MTC N. 49 – IL TEMA DEL MESE: L’HOT DOG

di Therese Caruana – Fornelli Profumati

L’hot
dog è un panino farcito con un
würstel, spesso condito con ketchup e/o senape e talvolta
accompagnato da verdure (per esempio crauti).
Per
realizzarlo si usa pane morbido di forma oblunga. Estremamente
popolare negli Stati Uniti, dove viene spesso venduto per le strade,
negli stadi e altre forme ambulanti, l’hot dog è diffuso in gran
parte del mondo, inclusa l’Italia, e in molti luoghi rappresenta uno
dei tipi di fast food più comuni.
Ci sono 5 diverse versioni che
spiegano l’origine del termine “hot
dog
“:
  • Il termine fu coniato da un
    venditore allo stadio nel 1867 che non riusciva a vendere i suoi
    würstel, si inventò la storia che questi erano salsicce di cane, e
    se ne andava in giro gridando “chi vuole le mie salsicce di
    cane?”, riuscendo così a far alzare le sue vendite. Poco dopo
    anche gli altri venditori di würstel lo imitarono, ma
    nell’abbreviare il suo slogan, urlavano “cane caldo!” (hot
    dog).
  • Quando, all’inizio del XX
    secolo, i New York Giants, disputavano le loro partite di football,
    lo statunitense Henry M. Stevens pensò di distribuire tra le folle
    presenti allo stadio i “dachshund sausages”. Il nome hot dog
    venne dato a questi panini dal disegnatore di vignette sportive P.A.
    Dorgan. Egli raffigurò un panino con dentro un bassotto, associando
    il würstel a questo cane, che era anch’esso lungo e tedesco e dato
    che i venditori chiamavano la gente dicendo “get your dachshund
    sausages while they’re red hot” cioè “prendi la tua
    salsiccia mentre è ancora calda”, da lì prese il nomignolo
    equivoco hot-dog.
  • Dog
    è la parola inglese usata per identificare non solo il “cane”,
    ma anche il “dente
    di arresto”
    ,
    altresì detto “briglia”
    o “grappa”
    e, più specificamente nel caso degli hot
    dog
    , questi
    ricordano le briglie
    (lunghe circa 15 cm) usate un tempo dai ferrovieri per bloccare le
    rotaie alle traversine di legno.
  • È nato per caso all’inizio
    nel 1860 si chiamava “Dachshund sausages” cioè salsicce
    bassotto per via della forma.
  • Il termine deriva dal grido
    dei venditori ambulanti di salsicce, “HOT HOG” (porco
    caldo), che veniva urlato ai passanti per invogliarli ad acquistare
    il prodotto. Nel panino veniva infatti inserito il salsicciotto
    cotto di maiale. La pronuncia di hot hog venne col tempo storpiata,
    e si trasformò in hot dog.
Negli
Stati Uniti ed a New York in particolare è molto conosciuta la
catena Sabrett
che si occupa della vendita ambulante degli hot dog agli angoli delle
strade mediante carrettini con l’ombrellino visti in molti film
americani e che consentono a molti impiegati che hanno pochissimo
tempo per la pausa pranzo di ristorarsi senza dover raggiungere il
ristorante più vicino non sempre facilmente raggiungibile dal
proprio ufficio. Famosissimo però è Nathan’s,
il cui punto vendita principale è a
Coney
Island all’angolo tra Surf e Stillwell Avenue. In questo posto nel
1916 è stata messa a punto la ricetta usata ancora oggi. Da semplice
baracchino che vendeva hot dog di un immigrato polacco, oggi Nathan’s
produce milioni di miliardi di euro grazie agli( hot dog ..forse)
l’anno,ed è proprietaria di oltre 1400 punti vendita negli USA ed è
quotato al NASDAQ.
Per 4 persone

  • 4
    panini per hot dog
  • 4
    wurstel
  • Senape
  • Ketchup

Impasto
Panini
 (per 4)
  • 150g
    di farina manitoba
  • 100g di farina oo
  • 120g di acqua
  • 5g di
    lievito di birra fresco o 80g di lievito madre rinfrescato
  • 35g di
    uovo ( circa mezzo uovo)
  • 25g di zucchero
  • 4g di sale
  • 15g di
    burro morbido a pezzetti

Per
lucidare
  • il
    mezzo uovo avanzato dall’impasto 
  • latte
Preparazione:
Inserire
le farine, il sale e lo zucchero nella planetaria.
Sciogliere il
lievito nell’acqua appena tiepida (non calda per evitare di
bruciare il lievito), azionare la planetaria a velocità di
mescolamento e cioè al minimo e aggiungere l’acqua e l’uovo,
portate la velocità a “1″ e appena tutti gli ingredienti saranno
amalgamati bene, aggiungere il burro a piccoli pezzetti, uno alla
volta e inserite solo quando il precedente si sarà ben assorbito
all’impasto. Appena avete inserito tutto il burro portate la
velocità a “1.5″ e fate incordare, cioè lavorate fino a che
l’impasto si sarà arrotolato alla frusta a uncino del tutto e si
sarà staccata dalle pareti della ciotola, circa 10 minuti.
A
fine lavorazione otterrete un impasto molto morbido e poco
appiccicoso.
Formate una palla, e rimettere nella ciotola della
planetaria leggermente infarinata, coperta con pellicola a lievitare
nel forno spento fino al raddoppio, i tempi variano a seconda
delle temperature e dalle condizioni climatiche.
A levitazione
avvenuta, riprendete l’impasto e sgonfiatelo delicatamente con i
palmi della mano, allargatelo dando una forma rettangolare,  e
ricavatevi dei pezzetti di pasta di circa 80/90 gr l’uno,
schiacciate e allargate dando una forma rettangolare ad ogni pezzo,
poi arrotolate su se stesso in modo da formare dei salsicciotti, così
adagiate su una teglia ricoperta con carta forno, coprite con un
canovaccio e fate lievitare fino al raddoppio.

Riscaldate
il forno a 180°, spennellate la superficie con uovo e latte e
infornate per circa 8/10minuti, regolatevi con il vostro forno ma
appena vedrete la colorazione tipica, sfornate e mettete su una grata
a raffreddare.

Una
volta pronti i panini, cucinate sulla piastra i wurstel, incidete la
superficie deipanini dal lato lungo e inserite un wurstel in ogni
panino. Farcite a piacere con senape e ketchup ed il gioco è fatto!

Fonti: Wikipedia
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Latest comments
  • AvatarAvatar

    Da quando ho mangiato i wurstel che fanno a Bolzano, non riesco a mangiare altro!! Non appena li recupero provo questa ricetta! 🙂

  • AvatarAvatar

    I wurstel con la w maiuscola sono buonissimi.. E la morte loro è nell'hot dog! Bellissima la storia del nome, non la conoscevo!

  • AvatarAvatar

    Sono sapevo che ci fossero tutte queste versioni sull' origine del nome, ma qualunque sia quella vera resta il fatto che un bel hot dog home made come questo me lo mangerei a qualsiasi ora!!!! Brava Therese!!!!

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