L’altro giorno ero in fila alla cassa del supermercato, e non cominciate subito a malignare che ormai al supermercato la fila alla cassa non la fa più nessuno perché tutti usano quei “cosini tecnologici” per far prima o come dicono loro “salvareiltempo”, perché io la fila al supermercato la faccio, eccome, visto che l’adorato marito mi ruba sempre la tessera del super e senza quella niente “cosetto tecnologico”. Giusto per divagare un po’.
Dicevo, l’altro giorno ero in fila alla cassa del supermercato e davanti a me c’erano due signori sulla settantina che, evidentemente, si conoscevano bene e si erano incontrati là, in coda, parlavano di qualcosa che non ho capito e che , in realtà, non ho nemmeno cercato di ascoltare, ero completamente assorta nei miei pensieri, carichi di famiglia, di lavoro, di ricette e di incastri da far funzionare.
Ad un certo punto uno dei due deve aver finito di pagare perché si sono salutati e nell’andar via, sorridendo, ha detto: “E che ci vuoi fare?Ci vuole pazienza!” L’altro, mantenendo il tono alto della voce, ha risposto:”Sì, e anche una bella dose di equilibrio, che scivolare è un attimo”.
La cosa sul momento mi è sembrata simpatica e, tutto sommato, non completamente priva di una sua logica; ho pagato, sono rimontata in macchina e non c’ho pensato più.
Per circa quindici minuti.
Quindici minuti dopo, infatti, imbottigliata nel traffico del tardo pomeriggio, il temutissimo traffico dell’ora di punta del rientro, come unico obiettivo prefissato quello di recuperare definitivamente le mie meravigliose figlie e correre a casa, il mio pensiero è ritornato velocemente a quella frase.
Effettivamente ci vuole un discreto equilibrio per sopravvivere alla gincana di strade, alle ripetute attese ai semafori, agli autisti indisciplinati, a quelli distratti, a quelli arroganti, al ripetersi dei soliti tratti di strada, più e più volte al giorno, in quei momenti della giornata in cui ti viene il dubbio che da quel fatidico giorno, oltre ad essere diventata madre, a tua insaputa, tu sia diventata anche tassista per professione.
Ho ripensato alla frase dell’uomo anche un’oretta dopo, quando, mi sono distratta per un attimo dalla cena che stavo preparando ed ho visto la figlia numero due che eseguiva un mezzo salto carpiato tra il divano del salotto e la poltrona, atterrando, miracolosamente, in piedi e portando al cielo le mani in segno di vittoria. E poi più tardi, quando la figlia numero uno mi ha chiamata e con orgoglio mi ha mostrato un foglietto spiegazzato e pieno di macchie sul bordo, di un materiale dolce e scuro che sospetto fosse cioccolata, sul quale, per la prima volta da sola era riuscita a scrivere nome e cognome completi.Sì, ci vuole equilibrio, ce ne vuole almeno un po’, per rimanere calmi e imperturbabili difronte alla forza dei figli, alla loro totale incoscienza, al loro naturale coraggio, che sotto sotto ci provoca un piccolo moto d’invidia innocente che non riusciamo del tutto a controllare; per non commuoversi o arrabbiarsi davanti alla bellezza e alla carica distruttiva della loro essenza, ancora selvaggia.
Ce ne vuole a vederli crescere senza lasciarsi andare a troppi sentimentalismi; a vederli grandi, non definitivamente grandi ma grandi rispetto a ieri, ogni giorno un po’ più grandi, ed essere autenticamente orgogliosi e felici, e puri in questi sentimenti, senza sentire, da qualche parte, in fondo in fondo, quella fastidiosa e sbagliata sensazione di essersi persi per strada qualcosa, qualcosa del loro viaggio e del nostro, qualcosa che , importante o meno, non tornerà più.
Ho iniziato a pensare al signore del supermercato come ad un filosofo dei tempi correnti alle ventidue e trenta della stessa sera quando, dopo aver giocato, letto, cantato, baciato, abbracciato, sgridato e baciato di nuovo, ho chiuso la porta della cameretta alle mie spalle e, scendendo le scale ho visto troneggiare in un angolo della cucina il bottino della Pasqua. Lì, in attesa di una definitiva collocazione, ad aspettarmi, implacabili, la bellezza di dodici carcasse di uova di cioccolato giganti, di tutti i gusti.
Ci vuole equilibrio a decidere di non cedere alla gola e non trangugiarli tutti in colpo solo durante la nottata, ce ne vuole anche a non buttarli tutti nella pattumiera, colti da un raptus dettato dal non voler sentire le richieste assillanti per averne “almeno un altro(il milionesimo, probabilmente) pezzettino”.
Ci vuole, almeno per me e per la mia assoluta imperfezione, anche un po’ di instabilità per tenersi in piedi, spalle dritte, mente lucida e sguardo fiero, ché tra avere equilibrio e fare l’equilibrista è un attimo.

