionale, ma alcuni dei suoi piatti sono talmente famosi che li possiamo ritrovare in ogni angolo del mondo.

In ogni albergo che si rispetti non mancano mai l’“English breakfast” a base di bacon and eggs; chi sarebbe in grado di dire di no ad un piatto appena cotto di “Fish and chips”ed il “Sunday roastbeef “ è talmente famoso da essere diventato per i macellai sinonimo del controfiletto di manzo.

Questi sono i tre piatti che propongo per la sfida di ottobre MTC, una sfida colorata e divertente come la sua madrina.

Mai Esteve del blog “Il colore della curcuma” è la vincitrice della sfida di settembre ed ha proposto come tema di questo mese le Tapas, tema a lei caro e noto per la sue origini spagnole.

Tre differenti tapas: una tapa cioè una piccola porzione di una pietanza; un pincho cioè uno spiedino e un motadito cioè delle fettine di pane super condite.

Il tutto legato da un filo conduttore di nostra scelta personale e creativo.

Una bella sfida!

9

INGREDIENTI per 4 persone

BRODO di carne

1 pentola a pressione con capienza 5 l

800 g ossi carnosi di manzo

80g cipolla

80 g sedano

120 g carota

acqua

 

Pulite le verdure lasciandole intere e mettetele all’interno della pentola a pressione con le ossa e riempite la pentola sino al segno indicato internamente ad essa. Chiudete ermeticamente e cuocete fino al fischio a fuoco vivo. Abbassate il fuoco e cuocete per un’ora e venti minuti circa.

 

 

ROAST BEEF & GRAVY SAUCE

1 kg di manzo legato  (controfiletto)

70 ml olio evo

1 cucchiaio raso di senape in polvere

1 cucchiaio di olio evo

2 cucchiaini di sale fino

spago

250 ml vino rosso

200 ml brodo di manzo

200 g carote

200 g cipolla

60 g sedano

30 g aglio

20 g rosmarino

1 cucchiaino abbondante di maizena

2 cucchiai di brodo

3 carote

8 patatine novelle

sale

pepe

Pulite e tagliate a pezzi di circa 2 cm carote, cipolla, sedano ed aglio.

Prendete il trancio di carne e legatela con lo spago. La legatura può essere fatta anche dal macellaio ed è molto importante per tenere in forma la carne.

Mescolate in una ciotolina sale e polvere di senape.

In un piatto capiente adagiate la carne legata, versateci sopra il cucchiaio d’olio e distribuitelo con le mani su tutta la sua superficie. A questo punto con le mani unte massaggiate tutta la carne con  il sale e la polvere di senape.

In una casseruola ampia versate 70 ml d’olio, le verdure tagliate ed il rosmarino.

Accendete il fuoco, fate appassire leggermente le verdure ed adagiateci la carne nel centro. Fate rosolare la carne a fuoco medio, su ogni lato in modo che si formi una crostina bella dorata su tutta la superficie. NON bucate la carne. Questo processo durerà circa 10 minuti e sarà necessario per evitare che durante la cottura nel forno, la carne perda tutti i suoi liquidi saporiti.

Accendete il forno a 165 °C ventilato.

Spostate la carne al centro di una teglia da forno mentre nella casseruola versate il vino e a fuoco medio, con un cucchiaio di legno, sciogliete tutto il fondo che si è formato dalla prima cottura della carne.

Versate il liquido con le verdure e gli aromi attorno alla carne ed infornate.

Io seguo la regola: per ogni 500g di carne 20 minuti di cottura.

Controfiletto di 1 kg: 10 minuti di sigillatura quindi 30 minuti di cottura al forno.

A metà cottura irrorate la carne con il suo fondo.

Terminata la cottura togliete il roast beef dalla teglia.

Solitamente nei banchi frigo dei supermercati inglesi si trovano i “baby vegetables” usati come contorno del Sunday roast. Io ho trovato solo le patatine novelle e le carotine le ho ricavate da una carota intera divisa in due che poi ho modellato con il pelapatate.

Riempite una pentola con acqua fredda ed aggiungete le patatine e le carotine.

Portate ad ebollizione e cuocete per 15 minuti.

Scolate e versate su una placca da forno.

Salate e pepate e mettete in forno per 15 minuti.

Procedete con la salsa gravy.

Dal fondo di cottura togliete i rametti di rosmarino.

Prendete il passa verdura e passate il fondo di cottura e  le verdure in una casseruola oppure filtrate tutto con un passino cercando di schiacciare le verdure.

Aggiungete 200 ml di brodo, salate e pepate e fate bollire dolcemente per 10 minuti circa.

