Raspberry and lemongrass trifle

di Perla D’Arsella

Visto che la passione la farà da padrona in questa sfida vi chiediamo una dichiarazione d’ammmore: perché proprio lui? Cosa vi attira del modo di cucinare dello chef prescelto? Vi sono affinità tra voi e lui/lei?
Questa era la richiesta contenuta nel lancio del tema del mese, non solo quindi la scelta di una ricetta ma anche una specie di indagine psicologica.

E io ho scelto Nigella Lawson. La Nigellona, come la chiamo io. La regina del dito inzuppato nella crema con voluttuosa sensualità, quella che mentre cucina mantiene boccoli perfetti e magliette aderenti sempre pulite, la campionessa della mossa di fianco per chiudere il frigo, la donna che da sola assorbe la produzione di tutte le mucche Jersey d’Inghilterra, quella che se torna a casa tardi la sera, si sfila i tacchi e gli orecchini, apre il frigo e in pochi minuti si prepara un caramel croissant pudding per cena.

Cosa mi attira di questa donna, oltre al conto in banca? Sicuramente la passione per il cibo inteso come occasione di piacere e non mero sostentamento, cosa che si percepisce guardando le sue trasmissioni ma ancora di più leggendo i suoi libri. E poi come si può non adorare una che non ha paura di adoperare burro e zucchero a chili in un’epoca in cui i cuochi si fanno vanto di cucinare con l’aria?

E io, che cosa ho in comune con lei? A parte la planetaria (che comunque lei ha in tutte le sfumature del rosa, mentre la mia è orgogliosamente rossa), fondamentalmente il fatto che camperei di dolci e, come Nigella scrive nell’introduzione di How to be a domestic goddess (la mia bibbia personale), l’atto del fare un dolce è una cosa che dà soddisfazione sia durante che dopo, quando il risultato rende orgoglioso l’autore e soddisfatte le persone per cui è stato cucinato (cucinare si cucina sempre per un pubblico, per noi ci si fa da mangiare).

E dal momento che i dolci non sono fisiologicamente necessari alla sopravvivenza, ma lo sono psicologicamente, chi meglio di lei?
E ora andiamo con la ricetta della nostra domestic goddess!

RASPBERRY AND LEMONGRASS TRIFLE

Ingredienti:

  • 600 ml di acqua
  • 400 g di zucchero
  • 50 g di lemongrass
  • 300 g di lamponi
  • 16 trifle sponges (dice Nigella che si possono sostituire con i savoiardi)
  • 3-4 (meglio 4) cucchiai di vodka
  • 600 ml di single cream
  • 500 ml di double cream
  • 8 tuorli

Procedimento

Fare uno sciroppo con l’acqua e 325 g di zucchero, portandolo a ebollizione in una pentola e facendolo bollire per 5 minuti. Togliere dal fuoco, aggiungere i gambi di lemongrass tagliati a metà nel senso della lunghezza e lasciate in infusione per mezz’ora.

Filtrare lo sciroppo, tenendo da parte la casseruola con il lemongrass. Mettere 150-200 ml di sciroppo in una padella con i lamponi. Portare ad ebollizione vivace e far addensare un po’, schiacciando la frutta per ottenere una consistenza simile alla marmellata. Lasciare raffreddare e poi bagnarci i savoiardi, disponendoli sul fondo della coppa. Aggiungere la vodka e circa 100 ml di sciroppo di lemongrass a seconda di quanto ne viene assorbito e tenere da parte il resto (io qui ho fatto diversamente: ho aggiunto direttamente la vodka e lo sciroppo alla mistura di lamponi e poi ho bagnato i savoiardi; ne ho fatti due strati perché la mia coppa è piuttosto alta).

Per la crema, versare 600 ml di single cream nella casseruola con il lemongrass che era stata tenuta da parte e scaldare fin quasi a ebollizione, togliere dal fuoco, lasciare in infusione per circa 15 minuti e poi filtrarla. Sbattere i tuorli e il resto dello zucchero e unirli alla single cream. Rimettere sul fuoco e, sempre mescolando, far cuocere fino a quando la crema si addenserà.

