MTC n. 42: LE LASAGNE SONO INGLESI?

di Alessandra Gennaro- Anoldfashionedlady
State inorridendo, vero?

Eppure, la supposizione è stata fatta, neanche troppo tempo fa: era il giugno del 2003, infatti, quando il signor Maurice Bacon (nomen omen), nel corso di una serie di ricerche legate all’organizzazione di un banchetto medievale a Berkley Castle, si imbatté in una ricetta di Loseyn, che consisteva in strati di pasta, separati da una salsa al formaggio. La provenienza del testo gridava vendetta, visto che l’origine era niente meno che The Form of Cury, una raccolta di ricette pubblicata per la prima volta nel 1791 ma che risale ben più addietro, al XIV secolo e che pare porti la firma dello chef di Riccardo II: in altre parole, stiamo parlando del più antico libro di cucina britannica del Medioevo e tanto bastò a Mr Bacon per indire una conferenza stampa e attribuire agli Inglesi la paternità delle lasagne. 
Apriti cielo: gli chef italiani, in suolo britannico, risposero a colpi di mattarello; l’Ambasciata italiana a Londra chiese immediatamente una rettifica, con tanto di scuse e poco mancò che da Bologna partisse una delegazione pronta ad invadere la Britannia e a marciare fino al Gloucestershire, pronti a difendere coi denti l’origine tutta italica di una delle glorie della loro gastronomia. 
La prova del DNA si trova tutta nei documenti: che in Italia si parlasse di lasagne già in epoca anteriore è attestato in alcuni ricettari antecedenti quello citato (seguirà post storico di approfondimento); ma gli stessi Inglesi avevano reso un tributo a questo piatto,  in epoca anteriore al The Form of Cury, che non lasciava adito a dubbi sulla sua paternità: in un resoconto di viaggio, romanticamente ititolato “Ricordi da Genova”, redatto fra il 1316 e il 1329, si cantano le bellezze della lasagna di Maria Borgogno, una “sfoglina” genovese che contendeva con tal Gualtiero Lasagnarus, del quartiere del Prione, il titolo di miglior produttore di lasagne della città. 
Una figuraccia, insomma, alla quale gli Inglesi risposero con tante scuse e sfoderando persino un po’ di autoironia: nessuno ci ha guadagnato, in tutta questa vicenda, han detto- a parte gli organizzatori dei banchetti di Berkley Castle…
Per i più coraggiosi, ecco il testo integrale della Loseyn di Riccardo III – con traduzione a seguire
“Take good broth and do in an erthen pot. Take flour of paynedemayn and
make erof past with water and make erof thynne foyles as paper with a
roller; drye it harde and see it in broth. Take chese ruayn grated and lay it in dishes with powder douce and lay
eron loseyns isode as hoole as you myght and above powdour and chese;
and so twyse or thryse & serue it forth
Preparate un buon brodo in una pentola di terracotta. Prendete della farina di grano pregiato (*) e preparate  della pasta, con dell’acqua. Tiratela in sfoglie sottili come un foglio di carta, con il mattarello, fatela asciugare bene e cuocetela nel brodo. Prendete del formaggio di Rouen grattugiato e spargetelo nei piatti con  il powder douce (**) e sistemate le lasagne a strati, con lo strato inferiore il più possibile….***. e sopra il powder douce e il formaggio: e proseguite così per due o tre volte a seguire e servite.
* se faccio tardi in ufficio è colpadi questo stramaledettisimo paynedemayn, che altro non era se non il grano più pregiato, destinato escusivamente alle mense dei ricchi. Addirittura, per distinguerlo dal resto, pare che i pani preparati con questo prodotto fossero contrassegnati dall’immagine di Cristo e della Vergine. 
** miscela di spezie, ovviamente, di cui si sa poco o nulla: Wikipedia (argh) azzarda un mix di pepi, cannella, noce moscata, zucchero e galangal ma si brancola nel buio. Certo è che le miscele dolci-salate fossero la regola, nel Medioevo e quelo che oggi ci fa inorridire faceva venire l’acquolina in bocca, ai nostri antenati.
***qualcuno mi dica che cosa significa “hoole”, pliiis
Naturalmente, resta il mistero di che cosa fossero queste Loseyn: gli Inglesi, dovendo rimediare, ci si son messi d’impegno e hanno trovato una spiegazione che intreccia i suoi destini con quelli della nostra lasagna, facendo luce su una questione un po’ controversa, sull’etimologia del nome: ma di questo, parleremo la prossima volta…
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    ma dove le trovi tutte queste notizie? bello!!

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    ah ah! non credevano ai loro occhi e infatti… ma anche tanto tempo fa si facevano i viaggi enogastronomici! 😀

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