MTC N. 49 – IL PANINO CATANESE (O PANINO FITUSU)

di Marina Malgioglio – Nel forno di Marina

Il Tema del mese di giugno ci porta in giro per il mondo per conoscere le abitudini e le tradizioni di molti paesi in fatto di “panino veloce”. Io Vi porterò in giro per la mia Catania.
Noi siciliani si sa siamo legati alle tradizioni, che siano ufficialmente riconosciute o che siano legate al folklore, al nostro intimo modo d’essere. Nella mia città, meravigliosa e colorata, ci sono dei riti che allineano e rendono socialmente sullo stesso piano ogni cittadino che si rispetti.
C’è un momento per tutti i catanesi legato all’iniziazione al panino “fitusu”. Quel panino cioè che ognuno farcisce come vuole e più che può.
In principio fu la “zia Rosa”, donnone dalla voce intensa e con trascorsi vivaci, che per prima in città allestì un camioncino adibendolo alla vendita di panini variamente farciti. Adesso la città è piena di questi camion più o meno grandi disseminati nei punti più disparati  e la fila è sempre tanta: organizzati i più con tavolini e sedie in plastica e orrende luci a neon.
Pochi giorni or sono l’iniziazione l’ha vissuta mio nipote e la sua faccia era l’emblema di quello che capita accostandosi per la prima volta al camion dei panini….sguardo perplesso…confuso dall’odore fortissimo di olio strafritto e perso in mezzo alla folla. 
Il soggetto si ritrova davanti al banco con tutte le farciture che la mente perversa del “paninaro” riesce a creare e si trova a lottare per il proprio turno circondato da tanta gente che si muove sicura fra salse di tutti i tipi, dall’ovvio ketchup alla maionese, dalla salsa tonnata ad altre diavolerie che non è bene conoscere a fondo. E poi funghi trifolati o arrostiti, cipolline in agrodolce, insalata russa, insalata di polpo o gamberetti in salsa rosa, sottaceti, verdure condite in mille modi, caponata e parmigiana e questo solo accompagnare l’elemento scelto come principe del panino: può essere un mega wurstel o la porchetta dell’Etna passata alla piastra, prosciutto tagliato spesso e grigliato. Il tutto si conclude con una porzione gigante di patatine che copre il contenuto del panino e inondata dalla salsa che più aggrada.
In pratica il panino è talmente pieno che resta completamente aperto e il povero consumatore inesperto si chiede preso dal panico come diavolo farà a mangiare tutto sto popò di roba! E qui arriva in aiuto l’accompagnatore che con aria saccente spiega i vari accoppiamenti e poi, una volta agguantato il panino fa vedere come si tiene: la mano destra afferra per bene il fondo del panino in modo da evitare la fuoriuscita del contenuto a mo di siluro!! E la sinistra ferma a metà il resto del panino. Ma sempre in primis si deve leggermente svuotare e quindi si mangiano prima le patatine, poi un po’ delle “farciture” che si son messe e quindi finalmente si addenta!!!
P.S.: va da se che il panino verrà digerito in più riprese e dopo svariati giorni! 
Passando ai dettagli tecnici e parlando un po’ più seriamente il panino del camioncino si presenta di forma allungata e di una consistenza abbastanza morbida (in effetti è simile al classico morbidone catanese  un po’ meno “gonfio”). 
Qui di seguito vi do la ricetta del panino che ho sperimentato per voi, farcito con wurstel grigliato, cipolla in agrodolce, insalata russa, pomodoro e lattuga il tutto accompagnato dalle immancabili patatine fritte. 

Ingredienti per 6 panini 

  • 250 g di farina Manitoba
  • 25 g di burro
  • 150 g di latte
  • 13 g di lievito di birra
  • 4 g di sale
  • 30 g di zucchero
Sciogliere il lievito nel latte tiepido. In una ciotola capiente mettere la farina setacciata, aggiungere il burro morbido, lo zucchero e pian piano il latte con il lievito iniziando ad impastare per circa 5 minuti. aggiungere il sale e continuare ad impastare fino ad ottenere un composto liscio e compatto.
Mettere a lievitare coprendo con un panno per almeno 2 ore. Riprendere l’impasto e formare i panini e poggiarli già sulla teglia di cottura. Coprire nuovamente e far lievitare per circa 1 ora. Accendere nel frattempo il forno a 220° e mettere in forno per 8 minuti circa, comunque finchè i panini saranno dorati.
Io ho usato un forno a gas e i miei tempi sono stati di poco più lunghi, circa 12 minuti.

Al momento di consumare il panino bisogna grigliarlo leggermente, così come il wurstel. 
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    Hahahaha post esilarante :-))

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    😀

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    Mio Dio. A leggere mi rivedo intenta a mangiare un panino ad Ercolano del famoso (per tutti meno che per me) Gigino. Farcitura in ogni dove e anche se avevo preso una cosa leggerina (ci ho messo l'insalata dato che erano anche le 3 del mattino) me la sono digerita dopo due giorni 🙂 Intanto però bello conoscere altre storie e luoghi cult. Peccato non essere degli appetiti di oggi quando sono stata a Catania. Ma mi rifarò 😉

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      Ti aspettiamo per un tour gastronomico…..consigliato abbigliamento comodo!!!

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