MTC N. 56 – TEMA DEL MESE: LE OFFELLE DI PARONA

 

di
Antonella Eberlin Cucino Io

L’Ofella
è un biscotto di frolla molto semplice, di cui ufficialmente si conoscono solo gli
ingredienti, ma non quantità e procedure: farina di frumento, uova, burro, zucchero,
lievito e olio di oliva.

Parona è un piccolo paese della Lomellina,
zona agricola conosciuta anche per prodotti legati alle oche, pertanto la
storia vuole, che in passato al posto del burro venisse usato il grasso d’oca,
più facile da reperire nelle campagne lomelline.

Nell’Azienda Le Specialità srl, uno dei due biscottifici che a Parona continuano
a produrre il tradizionale biscotto, oramai conosciuto in tutto il mondo, c’è
una linea denominata “nostrane” che tra gli ingredienti mantiene l’1% di
strutto d’oca, tra l’altro diminuendo il burro, i biscotti sono meno calorici in quanto
nello strutto d’oca vi è un ottimale equilibrio fra i grassi saturi e insaturi.

La
leggenda che viene tramandata ancora oggi racconta che a Parona, piccolo
centro di quasi 2000 abitanti, situato tra i territori di Vigevano, Mortara e
Cilavegna, abitasse la famiglia Colli, papà Pietro e mamma Francesca
Panzarasa con i loro 7 figli.

La famiglia gestiva una locanda dalla
cucina casalinga. Presso la locanda si fermavano i soldati dell’esercito
savoiardo che venivano rifocillati prima delle battaglie. In una di queste
soste vennero offerte ai soldati oltre alla frittata di uova e rane, polenta, e
buon vino locale anche il biscotto semplice dalla forma ovale imperfetta, unica
e inconfondibile.

Le
figlie Pasqualina e Elena, detta Linin, producevano questi dolci cuocendoli nel
forno del paese, senza mai svelarne la ricetta, nonostante le numerose richieste
anche accompagnate da offerte economiche, che furono fatte alle sorelle fino al
1930 quando morirono.

Le
sorelle Colli furono le prime, agli inizi del 900, a commercializzare il
prodotto iniziando a venderlo in un banchetto alla festa patronale, che ancora
oggi si tiene la prima domenica di ottobre. Vendevano i biscotti a numero e non
a peso, tanto erano considerati preziosi.

Nel 1969 la Proloco decise di istituire la Sagra
delle Offelle
, dando un grande slancio commerciale al prodotto, ma
tutelandone la genuinità attraverso un marchio di garanzia numerato,  fornito ai produttori che hanno preso il posto degli antichi
forni casalinghi, e brevettando il nome e la scatola riconosciuta in tutto il
mondo. Durante la sagra è
possibile assaggiare, acquistare il prodotto e visitare i laboratori,
partecipando alle numerose iniziative che vengono organizzate.

Ogni
anno una ragazza prende il ruolo di Pasqualina Colli, e ne fa rivivere la
storia sotto braccio al “marito” Pinotu.  La
tradizione vuole che il volto della donna sia svelato solamente il sabato della
sagra. Nessuno, tranne un ristretto gruppo di organizzatori, potrà conoscere in
anteprima chi sarà la Pasqualina.

Nel 2015 all’interno della Sagra è stata introdotta una
gara di pasticceria che ha visto protagonisti sia il settore dei professionisti
(pasticcerie, ristoratori, cuochi…) sia appassionati estimatori di offelle per
la realizzazione di un piatto dolce o salato dove il biscotto doveva essere
protagonista, con un vincitore per categoria. Visto il successo della prima
edizione è molto probabile che l’iniziativa si ripeta la prossima sagra,
occorre quindi organizzarsi in tempo per il prossimo ottobre.

Ho trovato, attraverso amici della condotta
di SlowFood di Vigevano, un ricettario fatto da alcune nonne della zona, ed è
questa ricetta che quindi vi riporto:

Ingredienti

·        
300 g. di farina 00

·        
150 g di burro

·        
150 g di zucchero

·        
Un cucchiaino di lievito

·        
un pizzico di sale

Fare la fontana sul tavolo, aggiungere lo
zucchero e il burro a temperatura ambiente. Quando tutti gli ingredienti son
ben amalgamati e  si è formato un composto morbido, avvolgerlo nella
pellicola per alimenti e lasciarlo riposare per una mezz’ora.
Passato il tempo spianare il composto ad
un’altezza di 3/4 mm.  Adoperare il cutter  adatto al biscotto e
cuocere in forno fino a doratura a 200°.



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    Queste non le conoscevo! Ecco perché adoro l'MTC…si imparano ogni giorno cose nuove 🙂

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    Che buone, me le faccio sempre portare da un amico di papá quando va proprio a vigevano!!

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    Gentile Antonella,
    mi chiamo Gabriele Colombo e sono l'attuale Presidente della Pro Loco di Parona, associazione che dal 1968 detiene la ricetta originale ed il brevetto delle Offelle di Parona.
    Mi è stato segnalato con piacere il Suo articolo e volevo ringraziarLa per aver così accuratamente raccontato la storia del nostro dolce vanto, portando a conoscenza i lettori di questo prodotto di cui cerchiamo di garantire la genuinità e la bontà ormai da quasi mezzo lustro, attraverso i forni che le producono (attualmente sono 3: Forno F.lli Collivasone, Le Specialità e Forno Più di Bigi).
    Ovviamente nel racconto ci sono alcune piccole inesattezze ma per questo invitiamo Lei ed i suoi lettori ad approfondire l'argomento magari venendoci a trovare come ospiti la prima domenica di ottobre durante la nostra Sagra dell'Offella.
    Evviva il Vostro prezioso sito, le Offelle di Parona e tutti i prodotti semplici e genuini che il nostro territorio riesce ancora a custodire ed a condividere.
    Grazie per l'ospitalità.

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