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MTC n. 60 – Tema del mese: Negroni and Italian Job

by Redazione

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Debora Ganci – Chez Den.ci

ATTENZIONE se siete in ufficio, o a scuola, o in fila dal medico NON cliccate su “play”,  anche se Money dei Pink Floyd merita sempre un ascolto!

Agli inizi del Novecento, intorno al 1919, in una Firenze vivace e cosmopolita e ricca di caffè letterari, un uomo illuminato, vitale, poliglotta dall’animo estroso e pure conte, varcò la soglia del caffè meno letterario di tutti, il Caffè Casoni, che all’epoca non era ciò che noi pensiamo oggi, ma più un emporio dove venivano servite bevande e si vendevano profumi e tabacchi.

Quell’uomo era il conte Camillo Negroni, appena tornato da un lungo periodo passato negli Stati Uniti; egli entrò nel suo caffè preferito determinato a ordinare non il “solito” drink, ma uno nuovo, che avesse le caratteristiche di chi lo beveva, e quindi una cosiddetta marcia in più; chiese all’allora garzone (e che oggi chiameremo barman) di preparagli un cocktail distintivo.

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Il “solito” era all’epoca il Milano-Torino (Milano da cui proveniva il Campari e Torino da cui il Vermouth, meglio conosciuto poi come Americano (dedicato al pugile Primo Carrera, molto attivo negli USA e soprannominato quindi L’Americano). Il Conte chiese di sostituire la soda con una spruzzata di gin e di aggiungere mezza fetta di arancia, per distinguere il suo aperitivo da quello degli altri avventori.

Nacque così il Negroni, giustamente dedicato al conte, che ebbe l’intuizione di creare la miscela perfetta: 1/3 di Vermouth rosso, 1/3 di Gordon Gin (in onore dell’amico Gordon Cummings) e 1/3 di bitter Campari.

Questa particolare alchimia costituita da un personaggio mondano e creativo, una città alla ribalta e crocevia di incontri e un garzone illuminato diede origine ad una miscela magica, profumatissima dove il gusto amaro del bitter si fonde alla perfezione con l’aromaticità pungente del gin.

La composizione tripartitica del cocktail ne fa una formula semplicemente perfetta. Molto più che un semplice aperitivo, il Negroni è una pagina di costume.

Chi ha visto il film si chiederà cosa c’entri il Negroni con The Italian Job, e in effetti nella pellicola non si consumano (o non si vedono consumare) aperitivi.

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Il collegamento nasce da più riferimenti. Intanto il titolo, poi l’ambientazione: il colpo viene messo a segno a Venezia, una delle città italiane più affascianti e conosciute al mondo. Come il Negroni ha un sapore pieno e un retrogusto amarognolo, così Venezia appare bellissima, romantica, ma anche melanconica e nostalgica. Il suo aspetto un po’ decadente, i suoi palazzi vecchio stile, e il suo essere sospesa nel tempo tra acqua e terraferma la rendono drammatica e a tratti anche triste.

In un ambientazione del genere risulta un po’ strano vedere le prime scene del film con inseguimenti folli tra i canali, motoscafi veloci incontrarsi e scontarsi con vongole dall’incidere, invece, lento e ritmico. Così come nelle Alpi (che poi sono in realtà le pendici della Marmolada) dove in un ambiente bianco e innevato si consuma il tradimento e l’uccisione di un compagno della rapina da parte del cattivo di turno.

Se è vero che bere e guidare, soprattutto macchine super veloci sia pericoloso, nulla ti proibisce invece di bere e guardare qualcun altro guidare delle splendide macchine spinte a tutta velocità in un tourbillon di colpi di scena.

Il film ti fa sognare l’Italia e i suoi splendidi panorami quindi va da se che, come ha sottolineato un critico cinematografico, il giusto accompagnamento alla visone sia un cocktail italianissimo come il Negroni.

Il cocktail è forte e delicato al tempo stesso, così come vedere la bellissima Charlize Theron, cercare di scassinare una cassaforte. Ed è elegante, asciutto, e fa della propria semplicità un vanto. Ideale come aperitivo, ma perfetto anche per accompagnare piatti piccanti e carni.

