Tutti gli esseri umani sono imperfetti.
Le mamme sono esseri umani.
Tutte le mamme sono imperfette.

Che ci crediate o no, all’epoca in cui Aristotele, e tutti i suoi colleghi, mi lanciavano occhiate tra il minaccioso e l’ammiccante attraverso le pagine di quel sacro mattone che era il testo di filosofia Reale-Antiseri, non immaginavo minimamente che le lezioni sul sillogismo mi sarebbero apparse un giorno così utili.
E’ sì vero che quei giorni si perdono ormai nella notte dei tempi ma vorrei specificare , ad onor del vero, che la notte dei tempi non è arrivata perché io sono diventata una centenaria ma perché sono diventata madre: non sono in grado di spiegare tecnicamente il fenomeno ma, appare evidente, che, con l’avvento della maternità, quello che prima era catalogabile semplicemente come passato diventa magicamente un lontanissimo passato.
Né avrei mai pensato che mi sarei un giorno, tra una ninna nanna ed un’arrabbiatura, inventata uno strano sillogismo come quello sopra e che, un po’ per scherzo e un po’ sul serio, l’avrei fatto diventare un mantra a cui affidarmi nei momenti di sconforto e di fatica.
Nei momenti in cui sento di aver tradito le aspettative di chi amo o, più banalmente le mie, in quelli in cui le responsabilità di madre sembrano gonfiare valige troppo pese per poter essere trasportate, se non altro senza fare una fatica cane, quelli in cui mi accorgo di aver, chiaramente, fatto una colossale e sonora cavolata e che, cosa peggiore, non l’ho fatta nei miei confronti ma l’ho fatta nei confronti di quella “roba meravigliosa”, anche se un “tantino” impegnativa che sono le mie figlie.
D’altronde se c’è una cosa che ho capito, da quando ho partorito la prima volta, è che la maternità regala, insieme ad un sacco grande e strabordante, come quello di Babbo Natale, carico di quegli attimi autentici che davvero danno un senso alla vita, anche una latente, serpeggiante e spiacevole sensazione di inadeguatezza data dalla paura di non essere delle mamme perfette.
Anzi, meglio, data dall’improvvisa, spiazzante, ma prevedibile, consapevolezza di non poter essere delle madri, davvero, perfette.
La cosa assurda è che, nella maggior parte dei casi, una volta diventate mamme, quella cifra di imperfezione, che da sempre avevamo in quanto semplici esseri umani e che non consideravano che la normalità, ci appare come una colpa; quei lati perfettibili della nostra natura, che in passato ci erano sembrati addirittura positivi, innocenti sbavature di carattere utili a conservare la propria unicità, si trasformano, di botto, in un qualcosa di vergognoso da nascondere ai nostri figli e, siamo donne, esageriamo, al mondo intero.
Così va a finire che, complici la quotidiana vita frenetica, che sempre troppo spesso assomiglia allo schema finale di Tetris, e il caro vecchio senso di colpa, che in quanto donne, pare, abbiamo ereditato alla nascita, passiamo il tempo e sperperiamo le energie concentrandoci su tutti i piccoli dettagli di poco conto, che, ingenuamente, crediamo, possano garantirci una perfezione che, purtroppo, e forse per fortuna, ci sfuggirà sempre, non essendo cosa dell’essere umano in genere.
E però, a conti fatti, è un gran peccato perché nel frattempo rischiamo di perderci il viaggio, rischiamo di perderci l’entusiasmante avventura e il grande privilegio che è l’essere madre e questo, oltre a non essere particolarmente divertente, non è per niente giusto nei nostri confronti.
Ecco perché il nome “Mamme Imperfette”: perché non esiste una mamma del tutto perfetta e non esiste una mamma, credetemi nemmeno la più rock, che in cuor suo non vorrebbe esserlo, almeno per 48 ore di fila.
Poi, siccome siamo a Gennaio, voglio scrivere qui il mio buon proposito per l’anno 2019: voglio impegnarmi a migliorare con leggerezza, con pazienza, con autoironia, accettandomi quando è necessario per quella che sono e, soprattutto, cucinando tanto per loro.
D’altra parte se non possiamo essere delle madri perfette possiamo almeno cercare di dare ai nostri figli tutto il nostro amore preparandogli i piatti più buoni e sani, che ricordino loro la parte migliore di noi, magari proprio quando non ci siamo.