Quello che vi proponiamo oggi non è il nostro consueto lunch box ma piuttosto un grande cestino delle meraviglie per questi figli, un cestino delle merende al cioccolato, una carrellata di possibili ricette con cui farli felici ed al tempo stesso per smaltire quella cioccolata in eccesso che invade, dopo Pasqua, le dispense di tutte le mamme perfette e imperfette.

 

Chocolate rice krispie cakes
di Silvia Zanetti

Per 9 pirottini di cartoncino per cupcake o pirottini di carta grandi e piccoli

100 g di cioccolato al latte tritato
50 g di cioccolato fondente tritato
100 g di burro
4 cucchiai di golden syrup o miele
100 g di riso (tipo rice Krispies)

Per decorare
50 g di cioccolato al latte fuso
zuccherini, mini marshmallows, nocciole, bottoncini di cioccolato confettati, codette colorate, scaglie di cioccolato bianco

Versate i cereali in una ciotola capiente.
Mettete il cioccolato in una ciotola adatta la microonde, con il burro e il golden syrup e sciogliete 50 secondi nel microonde oppure sciogliete a bagnomaria, assicurandovi che la ciotola non tocchi l’acqua. Quindi togliete dal fuoco, versate sui cereali e mescolate fino a quando non sono completamente ricoperti.
Dividete la miscela tra 9 pirottini di cartoncino per cupcake o se utilizzate i pirottini di carta, mettetene almeno due per evitare che si aprano. Fate riposare e se avete poco tempo, metteteli direttamente nel frigorifero 1 ora.
Infine, irrorate i cupcake con il cioccolate fuso e decorate con zuccherini, marshmallows, nocciole e tutto ciò che più vi piace.
Conservate in un contenitore ermetico per cinque giorni.

 

Brownie al cioccolato con cuore di cioccolato al latte
di Fabiola Palazzolo

Per 12 pezzi

200 g di cioccolato fondente tritato grossolanamente
150 g di burro a pezzettoni
3 uova
215 di zucchero semolato
115 di farina
35 g di cacao in polvere
50 g di cioccolato a latte

A bagnomaria fate sciogliere il burro e cioccolato fondente, mescolando di tanto in tanto.
Appena è del tutto sciolto, versate in una ciotola, unite lo zucchero, mescolate per far raffreddare, con le fruste elettriche lavorate per qualche minuto, unendo 1 uovo per volta. Setacciate la farina con il cacao, aggiungete al composto, lavorate finché l’impasto non sia omogeneo e senza grumi, versate in una teglia, ricoperta da carta da forno, 16x26cm, aggiungete i pezzetti di cioccolato al latte, immergendoli nell’impasto, infornate a 150° C, forno già caldo, per 40 minuti. Sfornate fate raffreddare, tagliate a quadrotti servite.

 

Crostata frangipane e cioccolato
di Chiara Picoco

Per 10-12 persone

Per la pasta
250 g di farina 00 + extra per la spianatoia
125 g di burro non salato
1 uovo grande
35 ml di acqua fredda
1 pizzico di sale

Per la frangipane
125 g di burro non salato
125 g di zucchero a velo
15 g di farina 00
125 g di mandorle tritate finemente
2 uova grandi
buccia di 1 arancia grattugiata
2 cucchiaini di rum

Per la ganache al cioccolato
100 g di cioccolato fondente al 70% tritato grossolanamente
100 g di cioccolato al latte tritato grossolanamente
200 ml di panna fresca
20 g di burro
buccia di 1 arancia grattugiata
1 pizzico di sale