Va servito in un tumbler basso e largo, ghiacciato e scolato dall’acqua dello scongelamento. Deve essere accompagnato da molto ghiaccio perché pochi cubetti allungherebbero l’aperitivo, mentre un bicchiere pieno di ghiaccio permette alla bevanda di mantenersi più fredda

Dalla ricetta di base sono nate diverse personalizzazioni come il Negroni sbagliato, il Cardinale, il Negroski, il Negroni del Babbo e quello della Mamma.

NEGRONI

Ingredienti e preparazione per una persona

  • 1/3 di Vermouth rosso (3cl)
  • 1/3 di Gin (3cl)
  • 1/3 di bitter Campari (3cl)
  • Fetta di arancia
  • ¾ (bicchiere) di ghiaccio

Il Negroni si prepara direttamente nel bicchiere.

Versate il ghiaccio nel tumbler (precedentemente raffreddato) versate tutti gli ingredienti e mescolate in modo energico.

Completate con una fetta di arancia e servite.

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Fonti:

www.genova.mentelocale.it

www.barmanitalia.it

www.ilgiornale.it (La leggenda del Conte Negroni)

www.mixstory.it

www.lacucinaitaliana.it

www.cinemasips.com

 

13 comments

sabrina fattorini 28 Ottobre 2016 - 9:42

Fantastico, mi sarei aspettata tutt’altro abbinamento di film e invece il tuo funziona benissimo. L’alcool si presta sempre a numerose interpretazioni, il negroni poi è tra i miei preferiti!

debora 3 Novembre 2016 - 9:20

L’abbinamento film / cocktail è stato fatto dalla regia ma curiosa di sapere a quale lo avresti abbinato tu 🙂 Grazie mille

Roberta Cornali 21 Ottobre 2016 - 18:48

Io mi metterei due gocce di Negroni dietro i lobi delle orecchie ogni mattina dopo la doccia. Amo alla follia il suo profumo ed ho un indelebile ricordo della prima volta che lo assaggiai. Sono commossa! Non conosco The italian Job, ma se consigliano di guardarlo sorseggiando un Negroni, mi sa che colmerò la lacuna. Brava Debora, bella la storia e interessante il collegamento con il film

Debora 22 Ottobre 2016 - 12:09

🙂 cara roberta, sull’odore del negroni non ti do torto ma sull’usarlo come profumo lo eviterei… non vorremo mica che le persone, annusandoci si ubriacassero lasciandoci il dubbio, PERò, CHE NON FOSSE MERITO DEL NOSTRO FASCINO…
Meglio due gocce di chanel nr. 5 come la tua marilyn no??!! 🙂

alessandra 21 Ottobre 2016 - 1:24

qui da noi vige il monoteismo piu’ stretto. negroni, solo e unico.
e’ una gara quasi quotidiana a prepararlo sempre meglio, con punte di parossismo degne di manuali di psichiatria. non ne conoscevo la storia, che mi sono goduta con lo stesso sublime piacere con cui chiudiamo le giornate (e iniziamo le serate) quando c’e’ un negroni nel bicchiere. E mi accorgo da questo post quanto tu ci sia mancata.
bentornata!

Debora 21 Ottobre 2016 - 8:52

Dato che il bentornata è tutto mio, me lo tengo stretto. Grazie mille alessandra, sei sempre gentile come ricordavo 🙂

Debora 19 Ottobre 2016 - 15:31

Giorgia, Mapi… grazie a voi 🙂

Mapi 18 Ottobre 2016 - 13:46

Personalmente preferisco mojito e margarita, ma anche il Negroni ha il suo perché; specialmente dopo aver letto il tuo post!
Grazie Debora

Giorgia 17 Ottobre 2016 - 11:45

Sono una fan del Negroni sbagliato. adesso conosco anche la storia di questo cocktail, grazie 🙂

Ilaria 17 Ottobre 2016 - 8:22

La storia del Conte Negroni mi ha appassionata e voglio assolutamente approfondirla. Deve essere stato un grande personaggio. Ho visto il film al cinema tempo fa e non mi è dispiaciuto, bella la colonna sonora e un buon cast di attori. Interessante il match che fai tra il film e il cocktail. brava

Debora 17 Ottobre 2016 - 8:30

🙂 grazie a te ilaria, per la pazienza che hai avuto con me

Flavia galasso 16 Ottobre 2016 - 9:26

Bello il collegamento tra il negroni e il film….

Debora 17 Ottobre 2016 - 8:31

🙂

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