MTC n. 33: Gli English Muffins

 
 
 
 
di Alessandra Gennaro- Starbooks
Do you know the Muffin Man
Who lives in Drury Lane?
 
L’originale
è un po’ più lungo, anche perchè si tratta di una filastrocca per
bambini e lì il “repetita” è d’obbligo: qui vige la sintesi e tanto vi
basti, per introdurre uno dei più antichi complementi essenziali
dell’English tea, che nulla ha a che vedere con gli scones o con gli
omonimi cugini statunitensi. 
Gli
English Muffins, infatti, altro non sono che deliziose focaccine di
pasta lievitata, in origine destinate alla servitù perchè preparate con
gli avanzi della pasta del pane e cotti rapidamente su una griglia. Alla
fine del XIX secolo, passarono anche ai piani alti, senza però mai
perdere la loro connotazione popolare: venivano prodotti in grandi
forni, sparsi lungo l’intero territorio britannico, ed erano anche
venduti porta a porta, dai Muffins men di cui sopra, il più famoso dei
quali è quello immortalato con un semplice accenno da Jane Austen in
Persuasion, nella descrizione delle strade di Bath
Strano
ma vero, l’aggettivo “English” venne aggiunto solo quando questi
muffins migrarono negli USA, agli inizi del secolo scorso, inaugurando
una nuova fase della loro fortuna: mentre in patria la loro fama
scemava, in favore dei crumpets (da cui si differenziano per molti
aspetti, il principale dei quali è l’impasto a lievitazione lenta),
negli Stati Uniti furoreggiavano, diventando la base di alcuni piatti
simbolo dell’American Breakfast come le Eggs Benedict. 
Non
a caso, si trovano più facilmente al di là dell’Oceano che al di qua-
anche se, al di là, son venduti in terrificanti confezioni famiglia, in
stile pancarrè. Più che un peccato, è un abominio, perchè quelli fatti
in casa sono davvero un’altra cosa, come può testimoniare la
sottoscritta e il di lei parentado, colpevole di essersi sbafato
un’infornata intera di English muffins fra merenda e cena. D’altronde,
avrei forse scelto a colpo sicuro questa ricetta, difendendone il
possesso con le unghie e con i denti, se non avessi previsto come
sarebbe andata a finire?
 
di
seguito, trovate la ricetta di Lorraine Pascale: se decidete di fare un
English Muffin, è meglio seguire la ricetta proposta da Roberta.
Questa, comunque, può essere un’alternativa, se finirete nel tunnel
della dipendenza ;.)
 
 
Old Fashioned English Muffins 
 da Home Cooking Made Easy- Lorraine Pascale
 

PicMonkey Collage1

 

 
per 8- 10 muffins
575 g di farina bianca 0
1 cucchiaino di sale
7 g di lievito secco
2  cucchiaini di zucchero di canna
150 ml di acqua tiepida
175- 225 ml di latte, a temperatura ambiente
olio per ungere
 
un tagliabiscotti rotondo, di 8, 5 cm di diametro
 
 
Versare
la farina, il sale*, il lievito e lo zucchero in una terrina, poi fare
un buco al centro e versarvi l’acqua e il latte. Con un cucchiaio di
legno, amalgamare bene gli ingredienti, poi metter via il coltello e
lavorare l’impasto con le mani, fino a dargli la forma di una palla.
Impastare a mano per 10 minuti, per 5 se usate un robot da cucina. 
 
Una
volta impastato, sistemare l’impasto in una terrina,coprire con un
foglio di pellicola trasparente leggermente oliato e lasciare in un
luogo caldo per 1 ora o fino al raddoppio. 
 
Preriscaldare il forno a 200 gradi. 
 
trasferire
l’impasto su un piano di lavoro e, col mattarello, spianarlo ad uno
spessore di 1,5- 2 cm. Con il taglia biscotti, tagliare 8-10 muffins:
sarà necessario reimpastare i resti della pasta, per raggiungere questo
numero. 
 
Scaldare
su un fornello, a fiamma media, un’ampia padella per friggere o una
teglia: quando la padella è calda, far cuocere 4 muffins per volta, a
fiamma bassa, per 4 minuti per lato. Se è possibile, sarebbe bene
terminare la cottura in padella: se invece dovessero scurire troppo e
non cuocere bene all’interno (lasciando crudi i bordi) potete proseguire
la cottura in forno, per 5-8 minuti. 
 
Una
volta cotti, toglieteli dalla padella o dalla teglia e tagliateli a
metà, per largo. A me piace passarli al tostapane oppure di nuovo in
forno, per ottenere la crosticina croccante sulla superficie. Si possono
cospargere con burro fuso e marmellata di lamponi. Assolutamente
deliziosi
 
 
 
 
1

Note mie 
 

1. per quanto riguarda gli
ingredienti, la farina indicata è quella forte, quindi la 0. Io ho usato
una 00, tagliata con una manitoba, 300 g della prima e 275 dell’altra.
sono panini, quindi regolatevi come fate abitualmente quando li
preparate.  

 
2. il lievito è quello di birra,
secco, venduto anche da noi in bustine da 7 g., che corrisponde a 25 gdi
lievito di birra fresco. Anche in questo caso, regolatevi come
d’abitudine. Le dosi indicate sono leggermente inferiori a quelle
standard (di solito, son 7 g di lievito secco o 25 di lievito fresco per
mezzo kg di farina, ma se si preferisce ridurre il lievito, basta
aumentare i tempi di lievitazione)
 
3. lo zucchero indicato è il light
brown sugar: va bene il nostro zucchero di canna, ma si possono anche
fare con un normale zucchero semolato
 
4. invece, per quanto riguarda i
liquidi, bene fa la Lorraine a non dare dosi precise: lo diciamo sempre,
no?, che tutto dipende dal grado di assorbimento della farina. Per cui,
partite dalle dosi minime indicate e se è il caso aggiungete fino alle
dosi massime. I muffins della foto hanno avuto bisogno di tutto il
liquido indicato, vale a dire 150 ml di acqua più 225 ml di latte. 
 

5.
Rispetto alle indicazioni della ricetta della Pascale, ho ridotto il
diametro del tagliabiscotti, per cui anzichè 10 ne sono venuti una
trentina: l’idea era di congelarli per la bisogna, ma non è stato
possibile neanche formulare il pensiero. 
6. Li ho cotti tutti in una padella di
acciaio, antiaderente, (la prossima volta provo con quella di ghisa) e
non ci sono stati problemi di sorta: la raccomandazione è di non farli
troppo spessi- tipo scones, per intenderci- perchè altrimenti non
cuociono al centro. 
 

7. Si mangiano anche così, ma sono più
buoni se passati al tostapane o sotto il grill del forno. Perfetti sia
col dolce, che col salato (v. Eggs Benedict, d’altronde)

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