Per guarnire
fragole
Zucchero a velo

Per la pasta, mettete la farina, il burro e una presa di sale nella ciotola della planetaria e azionate in modalità pulse fino ad ottenere un impasto sbricioloso. Sbattete l’uovo con l’acqua e aggiungete lo alle briciole d’impasto e amalgamate. Trasferite l’impasto su una spianatoia infarinata e impastate fino ad ottenere una pasta liscia. Formate un disco, avvolgetelo con pellicola trasparente e fate raffreddare in frigorifero per 1 ora. Stendete la pasta in un disco di 30 cm, spesso 3 mm e foderate uno stampo da crostata. Mettete in frigorifero per altri 30 minuti. Preriscaldate il forno statico a 200° C. Bucherellate la superficie della pasta con i rebbi di una forchetta, foderate con carta forno e riempite con fagioli secchio sfere di ceramica adatte alla cottura in bianco. Infornate per 15 minuti, poi eliminate la carta forno e cuocete per altri 5-10 minuti. Fate raffreddare. In una ciotola lavorate il burro fino a quando non sarà morbido e cremoso, aggiungete lo zucchero, la farina, le mandorle e mescolate bene. Aggiungete le uova, la buccia d’arancia e il rum e continuate a mescolare. Versate la crema fangipane nel guscio cotto in bianco, livellate con una spatola e infornate per 25-30 minuti. Trasferite su una gratella e fate raffreddare completamente. Preparate la ganache, mettendo il cioccolato in una ciotola, scaldate la panna fino a quando non raggiungerà un leggero bollore, poi versatela sul cioccolato. Lasciate riposare 30 secondi senza mescolare, poi cominciate ad amalgamare con un cucchiaio partendo dal centro, fino a quando la ganache non sarà completamente amalgamata. Aggiungete il burro e lavorate fino a quando non sarà completamente incorporato, a questo punto aggiungete la buccia d’arancia e una presa di sale. Lasciate raffreddare per 30 minuti a temperatura ambiente, poi versate la sulla crema frangipane. Battete leggermente il fondo del piatto per eliminare le bolle d’aria. Mettete in frigorifero per 3 ore o per tutta la notte, affiché la ganache si solidifichi. Decorate, a piacere con fragole o frutti di bosco o semplicemente con una spolverata di zucchero a velo.

 

Biscotti al cioccolato con impronta
Manuela Valentini

Per circa 90 pezzi

300 g di farina 0
120 g di cacao amaro in polvere
2 cucchiaini di sale grosso
226 g di burro a temperatura ambiente
300 g di zucchero e più per arrotolare
2 tuorli d’uovo
2 cucchiai di panna fresca
2 cucchiaini di estratto di vaniglia

Ganache
100 g di miele d’acacia o millefiori
80 ml di panna fresca
1/2 baccello di vaniglia diviso e raschiato
113 g di cioccolato agrodolce, tritato finemente
28 g di burro a pezzetti a temperatura ambiente

Preriscaldate il forno a 175 °C. In una piccola ciotola setacciate la farina, il cacao in polvere e il sale. Montate con un mixer il burro con lo zucchero fino a quando è pallido e soffice, continuate a montare a velocità media aggiungendo i tuorli, la panna e la vaniglia. Poi inserite anche la farina con il cacao e mescolate fino a quando l’impasto sarà ben amalgamato.
Prendete due cucchiaini di impasto alla volta e formate delle palline che poi arrotolerete nello zucchero semolato e mettetele distanziate fra loro sulla teglia del forno, foderata con carta forno. Quando avrete formato tutti i biscotti, con il manico di un cucchiaio di legno, premete delicatamente al centro di ciascuno per creare una rientranza.
Infornate e cuocete per circa 10 minuti ruotando le teglie a metà cottura, i biscotti non devono seccare. Se durante la cottura le rientranze perdono la definizione, premete nuovamente il centro dei biscotti. Lasciate raffreddare leggermente prima di spostare i biscotti dalle teglie, poi trasferiteli su una griglia a raffreddare completamente.
Per preparare la ganache, in una casseruola media a fuoco medio mettete il miele, la panna e i semi e baccello di vaniglia. Portate ad ebollizione e cuocete, mescolando fino a quando il miele si scioglie, quindi togliete dal fuoco, coprite e lasciate riposare per 20 minuti.
Tritate fine la cioccolata in un robot da cucina poi passatela attraverso un setaccio per eliminare i pezzi più grossi. Riscaldate la miscela di panna e miele, versatela nella ciotola con il cioccolato tritato e lasciate riposare per 1 minuto .Poi mescolare fino a quando il cioccolato non sarà completamente sciolto e crema sarà liscia, aggiungete il burro e continuate a lavorare fino ad incorporarlo tutto. Lasciate raffreddare leggermente e quindi usate immediatamente.
Colate la ganache calda al centro di ogni biscotto. Lasciate riposare per circa 15 fino a quando non si rassoda.