Stemperate due cucchiaio di brodo con 1 cucchiaino abbondante di maizena e incorporate alla salsa. Cuocete per altri 5 minuti finché non si sarà addensata.

 

YORKSHIRE  PUDDING

50 ml latte

50 g farina

1 uovo

4 cucchiai olio evo

sale

pepe

teglia per muffin con cavità 4x7cm

 

Accendete il forno a 220 °C

Utilizzeremo solo 4 cavità della teglia.

Versate un cucchiaio d’olio in ciascuna delle 4 cavità.

Mettete la teglia in forno per 10 minuti circa. L’olio dovrà essere super bollente.

In una ciotola mescolate l’uovo, il latte la farina il sale e il pepe.

Estraete la teglia dal forno e dividete l’impasto nelle 4 cavità.

Rimettete in forno e cuocete per 12/15 minuti circa a 200 °C.

Durate la cottura lo yorkshire pudding crescerà di circa 8/10 cm, creando una cavità al centro e dovrà essere di colore dorato.

10

INGREDIENTI per 4 persone

FISH & CHIPS

200 g filetto di merluzzo spesso 2 cm  (tagliati in 12 quadratini di circa 3x3cm)

5 patate medie buccia rossa a pasta gialla (tagliate in 12 quadratini 3x3cm e 3 piramidi 3x4cm)

150 ml birra freddissima

50 g farina

50 g maizena

1 cucchiaino bicarbonato

3 cucchiai di farina

olio per friggere

sale

4/5 olive nere tagliate a rondelle

4 spiedini

4 bandierine inglesi

 

In una ciotola versate la farina, la maizena, il bicarbonato e una presa di sale.

Mescolando con una frusta aggiungete la birra e l’acqua.

Lasciate riposare la pastella a T ambiente per mezz’ora.

Tagliate a piramide e a cubetti le patate ed il pesce, cercando di ottenere delle pezzature simile. Mettete le patate sotto l’acqua corrente per 15 minuti in modo da toglierne l’amido.

Preparate 2 pentole con l’olio per friggere.

In una precuoceremo le patate, nell’altra cuoceremo il pesce e termineremo la cottura delle patate.

Mettere una pentola sul fuoco e portare l’olio a 150°C , se non avete un termometro a disposizione posizionate la pentola su un fuoco piccolo e lasciate scaldare l’olio solo per un paio di minuti.

Immergete le patate e vedrete che friggeranno leggermente senza prendere colore. Le patate dovranno cuocere  internamente per 10 minuti, qualora si scurissero, dovrete abbassare ulteriormente il fuoco.

Preparate un piatto con della carta assorbente.

Quando riuscirete ad infilzare  le patate con uno stecchino saranno cotte.

Scolatele e mettetele sulla carta assorbente.

Posizionate sul fuoco la seconda pentola con l’olio e riscaldatelo a 180°C, in mancanza del termometro buttate un pizzico di farina nell’olio, se frigge è in temperatura.

Prendete i cubetti di pesce  prima passateli nella farina, poi immergeteli nella pastella ed infine tuffateli nell’olio caldo. La pastella si gonfierà durante la cottura e i cubetti saranno pronti quando saranno dorati in entrambi i lati.

Scolateli e metteteli sulla carta assorbente. Salate.

Terminata la cottura del pesce, finite la cottura delle patate nella stessa padella  dorandole per bene.

Scolatele e mettetele sulla carta assorbente. Salate.

 

Prendete uno spiedino ed assemblate in questo modo: piramide, pesce, patata, pesce, patata, pesce e patata.

Inserite, incidendo la pastella, su ogni lato del cubetto di pesce aderente alla piramide, la punta del Big Ben, una rotellina di oliva nera che fungerà da orologio.

Incollate alla sommità dello spiedino una bandierina inglese.

 

 

TARTARE SAUCE

100 ml olio

70 g cetrioli sott’aceto tritati finemente

2 tuorli sodi

1 tuorlo fresco

1/2 cucchiaio di limone spremuto

11 capperi tritati finemente

sale

pepe

 

Fate bollire due uova.

Schiacciatene i due tuorli sodi all’interno di un passino e  raccoglieteli in una ciotola. Amalgamate con il limone spremuto, il sale il pepe.

Aggiungete il tuorlo fresco e con le fruste elettriche cominciate a montare i tuorli incorporando mooooolto lentamente, a filo, tutto l’olio.

Quando avrete terminato l’olio aggiungete i cetrioli e i capperi tritati

 

In un piattino mettete un Fish & Chips Big Ben e una cucchiaiata di Tartare sauce.

