Un graditissimo ritorno, quello di Marina Minelli e delle sue gustose incursioni nella storia delle teste coronate, di cui ci svela particolari spesso sconosciuti e sempre pieni di interesse.
Stavolta ci racconta di Federico II di Prussia, detto il Grande, e del suo insospettabile amore per la patata 🙂
È a lui, infatti, che dobbiamo la prima grande diffusione in Europa del tubero protagonista della nostra sfida.
Ma ora bando alle ciance, e lasciamo la parola a Marina e al suo racconto.
Tomba di federico

Federico II di Prussia

Questa che vedete qui sopra è una tomba. Si proprio una tomba o meglio è la pietra che copre il sepolcro del re di Prussia Federico II, detto il Grande. Colto, intellettuale, raffinato, amico di filosofi fra cui Voltaire, appassionato di musica, Federico di Hohenzollern (1712-1786) riceve in eredità nel 1740 uno stato piccolo, ma con un esercito perfettamente addestrato e lo metterà subito all’opera. Quello che avrebbe voluto essere ricordato come “il re filosofo”, in aperto contrasto con il padre Federico Guglielmo I, “il re sergente”, trascinerà la Prussia e di conseguenza l’Europa in una serie di guerre lunghe e devastanti.

I giudizi su questo sovrano, simbolo del dispotismo illuminato, sono contrastanti. Appena salito al trono avvia importanti riforme, protegge le lettere, le scienze e le arti, è tollerante in materia religiosa, ama la sobrietà e la semplicità, però non è un uomo di pace, tanto da diventare successivamente anche un emblema per l’aggressivo militarismo prussiano degli ultimi Hohenzollern e successivamente del nazismo. Hitler lo considera uno dei suoi eroi e in piena guerra fa nascondere i suoi resti mortali; successivamente recuperata la spoglia di Federico II viene finalmente tumulata – nel 1991 con una grande cerimonia – come da suo desiderio in un’aiuola della terrazza di Sans Souci il suo piccolo castello roccocò nel grande parco di Potsdam, accanto agli amatissimi levrieri.

Sulla tomba ci sono sempre mazzolini di fiori e patate. Omaggio insolito? Non tanto, se si considera che grazie alla testardaggine di Federico il Grande il tubero arrivato dal Nuovo Mondo, conosciuto ma non considerato degno dell’alimentazione umana, si diffonde, salvando dalla fame migliaia di tedeschi. La leggenda racconta che il re, poiché sembra impossibile convincere i contadini prussiani a coltivare patate, decide di farle piantare nel suo giardino (a proposito era anche appassionato di botanica e a Sans Souci ci sono serre magnifiche con fiori ed alberi da frutto, fra cui limoni e ciliegi) mettendo per di più dei soldati a guardia del prezioso raccolto. Il fatto desta scalpore e qualcuno pensa di rubare queste patate così preziose.

Il gioco è fatto, la patata entra così nell’uso comune dei tedeschi e da allora è uno degli alimenti base della cucina germanica. Più concretamente mentre la carestia devasta la Prussia, il 24 marzo 1756, dopo un inverno particolarmente duro, Federico II ordina con un decreto il celebre “Kartoffelbefehl” la coltura intensiva della patata. Un’ottima idea visto che con gli eserciti che vanno e vengono sulle terre coltivate tutto il resto è, spesso da buttare. Il tubero, che cresce sotterraneo, invece è perfetto per le esigenze di una nazione sempre in guerra. I tedeschi ancora oggi gliene sono grati.

Un francese prigioniero dei prussiani durante la guerra dei Sette Anni (1756-1763) scopre a sua volta la patata anche perché suo unico nutrimento. Si chiama Antoine Parmentier, quando torna in Francia riesce a convincere il suo re Luigi XVI della bontà di questo tubero e diventa uno dei più grandi sostenitori e diffusori della patata.

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Latest comments
  • alicealice

    Un post ricco di aneddoti che non conoscevo…ripassare un po’ di storia non fa mai male! Grazie marina 🙂

  • MapiMapi

    Ecco… allora non siamo solo noi Italiani ad avere il gusto del proibito! 😀 Geniale l’idea di mettere un piantone di guardie attorno alla coltivazione di patate!
    Quante cose si imparano all’MTC. Grazie Marina!

  • AvatarAvatar

    Interessante! Un po’ di storia fa sempre bene! Grazie mille!

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