Versare la crema nella coppa. Montare la double cream fino a ottenere una consistenza soffice (Nigella dice “thick but not stiff”) e coprire lo strato di crema pasticcera. Utilizzare circa 250 ml dello sciroppo di zucchero rimanente per fare un caramello riscaldandolo in un pentolino fino ad avere un colore bruno-dorato. Versare lo sciroppo di zucchero caramellato sopra lo strato di panna per decorare.

Note

In Italia non abbiamo la panna singola (grassi intorno al 18%) e quella doppia (grassi intorno al 48%), ma la panna e stop per cui mi sono regolata così: partendo dalla panna fresca (grassi al 36%), per ottenere la single cream l’ho mescolata in pari quantità con latte intero, per cui nella crema sono andati 300 ml di panna e 300 ml di latte; per quanto riguarda la double cream ho trovato saltabeccando sul web che si poteva ottenere l’aumento della percentuale di grassi mescolandola col burro, ma in questo caso la panna non sarebbe montata, per cui l’ho lasciata tale e quale e spero che Nigella mi perdonerà se lo strato superiore del trifle è risultato “dietetico”…

Per il caramello mi sono comportata diversamente da quanto indicato da Nigella; dal momento che lo sciroppo di zucchero aromatizzato al lemongrass era molto liquido, ho deciso che fare un caramello a partire da quello mi avrebbe preso troppo tempo e magari non mi sarebbe neanche venuto, per cui ho fatto il caramello che resta morbido dell’Araba utilizzando lo sciroppo al posto dell’acqua. Il risultato è stato un meraviglioso caramello piuttosto scuro nel quale si sente comunque il retrogusto del lemongrass.

Per quanto riguarda la tempistica, ho preparato i primi due strati la sera, ho messo in frigo la coppa per tutta la notte e la mattina dopo ho montato la panna, preparato il caramello e ultimato il trifle, che ho comunque tenuto in frigo fino al momento di servirlo, dato che la crema resta comunque morbida.
Il risultato finale è stato un dolce che definirei elegante ma anche decadente e molto sensuale; la presentazione nella coppa si presta magnificamente a cene nelle quali si vuole un dolce che faccia una certa scena, io però continuo a immaginarmelo mentre viene consumato da due amanti in un letto sfatto, magari con un cucchiaino solo…

Raspberry and lemongrass trifle finale

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Latest comments
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    Continuo ad insistere: scrivici un libro, un saggio, riapri il blog…a me piace da morire leggerti!!!!
    questo trifle credo sia il primo che io abbia visto nella mia vita e mi è rimasto sempre nel cuore, devo solo andare ad ordinarmi il lemongrass!!!!

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      Prendilo e provalo subito, Fede! E se non lo trovi, sappi che la Nigella lo ha usato come sostituto della melissa o della verbena,
      Per il blog, per ora mi accontento del tema del mese, averne uno mi prenderebbe troppo tempo e poi son perfezionista, pubblicherei ogni tre mesi.

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        Beh quotomla mia BerTuzzi del cuore….dico anche una volta al mese, un solompost…. perla ritornaaaaaaa

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    Anche per me è sempre un grande piacere leggeri perla! Splendido,voluttuoso trifle!

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      Grazie! Il trifle merita davvero.

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    Se avessi potuto scegliere, come te mi sarei buttata sul morbido di Nigella.
    E’ la donna più sfrontata dell’universo conosciuto: altro che Lady Gaga, Madonna & co!
    Osservarla lavorare ha un che di ipnotico che smuove dentro e che mi fa pensare che se fossi un uomo, farei pensieri devianti (ma anche da donna levati). In più, davvero, in un’epoca in cui tutti bandiscono zucchero, grassi e glutine, lei da’ vita a ricette maledette, esagerate, diabolicamente intriganti, e se le mangia davanti agli occhi di tutti!
    Che adesso sia una silfide, non mi toglie dalla testa che abbia comunque capito tutto della vita e del cibo. Lei è la Dea e noi dei tristi mortali!
    Post fantastico. GRazie Perla!