Nasce così il nostro primo lunch box pensato per tutti i bambini che pranzano fuori casa e per le loro mamme “quasi perfette” che quel pranzo lo preparano ogni giorno.
Un lunch box pensato per questo mese di ripartenza delle attività scolastiche, per questo mese in cui dopo i fasti delle feste c’è bisogno di ritrovare equilibrio; un lunch box in cui compaiono più elementi a formare un pasto completo: una bevanda divertente e nutriente, un contorno croccante e gustoso, un dolcetto leggero ma irresistibile e ben tre diverse proposte per il piatto base, una di pesce, una di carne e una di pasta.

Buon Lunch Box a tutti!

Ricette liberamente tratte da Bbcgoodfood news Kids Collection, Superfood Ideas, Every day Bento

 

Mango and banana smoothie
di Fabiola Palazzolo


Per un litro di smoothie
1 mango
1 banana
500 ml di succo di arancia
4 cubetti di ghiaccio
Sbucciate e tagliate a pezzettoni sia il mango che la banana. Trasferite tutti gli ingredienti in un robot da cucina e frullate, appena avrete ottenuto uno smoothie denso e liscio. Versate nel contenitore scelto, deve essere atto a contenere liquidi, e inserite nel vostro lunch box.

 

Mc‘n cheese zucchini slice
di Annarita Rossi

Per 4/6 porzioni
100 g di pasta secca (sedanini, tortiglioni, rigatoni)
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
1 cipolla rossa piccola tritata finemente
2 spicchi d’aglio tritati finemente
3 cucchiaini di foglie di timo fresco
125 g di cubetti di pancetta
2 zucchine grattugiate grossolanamente
200 g di patate (o patate dolci), affettate grossolanamente
40 g di farina auto lievitante
4 uova leggermente sbattute
40 g di formaggio saporito (parmigiano o emmental)

Preriscaldate il forno a 180 ° C / 160 ° C ventilato. Imburrate una tortiera quadrata da 20 cm (base) profonda 6 cm e rivestitela con carta da forno, estendendo la carta di 2 cm sopra i bordi su tutti i lati.
Cuocete la pasta seguendo le indicazioni del pacchetto, fino a cottura al dente. Scolatela e passatela sotto l’acqua fredda. Scolate di nuovo.
Nel frattempo, scaldate l’olio in una padella a fuoco medio-alto. Aggiungete cipolla, aglio, timo e pancetta. Cuocete, mescolando, per 5 minuti o finché la cipolla non si ammorbidisce. Aggiungete le zucchine e le patate.
Cuocete, mescolando, per 5 minuti o finché le patate non si sono ammorbidite. Trasferite tutto in una ciotola.
Aggiungete la pasta, la farina, le uova e metà del formaggio alla miscela di verdure. Condite con sale e pepe e mescolate. Versate il composto nella teglia preparata. Cospargete con il formaggio rimanente. Cuocete per 30/35 minuti o fino a quando sarà dorato e sodo. Fate raffreddare e, infine, suddividete in porzioni secondo vostro gusto. Incartate e riponete nel vostro lunch box.

 

Teriayki chicken sushi rice ball
di Silvia Zanetti

Per 20-22 bocconcini di riso
400 g di riso sushi
500 ml acqua
80 ml di aceto di riso
1 cucchiaio di zucchero semolato
1 cucchiaino di sale
2 cucchiaini di olio vegetale
250 g di filetto di pollo
60 ml di salsa Teriyaki
1 cipollotto verde, piccolo, tagliato a fette sottili
2 cucchiai di semi di sesamo tostato
maionese
wasabi opzionale
salsa di soia opzionale

