MTC n. 36: LA PASTICCERIA AUSTROUNGARICA- I BUTCHELN

Testo e foto di Annarita Rossi- Il Bosco di Alici

I buchteln sono stati una scoperta per me, non li avevo mai
sentiti prima. Mi sono piaciuti molto sia con la salsa che inzuppati nel
latte. Come tutti i lievitati sono una gran soddisfazione quando li
vedi gonfiare sotto ai tuoi occhi. Il profumo è inebriante, sembrava di
essere ancora a Natale. Le spiegazioni della Kompatscher sono efficaci
ma sembrava di leggere una ricetta di mia madre, approssimativa, con
dosi a volte a occhie e passaggi dati per scontati, da chi questi
dolcetti li ha fatti per una vita. La marmellata ideale forse è quella
di albicocche perchè rimane più dolce,essendo la base non molto
zuccherata. io ho usato quella di ciliegie e, anche se buona, è un pò
asprina. La salsa di accompagnamento è fondamentale perchè l’impasto
rimane un pò asciutto, che sia quella di vaniglia o altro non importa ma
ci vuole. Ho tentato di fare tutte le palline uguali utilizzando un
coppapasta da 8 cm ma sarà stata la lievitazione, la posizione nella
teglia, non lo so ma non erano proprio perfette come speravo. E’ la
merenda ideale per i bambini e per un tè con le amiche. Ora l’ho
scoperta e la rifarò. 
 
BUTCHELN
Annelise Kompatscher
500 g di farina
28 g di lievito naturale
sale

un bicchiere di latte tiepido
70 g di burro
70 g di zucchero
scorza grattugiata di mezzo limone
2 uova
100 g di burro
marmellata per il ripieno

Mescolare con un dito farina, sale,
lievito e latte, fare un impasto grossolano, lo spolverarlo con un cucchiaio
di zucchero e lasciarlo  riposare per un po’, in una
terrina molto capiente

Dopodichè, mescolare il  burro fuso, lo  zucchero, la  scorza di limone e le uova e
versare  tutto sulla farina col latte e il lievito ; sbattere bene con una frusta,
fino a quando l’impasto si stacca dalle pareti. Coprire e lasciar
lievitare per 2 ore, fino al raddoppio.
Sgonfiare l’impasto sulla spianatoia e stenderlo  ad uno spessore di 2
cm; ritagliare poi dei quadrati, disporre al centro un cucchiaino di marmellata, ripiegarli ai bordi, intingerli
nel burro fuso (*) e sistemarli infine in una teglia imburrata,
abbastanza vicini l’uno all’altro, con la parte liscia all’insù. 
coprire con un telo e far nuovamente lievitare,  fino al raddoppio. Spennellare nuovamente col  burro (*)
e poi in forno a 200 gradi per 3/4, spennellando ancora di burro a metà
cottura
 
* 70 g di burro vanno divisi: 50g nell’impasto e 20g per le spennellate

per la crema alla vaniglia
lavorare bene con una frusta tre tuorli d’uovo con 50 g di
zucchero, senza però montarli. Fate bollire intanto un quarto di latte
con un baccello di vaniglia, al quale sarà stato raschiato via il
contenuto. Aggiungere il latte lentamente alla massa d’uovo, mescolando
molto accuratamente, poi versare la crema in una pentola, metterla sul
fuoco e farla addensare (non deve mai bollire), senza mai smettere di
mescolare. Quando si fermerà sul cucchiaio di legno, spegnere il fuoco e
filtrarla.

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    PS. Nel mio forno ventilato 180° C sono stati più che sufficienti.

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      Grazie Loredana, no non lieviterai molto perchè non sono dolcissimi, dai puoi farli e mangiarli.

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    Quando ho letto "…ma sarà stata la lievitazione, la posizione nella teglia, non lo so ma non erano proprio perfette come speravo." sono tornata indietro a vedere la prima foto. A me sembrano tutte perfettamente uguali. Sarò anche miope però da vicino ci vedo benissimo! :))
    Comunque i buchteln sono stati una scoperta anche per me, oggi! Ricorda un Danubio ma dolce, e questo mi intrippa assai. Ultimamente sto in fissa per i dolci (ed è strano perché ho sempre tifato per il salato…boh, sarà la lontananza di mio marito… 😛 ), anche se anche io avrei messo una marmellata di ciliegie al posto di una più dolce. E la crema di vaniglia rende tutto perfettamente perfetto, bilancia la marmellata di ciliegie. In fissa per i dolci si, ma non dolcissimi! 🙂

    P.S. La prossima volta che lo fai, mi autoinvito per un tè! 🙂

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      Arianna lo sai che puoi venire quando vuoi, anzi è troppo tempo che non ci vediamo. Ti assicuro che non erano perfette…..ma sarà mica che questa voglia di dolce nasconda qualcos'altro di dolce?

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      No no…non nasconde niente di altrettanto dolce! :))
      Ci organizziamo in questi giorni…che sono senza macchina, mio marito si è portato via le chiavi per sbaglio (spero per sbaglio!!!). -.-'

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    dov'è che non sono perfette???? Naaaa donne siete inarrivabili davvero! Comunque chiarimento… cos'è il lievito naturale? Pasta madre? Lievito di birra? Che inTendi tu????
    Dai che voglio cominciare a impastarli…

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      Anch'io ho fatto la stessa domanda ma è lievito di birra e confesso che un panetto è 25 g e io ho usato quello, quei 3 grammi in più non sono serviti. Buon impastamento.

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      La salsina è la morte sua, io il giorno successivo li ho riscaldati un pochino e versato la crema fredda (perchè mi piace di più altrimenti ha troppo il sapore dell'uovo) e erano da leccarsi i baffi. Un bacione

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    guarda che sono perfettissimi li adoro li faccio spesso ed è stata la mia prima ricetta nel mondo dei blogger ihihihihihi troppo buoni e rifatti da poco
    oltre ad essere una merenda ideale per bambini qui a casa ….beh ho i grandicelli che "rubano " tutte le brioche
    bellissimi

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      In effetti le monoporzioni già pronte sta staccare sono carine e invogliano il ratto della brioche. Grazie, un bacione.

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    non conoscevo questo dolce, mi ricorda un pochino il danubio….sembra ottimo, ben eseguito e sono assolutamente perfetti!

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    Che bella ricetta!!!Li avevo già adocchiati da un bel po', ma lo sai quando trovi tantissime versioni e non sai quale fare?!Ora finalmente ho la ricetta giusta per poterli provare!!un bacione

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    Ecco spiegato il mio amore per questo dolce:
    Come tutti i lievitati sono una gran soddisfazione quando li vedi gonfiare sotto ai tuoi occhi.
    🙂

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    a me sembra che ti sia venuto molto bene, non vedo imperfezioni comunque

    adoro il butcheln, per il quale è accreditata anche la versione wutcheln.
    io l'ho scoperto in alto-adige, nelle malghe. è buonissimo.
    lo sapevi che è il "babbo" del danubio napoletano?
    ho la storia sul mio blog, è molto bellina: il nome in particolare; butcheln era un nome troppo complicato per la napoli di allora, avevano paura di non vendere il prodotto perché la gente non lo avrebbe saputo pronunciare, quindi lo modificarono in danubio.

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