MTC N. 52 – TEMA DEL MESE: TIMBALLO DI BONIFACIO VIII


di Lidia Mattiazzi The Spicy Note
Un piatto ricco di sapori e di gusto, il Timballo di
Bonifacio VIII è davvero delizioso ed è l’ideale per stupire gli ospiti.
Sembra difficile, ma non è così: ha solo più
preparazioni che vanno cotte separatamente per rispettare gli ingredienti, ma
che poi vengono assemblate al momento del condimento della pasta.

Benedetto Caetani, diventato Bonifacio VIII con l’elezione a Papa durante il conclave di Napoli il 24 dicembre del 1294, nacque ad Anagni nel 1230 e morì a Roma nel 1303. Egli era un giurista, un uomo talentuoso e di buon cuore: iniziò i suoi studi ad Anagni, ma visse poi a Velletri e a Parigi.
Il suo pontificato si sviluppò attraverso un periodo storico che vedeva gli Stati europei evolversi da monarchie ad entità politicamente autonome sempre più “distaccate” dal potere della Chiesa e per questo egli cercò con molta convinzione di ristabilire il primato papale: fu uno dei pontefici più controversi e discussi del Medioevo: sia durante il suo pontificato, sia nei secoli successivi; fortemente criticato da Dante in tutto l’Inferno. Di lui si ricorda soprattutto l’avvenimento denominato “schiaffo di Anagni” che vide la sua cattura e l’imprigionamento all’interno del suo palazzo, oggi in provincia di Frosinone.

Egli
tentò invano di difendere la superiorità spirituale del papato contro l’imperialismo della Francia, ma la
contesa portò alla sua fine e al trasferimento
del papato ad Avignone.
A
lui dedicato dai suoi concittadini, il Timballo di papa Bonifacio VIII è un piatto molto ricco adatto ad essere
servito durante le feste o per un pranzo importante.
Dalle
mie ricerche ho visto che il comune denominatore è la presenza di una pasta che
possono essere fettuccine fresche all’uovo, oppure rigatoni, o maccheroni,
condita da un sugo di pomodoro nel quale vengono cotte polpette di carne,
funghi e rigaglie di pollo.
In
alcune versioni tutto ciò è contenuto in un guscio di brisèe rivestita
internamente di prosciutto crudo, ma la maggior parte presenta solamente il
prosciutto come guscio esterno.
Ho cercato di semplificare la
ricetta mettendo insieme tutti gli ingredienti e le modalità di preparazione
che ho trovato, e questo è il risultato.
La mia versione è senza
glutine (ho usato pasta e pangrattato gluten free e posto attenzione che altri
ingredienti a rischio come il prosciutto, i funghi secchi e la passata
recassero la spiga barrata): basta avere un occhio di riguardo alla
preparazione se destinati ad un celiaco, per evitare contaminazioni.
Ingredienti

·        
300 g di maccheroni

      ·        
200 g di macinato misto di manzo e maiale

      ·        
1 uovo

·        
pangrattato
·        
sale, pepe
·        
olio di semi per frittura
·        
100 g tra fegatini e cuori di pollo (se vi
piacciono, anche le creste erano previste)
·        
1 cucchiaio di burro
·        
una manciata di porcini secchi
·        
350 g di passata di pomodoro
·        
olio extra vergine d’oliva
·        
circa10 fette di prosciutto crudo, ma dipende dallo
stampo usato*
Lessate i maccheroni molto al dente in abbondante
acqua salata: una volta cotti, scolate, condite con un filo di olio e mettete
da parte.

Mescolate il macinato con l’uovo, il sale e pepe,
aggiungete pangrattato finché necessario per regolare la consistenza e formate
delle piccolissime polpettine:

friggetele velocemente nell’olio di semi, scolatele
su carta assorbente e mettetele da parte.

Ammollate per una ventina di minuti i funghi secchi
in acqua calda, poi strizzateli, tritateli e metteteli in una casseruola con un
paio di cucchiai di olio extravergine di oliva e la salsa di pomodoro, finché
non restringe un po’.

Tritate anche le rigaglie di pollo e cuocetele
brevemente nel burro.

Mescolate la salsa di pomodoro e funghi con le polpettine
e le rigaglie e condite la pasta.

Foderate uno stampo da timballo con le fette di
prosciutto crudo lasciandole sporgere in modo da poterle ripiegare sulla base e
formare il fondo.

Versateci dentro la pasta, ripiegate le fette a chiusura
e cuocere in forno a 200° fino a doratura del prosciutto, circa 20 minuti.

Fatelo raffreddare un pochino e poi capovolgetelo
su un piatto da portata.

 

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    un capolavoro di bravura e bontà! E mi pare pure adatto ad essere servito come piatto delle feste 🙂 Grazie per avermelo fatto conoscere!

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      Un piatto da condividere, quindi adattissimo alle feste 😉
      grazie dei complimenti!

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    Col freddo mi sono arrivati anche i malanni di stagione: oggi me ne sto al calduccio e questo timballo è proprio quello di cui sento il bisogno.Grazie!

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      Ci vorrebbe proprio per te! Una fetta virtuale in arrivo!
      grazie a te, guarisci presto 🙂

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      Grazie a te! Si, è davvero "di sostanza" e buonissimo!

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      Eh beh, giusto stupire gli ospiti, ma bello stupire anche noi stessi!!!
      😉 grazie, un abbraccio

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    Che fame!!!
    Bellissimo questo piatto, da rifare assolutamente!

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      Te lo consiglio proprio!!!
      Grazie mille

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      Grazie a te 🙂 Giusto infilarci qualche nozione storica in mezzo a cotanta golosità! ehehehe

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    Delizioso! Non conoscevo questo timballo e ti ringrazio sia per la ricetta che per la divagazione storica 🙂

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