Mettete il riso in una ciotola e sciacquatelo sotto l’acqua corrente fredda, per almeno tre volte o finché l’acqua non si schiarisce.
Scolatelo bene, versatelo in una casseruola con l’acqua fredda e ponetelo sul fornello a fuoco alto.
Portate ad ebollizione, quindi riducete la fiamma al minimo e coprite con un coperchio.
Cuocete a fuoco lento per 15 minuti o fino a quando l’acqua non viene assorbita. Togliete dal fuoco e lasciatelo riposare, coperto, per 10 minuti.
Trasferite il riso in una grande ciotola di ceramica e utilizzando una spatola, rompete i grumi.
Riscaldate aceto, sale e zucchero in un pentolino, giusto il tempo di sciogliere gli ingredienti. Versate il liquido sul riso e con la spatola mescolate e condite tutto il riso fino a quando si è raffreddato.
Coprite la ciotola con un canovaccio umido e mettete da parte.
Nel frattempo, in una piccola padella antiaderente, riscaldare l’olio a fuoco medio-alto e cuocete i filetti di pollo per 5 minuti, girandoli a metà cottura.
Aggiungete la salsa Teriyaki e cuocete il pollo per altri 2 o 3 minuti, finché la salsa si è addensata.
Togliete dal fuoco.
Tritate finemente il pollo, raccoglietelo in una piccola ciotola con il cipollotto verde e gli eventuali residui di padella e mescolate. Lasciate raffreddare.
Inumidite le mani con dell’acqua o dell’aceto di riso e con la dose di un cucchiaio create circa 20-22 palline di riso (40-50 g ciascuna).
Tenendo 1 pallina di riso in mano, premete con un dito per formare un buco e farcite con un pò di pollo.
Coprite la farcitura modellando la pallina.
Sistemate i bocconcini di riso su un piatto e cospargeteli con semi di sesamo. Conservate in frigorifero fino all’utilizzo.
Prima di servirli, decorateli con un ciuffetto di maionese.
Sistemate 4 bocconcini di riso, con wasabi e salsa di soia, all’interno del lunch box refrigerato.

 

Tuna Caesar Salad Wraps
di Therese Caruana

Per 4 piadine
4 piadine
125 g di salsa Caesar
1 lattuga piccola
1 avocado maturo
2 uova sode
360 g di tonno al naturale
un ciuffo di prezzemolo
50 g di Parmigiano in scaglie

Amalgamate il prezzemolo tritato finemente insieme alla salsa Caesar.
Su ogni piadina, adagiate le foglioline della lattuga, l’avocado tagliato a fette sottili, l’uovo tagliato in quarti, il tonno sbriciolato ed infine le scaglie di Parmigiano.
Condite il tutto con altra salsa Caesar, chiudete la piadina, arrotolandola su se stessa.
Avvolgete ogni piadina in un tovagliolo di carta, e chiudete in un contenitore ermetico.
Se volete conservare più a lungo, avvolgetela nella carta da forno, poi conservate in un sacchetto per alimenti e tenete in frigo fino al momento di inserirla nel lunch box.

 

Sweet potato crisps
di Sonia Conte

Per 1 porzione
1/4 di una patate dolce da 650 g circa
5 g di olio d’oliva

Accendete il forno a 180°C e affettate molto sottilmente la patata dolce. Cospargete le fettine ottenute con l’olio d’oliva e infornate per almeno 20 minuti o comunque fin quando saranno croccanti e dorate.
Una volta raffreddate inseritele in un sacchettino di carta per pane e inseritelo nel lunch box.
Per un risultato ancor più goloso si consiglia di aggiungere una salsa d’accompagnamento, di vostro gusto, per le patate croccanti, all’interno del lunch box.

 

Oat berry muslie bars
di Chiara Picoco

Per 16 pezzi
100 ml di olio vegetale
100 ml di miele
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 uovo
60 g di brown sugar
250 g di farina integrale
150 g di fiocchi d’avena
1 cucchiaino di mix di spezie
1/ cucchiaino di bicarbonato di sodio
100 g di mirtilli rossi essiccati

Preriscaldate il forno a 190° C ventilato.
Ungete una teglia 20×30 cm e ricopritela di carta da forno, lasciando la carta abbondante di 3 cm sul lato lungo.
In una ciotola mescolate l’olio, il miele, la vaniglia e l’uovo.
In un’altra ciotola unite lo zucchero , la farina, l’avena, le spezie e il bicarbonato. Fate un buco al centro e versateci i liquidi mescolati in precedenza.
Aggiungete i mirtilli rossi e amalgamate bene. Versate l’impasto nella teglia e pressate bene.
Infornate per 20/25 minuti o fino a quando non sarà dorato.
Lasciate raffreddare completamente in teglia e tagliate in barrette. Confezionatele ed inserite all’interno del lunch box.
Nota. un’ottima variante di questo dolcetto si può ottenere aggiungendo frutti di bosco freschi all’impasto.

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    Framceschina cara, se non ci fossi andresti inventata <3 bellissime anche le ricette, non vedo l'ora di leggere il prossimo episodio

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    Hai perfettamente espresso tutte le nostre più nascoste ansie di mamme imperfette, ma oneste. Avanti così!!! Bellissima rubrica. Occorrerebbe avere ogni giorno un’idea per il lunch box ;-D

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