 

 11

INGREDIENTI per 4 persone

 

12 fettine di bacon sottili

4 fette di pane integrale da toast possibilmente spesse

4 uova di quaglia

2 funghi champignon medi

2 sausages (non riuscendo a trovarle ho usato 2 bratwurst)

2 pomodorini

4 cucchiaini di sciroppo d’acero

burro salato

 

Tostate le fette di pane e dividetele a metà diagonalmente, otterrete 8 triangoli.

Imburrate i triangoli con il burro salato.

Scaldate una padella e cuocete a fuoco medio le fettine di bacon, rendendole crispy (croccanti).

In una padella cuocete i bratwurst interi per circa 10 minuti. Toglietegli la pelle, tagliateli a metà e metteteli da parte. Nella stessa padella cuocete i funghi tagliati in 8 fettine, i pomodori tagliati a metà e le uova di quaglia, salate e pepate.

 

Adagiate due fettine di bacon su 4 triangoli di pane e distribuite 1 cucchiaino di sciroppo d’acero su ciascuna fetta.

Sovrapponete a questi gli altri 4 triangoli imburrati.

Metteteci sopra una fettina di bacon e poi mezzo bratwurst.

L’uovo di quaglia, 2 fettine di funghetti e il pomodoro.
12

 

 

Post Tags
Share Post
Written by

Gli Anche No sono tutti gli appassionati di cucina che desiderano partecipare all'MTC senza avere un blog. Il requisito per prender parte alla gara, infatti,non è essere un foodblogger ma avere la passione per il cibo, oltre che il desiderio di imparare e di crescere in un confronto costante- e quel pizzico di follia, per diventare MTChallenger a tutti gli effetti!

Latest comments
  • AvatarAvatar

    QUi siam piu’ di una ad avere un debole per tutto cio’ ch è anglosassone! Hai portato la Spagna sotto al Big Ben con tre tapas golose ed invitant!
    Bravissima!

  • AvatarAvatar

    LONDRA É UNA DROGA 😊

  • IlariaIlaria

    Io amo immensamente la campagna inglese, la Bronte, Jane Austen, la cosa spazzata dal vento, la nebbiolina e la pioggia. Londra è una città formidabile che stupisce e coinvolge. La tua realizzazione mi è piaciuta davvero molto, che idea che hai avuto. Brava.

    • AvatarAvatar

      Grazie mille Ilaria 😊

  • MTChallengeMTChallenge

    Che bello il tuo post, posso dire di averlo gustato dall’inizio alla fine!
    Io mi sento più a casa quando sono a Parigi, ma capisco benissimo che cosa intendi dire.
    Lo Yorkshire, rude ma bello, lo conosco solo attraverso i racconti di James Herriot e ho una gran voglia di visitarlo.
    Condivido appieno quanto dici della cucina inglese (che non è affatto malaccio, come ho appreso grazie allo Starbooks) e mi piacciono da morire le tue tapas, che rivelano una grande dimestichezza in cucina.
    All’English Breakfast mi sono abituata molto presto durante i miei soggiorni in UK, e ancora oggi ogni volta che dormo in hotel mi concedo una bella colazione salata con tanto di scrambled eggs, che mi piacciono da matti.
    Grazie in breve per avermi fatto affiorare alla memoria tanti ricordi!!!

  • AvatarAvatar

    Grazie MTC per le belle parole 😊

  • MaiMai

    Scopro delle storie così emozionanti, e dei racconti di cose vissute che veramente raccomanderei a tutti di andare a leggere i post dei concorrenti, perché veramente avete dato tantissimo! Io non saprei mai come ricambiare.
    A questo dovremo ringraziare il filo conduttore, prima tanto temuto e poi tanto amato (da Alessandra e da me sicuro!) Perché la vita ti porta a fare viaggi e scelte che magari non avresti mai pensato di fare… come quando avevi 16… avresti mai immaginato, che un giorno, quei paesaggi e quello che hai vissuto in quei paraggi, sarebbe stato l’ispirazione per una sfida di tapas? Non credo! O sei una maga!
    Anche se un po’ di magie le hai fatte come con quel pincho big ben!
    No, sai che ti dico, tu dovresti incontrare Omar, benedetto (e fighissimo) uomo, e darli una mano con gli inglesi e il tapeo, perché soltanto tu puoi!
    Già il fatto che mi declini questi tre piatti in tapas, vuol dire che hai una idea chiara di quello che bisogna fare! E tu, queste tapas, le hai fatto alla grande, e pure uno che sente dire English tapas non da credito… mandiamoli tutti da te!

    Sei stata sensazionale!

  • AvatarAvatar

    Grazie mai, grazie a te questo mese ho imparato una cosa nuova :le tapas. non le conoscevo se non per sentito dire ed è stato un piacere realizzarle usando la creatività. mi sono davvero divertita ☺

LEAVE A COMMENT