Mousse al cioccolato con honeycomb croccante

di Sonia Conte

Per 6/8 porzioni

100 g di cioccolato al latte in pezzi
150 g di cioccolato fondente in pezzi
50 g di burro non salato e un altro po’ per la teglia
6 uova grandi da allevamento a terra
teglia da forno imburrata e almeno 6 stampini da pudding oppure delle cocotte

Per l’honeycomb
100 g di zucchero semolato
120 ml di golden syrup
1 cucchiaino raso di bicarbonato di sodio

Per l’honeycomb: rivestite una teglia da forno dai bordi alti di 20 x 25 cm circa e foderatela con la carta forno.
In una casseruola versate lo zucchero e il golden syrup e portate ad ebollizione.
Quando il composto avrà raggiunto i 150° C toglietelo dal fuoco e versate il bicarbonato. Mescolate velocemente e poco, giusto per far sciogliere il bicarbonato perché il composto inizierà a gonfiarsi come per magia e quello sarà il momento per versarlo nella teglia.
Non appiattitelo o livellatelo perché andrete a rompere le bolle formatesi all’interno.
Fate raffreddare.
Nel frattempo, fondete insieme i due tipi di cioccolato con il burro dentro una ciotola resistente al calore in bagnomaria. Appena fonderà, mescolate e rimuovete dal fuoco lasciando raffreddare per 30 minuti.
Una volta che il cioccolato sarà freddo, con l’aiuto di un cucchiaio di legno, versateci dentro i tuorli. A parte, in un’altra ciotola, montate gli albumi con un frullino elettrico fino a neve ben ferma. Iniziate ad unire gli albumi montati a neve al composto di cioccolato con un cucchiaio di metallo, poco alla volta. Con un delicato movimento a 8 rimestate tutti gli albumi nel composto. Rompete l’honeycomb in pezzi. Mettetene una metà nella mousse, poi suddividete negli stampini e refrigerate per almeno 6 ore.
Sbriciolate l’honeycomb sulla mousse restante prima di servire.
nota: questa ricetta è senza glutine previa verifica delle etichette dei prodotti utilizzati.

 

Dolcetti al cioccolato con biscotti e frutta
di Francesca Geloso

Per 12 dolcetti delle dimensioni di mini muffin

325 g di cioccolato al latte
160 ml di panna liquida, possibilmente ad alto contenuto di grassi
15 g di burro

Per l’interno
150 g di biscotti da tè
150 g di frutta mista fresca o candita (qui banane fresche e ciliegie candite)

Rivestite i vostri stampini con pellicola alimentare( in alternativa usate piccoli pirottini di carta) rompete in piccoli pezzi irregolari i biscotti, affettate la frutta fresca e tagliate a cubetti grandi la frutta candita. Tenete da parte.
In una ciotola resistente al calore mettete il cioccolato, precedentemente tagliato in piccoli pezzi, e tenete da parte.
In una casseruola fate scaldare la panna e il burro fino a sfiorare il bollore, senza però raggiungerlo. Togliete dal fuoco e versate immediatamente la miscela calda sul cioccolato in modo che questo sia tutto coperto, lasciate riposare per 1 minuto quindi mescolate con vigore finché non otterrete una crema liscia e setosa.
Versate una piccola parte della ganache ottenuta sul fondo di ogni stampino, poi inserite in metà degli stampini a disposizione i pezzetti di biscotti e nell’altra metà la frutta scelta, coprite con altra ganache al cioccolato. Ripetete l’operazione, quindi mettete in frigorifero a riposare per almeno 6 ore prima di servirli freddi, decorate a piacere con cioccolato fondente fuso o altro secondo gusto.

Ricette liberamente tratte ed interpretate da Bbcgoodfood, Taste, Delicius magazine, Martha Stewart, Food to love, Tea time

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Latest comments
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    Bellissimo post cara Francesca!! Come già sai, io adoro questa rubrica!! Pubblicare più spesso? Baci.

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    Splendido, veramente splendido articolo Francesca le tue parole volano nell’aria e con LEGGEREZZA ed equilibrio accarezzano i meravigliosi dolci che chiamarli recupero del cioccolato è sminuirne la bontà

    Grazie

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    Leggerti è un piacere !

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    Poesia di vita quotidiana. vite diverse ma uguali nell’organizzazione, nella fatica, nell’amore di un abbraccio e nello stupore di fronte a un sorriso sdentato. Grazie Francesca!
    ROb

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