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MTC n. 33- Colazione da me! I Maritozzi con la panna

by MTChallenge

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di Cristiana De Paola- Beuf à la mode
Cosa si mangia a colazione a Roma? I maritozzi con la panna!
Pare vero! Sono ben pochi quelli che
possono concedersi questo lusso mattutino: saranno i soliti problemi di
linea, sarà che al bar ci si va sempre meno e solo per un caffè ma il
maritozzo, qui a Roma, è diventato una rarità. Che poi, a dirla tutta,
ho scoperto un mondo attorno al maritozzo perché quello che siamo
abituati a vedere (ormai sempre meno) ben farcito di panna in realtà non
è l’originale, ma una rivisitazione dell’autentico. E visto che son
foodblogger (!) ho dovuto approfondire.
Il vero maritozzo (da “marituccio” o
“maritino”) è un lievitato che la tradizione vuole venisse consumato nel
periodo di Quaresima. Impasto a base di pasta di pane arricchito con
uvetta e scorzetta d’arancia senza uova, burro né latte: prodotti di
origine animale che non potevano essere consumati nei giorni di magro.
E perché maritozzo? Pare venissero
donati dai futuri mariti alle future consorti il primo venerdì di marzo
(sostituito dall’odierno San Valentino), a volte utilizzati come
contenitori per un pegno d’amore.
Scoperte queste informazioni ho pensato:
e ora che cucino?? Una letta all’Ada Boni, una al Talismano, altre in
giro per il web e la conclusione è proporre una versione di quelli
ritenuti originali ed una versione di quelli che si trovano nei nostri
bar.

maritozzi

Maritozzi di quaresima di Ada Boni

Mettete
in una tazza da caffè e latte 25 g di lievito di birra, sminuzzatelo,
scioglietelo con un pochino d’acqua appena tiepida, unite due
cucchiaiate di farina, e aggiungendo un altro po’ di acqua fate una
pasta morbida che lavorerete soltanto un istante con un cucchiaino,
coprirete e porrete in un luogo tiepido. Dopo circa un quarto d’ora
questo lievito avrà raddoppiato il suo volume. Mettete allora sulla
tavola di cucina cinque cucchiaiate ben colme di farina – fra quella del
lievito e questa debbono essere in tutto 200 g – fate la fontana e nel
mezzo ponete due cucchiaiate d’olio, il lievito della tazza, un pizzico
di sale e una o due cucchiaiate di acqua tiepida, quanta ne occorre per
avere una pasta assai leggera. Lavorate energicamente questa pasta sul
tavolo, sbattendola con le mani, e quando questa si staccherà facilmente
dalle dita e dalla tavola uniteci due cucchiaiate di zucchero. Lavorate
ancora un po’ la pasta, rotolatela nella farina, fatene una palla
morbida e deponetela in una terrinetta infarinata. Coprire e mettete in
un luogo tiepido. Dopo un’ora quando la pasta avrà cominciato a
gonfiarsi, rovesciatela sulla tavola infarinata e incorporateci una
cucchiaiata di pinoli mondati, tre o quattro cucchiaiate di uvetta
sultanina e una cucchiaiata di scorzetta d’arancio candita tagliata a
listarelline. Lavorate un pochino con le mani per distribuire questo
condimento; poi foggiate con la pasta un grosso cilindro dal quale
ritaglierete dei pezzi dalla grandezza e dalla forma di un uovo. Mettete
questi pezzi in una teglia leggermente imburrata, a molta distanza uno
dall’altro e poi con le dita spianateli in modo da avere dei piccoli
panini bassi e oblunghi. Rimettete la teglia al tiepido e lasciate che i
maritozzi lievitino ancora per un paio d’ore, fino a quando cioè
saranno ben rigonfi. Riscaldate intanto il forno e badate che sia
bruciante. Quando i maritozzi saranno lievitati – non ci vorranno meno
di due ore – metteteli nel forno ben caldo. I maritozzi debbono cuocere
in sei o sette minuti al massimo e riuscire di un colore scuro. Una più
lunga permanenza nel forno produrrebbe la crosta togliendo ai maritozzi
la loro morbidezza caratteristica. Appena cotti estraeteli dal forno e
passate sopra ognuno, servendovi dello speciale pennello, uno sciroppo
denso fatto con una cucchiaiata di zucchero e pochissima acqua,
rimettendoli un istante nel forno tiepido per fare asciugare lo
zucchero. Con questa dose otterrete circa 12 maritozzi.”
P.S Ne sono venuti una decina e non ho fatto in tempo a glassarli che erano già finiti!
maritozzi
Per quanto riguarda la versione moderna ho scelto quella di Adriano di Profumo di lievito 
a cui ho chiesto il permesso di pubblicare la ricetta. E’ quella che,
almeno a parer mio, si avvicina di più a quelli che si trovano nei bar
romani.
450 g di farina Manitoba
50 g di farina di riso
200 ml di acqua
90 g di zucchero
1 cucchiaio di miele (possibilmente d’arancio)
1 uovo + 1 tuorlo
8 g di lievito fresco
8 g di sale 1 cucchiaino di malto ( o miele)
60 g di burro
40 g di olio di mais ( o arachide o riso)
zeste di un’arancia grattugiata
albume e sciroppo di zucchero per pennellare.
“Portare
l’acqua quasi a bollore con metà scorza d’arancia. L’altra metà farla
scaldare nell’olio. Sciogliere il lievito con il cucchiaino di malto (ho
usato il miele) nell’acqua tiepida (che bisognerà riportare a 200 ml)
in planetaria, aggiungere 200 g di farina e lasciare riposare a
temperatura ambiente per circa un’ora. Miscelare la farina restante con
quella di riso. Trascorso il tempo aggiungere le farine alternandole
allo zucchero con gancio a vel. 1. Aggiungere l’uovo e terminare con le
farina rimasta e lo zucchero. Fare andare, poi aggiungere il tuorlo, il
cucchiaio di miele e il sale. Aumentare la velocità ad 1,5. Aggiungere
il burro morbido in due tempi, unire l’olio a filo, fermandosi ogni
tanto per evitare che l’impasto si smolli. Coprire e far lievitare per
circa due ore. Riprendere l’impasto, eseguire le pieghe di tipo due,
ottenere una pala e coprire. Ho fatto lievitare l’impasto in frigorifero
per tutta la notte. Tolto l’impasto dal frigo, porzionare in panetti da
80 g e avvolgere stretto. Dopo 15 minuti rovesciare le sfere, ottenere
dei filoncini, coprire con la pellicola e lasciar lievitare per circa 1
ora. Pennellare con albume e infornare a 180 °C per circa 12 minuti.
Appena fuori dal forno lucidare con lo sciroppo di zucchero ottenuto
portando a bollore 135 g di zucchero in 100 ml di acqua e fatto
raffreddare.”
Farcire con panna montata che va
spatolata…non messa con la sac a poche che noi romani siam rozzi e i
fronzoli non ci piacciono!!

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