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      Patty, grande disamina della Nigellona la tua! E grazie a te per i complimenti 🙂

  • SaparundaSaparunda

    Deciditi a aprire o riaprire un blog, maronnasantiddio! (Giulia prestamelo ancora…anche qui ci sta tutto per convincere la perla!)
    Io adoro Nigella da quando mi sono affacciata in questo mondo e ancor di più da quando ho iniziato a studiare nutrizione. Insomma basta vedere lei e confrontarla con quell’australopiteco smagrito e vegano di Gillian McKeith.

    Per la scena finale concordo…altro che a fine pasto… a meno che il fine pasto non si verifichi dopo… :))))
    Immensa Perla!

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      Maronnasantiddio, sono andata a vedere chi è questa Gillian ed era meglio se rimanevo all’oscuro!
      Il trifle ha un animo lussurioso, provalo e mi darai ragione…

    • GiuliaGiulia

      Cedo i maronnasantiddio a tutte, quando sono a fin di bene!

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    Ecco anche io adoro nigella e il suo conto in banca, venedo al trifle mi hai fatto iniziare il tema del mese alla grandissima e ora lo so che sAra un deliro a cercare la coppa bella tanto qua to la tua, A recuperare il lemon grass, e Si…la faccio assolutamente! Provero a farmi la double cream da montare utiliZzando Del kascarpone e ti faro sapere! Sai perche amO la niGellona?? Perche in cucina sa peccare senza sensi di colpa….ah che idolo! E si…riapri il blog anche solo, ripeto, una colta al Mese…grazie

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      Grazie Flavia! La coppa l’ho comprata per l’occasione (in realtà aspettavo solo il pretesto…), è il modello Camargue della IVV, credo che tu la possa trovare anche da te e comunque vendono anche online… (disse il diavolo tentatore).

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    Andando contro corrente a me lei proprio non piace e non posso farci nulla ma il tuo post invece si !! Che poi piaccia lei o meno bisogna ammettere che la signora È perFetta nel ruolo che copre, chapeau. Il triffle peccaminoso come tutti, ma se devi peccare almeno fallo fino in fondo !
    Un abbraccio,
    Marina

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      Grazie, felice che ti sia piaciuto!

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    Lo sapevo che questo tema mi avrebbe rovinato. Amo i dolci al cucchiaio e questi sono una drogra! Grazie!

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      beh aspetto il tuo trifle al varco eh…siete voi a tentarci…vepossinoooooooooo

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      Prego! Quando è per una buona causa io son sempre disponibile…

  • GiuliaGiulia

    Prevedo lunghissimi 15 giorni di sofferenze, con questi trifle (che io chiamerò le coppe del peccato)
    Mi piace assai l’idea di mangiarlo a letto.. solo che con tutte le calorie ingurgitate, poi bisognerebbe fare attività fisica! Ovviamente mi riferisco ad una bella passeggiata 😀

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      E certo, la passeggiata…

  • AlessandraAlessandra

    sorvolo sulla passione per nigella, anche se la preferivo prima della dieta, del botulino e della fase salutista. Ma credo che la tua descrizione si riferisca al personaggio che amiamo tutti e che ci ha conquistati per i motivi che tu spieghi cosi bene e che prendono forma in questo tripudio di volutta’ che chiamare trifle e’ riduttivo. Su una roba del genere posso morire- dopo averne mangiato fino allo sfinimento, intendo. E comunque, mi associo alla supplica: quand’e che ritorni al blog, fanciulla mia? guarda che sto cedendo pure io…

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      Nel senso che ricominci? ma vieniiiiiii…
      La Nigellona è un mito e stop, la svolta salutista io non la considero..
      Grazie Alessandra!

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