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MTC n. 2: LA PASTA ALLA NORMA: I PREMI

by MTChallenge

MTC n. 2: gli Sfidanti

pasta alla norma

il pdf con tutte le ricette è accessibile qui
Ora, io mi domando e dico: ci dobbiamo far notare anche qui?

Intendo dire: per una volta che ci sforziamo di fare le cose secondo copione, che scegliamo un bel gioco, che facciamo un regolamento, studiamo il meccanismo e proclamiamo il vincitore, dobbiamo sentirci dire che di vincere l’emmetichallenge non ve ne importa niente e che e cose importanti sono i singoli premi?
No, dico: maniman ce la potevamo cavare con un post di tre righe, a parziale compensazione della fatica spesa nell’aggiudicare la vittoria, in puro stile “end de uinner is…” che fai ancora prima che a scrivere ” e il vincitore è…” e ti resta più tempo per fare i bagagli, stirare le ultime cose e finire i compiti di greco.
E invece no: i singoli premi, vogliamo….
Ve possino…..:-)p.s. il vincitore, post a sè, oggi pomeriggio, ok?

La Norma sotto il Vulcano di Flavia:
in posta privata, un banale errore di stampa le ha fatto dimenticare la “c” sulla tastiera, dando il via ad una serie di garbate et rafinatissime preoccupazioni sulla sorte della povera Norma, sdraiata sotto una gragnola di una non ben precisata pioggia di lava e lapilli, ma è bastato leggere la ricetta per capire che, di ridere, non era proprio il caso. Ha dato il via alla sfida del mese- e ha scoraggiato una buona metà dei potenziali partecipanti, tanto da restare fino all’ultimo in predicato per la vittoria. Creatività e compostezza, tecnica e brio si sono fusi in un piatto ben calibrato, pulito, ispirato. Pura poesia, insomma Premio: a noi , l’ermo colle ci fa un baffo

Le Norme di Ginestra:
ci dà prima delle “simpaticissime giovincelle”(“pazze scattiate”) e già questo ci piace. E poi, ci rifila non una ma due Norme, con un lato A “di tradizione” (pure con le cataneselle, una meraviglia) e un lato B per lei più sofferto e tribolato, ma per l’emmetichallenge ci sta. La vera chicca è la storia dell’origine di questo piatto, molto più completa di quella comunemente diffusa, che porta alla ribalta un’altra donna, avvezza ai palcoscenici della cucina, anzichè del teatro: fu infatti la pasta alle melanzane di Saridda d’Urzo, moglie dell’ospite di Nino Martoglio, a strappare a quest’ultimo il celeberrimo grido di piacere, da cui questo piatto prese il nome. La storia, purtroppo, spesso avara con noi donne, l’ha dimenticata: ci pensa Ginestra a restituirle il ruolo che le compete, con un racconto che stupisce per la puntualità della ricostruzione e che commuove. Da incorniciare.
Premio : cherchez la femme

La Norma sullo Stecco,
di Acquolina: in principio furono le cocotte, ora ci sono gli spiedini a completare una gran bella idea, estiva, divertente, giovane. Lei mette le mani avanti , ci prega di non rinchiuderla e si scusa per dover rinunciare, a priori, al piatto di tradizione, dato che Catanese non è; noi ne prendiamo compostamente atto- e poi corriamo a scaricare la
ricetta, che di stecche, nella Norma, se ne son sentite troppe, ma una Norma sullo stecco, questa mai!
Premio: meglio lo stecco che la stecca

La Norma sbrindellata di Diana:
diventa “sgarruppata”, da Napoli in giù, ma resta una delle creazioni più gustose di questa stagione. Una sorta di grandioso ossimoro culinario, che associa ad un nome con poche aspettative un piatto sorprendente nella tecnica, nel dosaggio degli ingredienti, nell’esito finale. La cosa che sorprende di più, però, è che ‘sta donna sia convinta di non saper cucinare. Lo dice sul serio e, a quanto pare, niente riuscirà a farle cambiare idea: almeno, noi due, finora, non ce l’abbiamo fatta. On line, però, abbiamo trovato un corso in autostima comprensivo di Master of Seduction, che ci sembra proprio adatto al caso suo. Buon peso, ci aggiungiamo anche un kit da saldatore, con tanto di alimentatore a getto continuo e filo da brasatura. Ci riusciremo, secondo voi?
Premio: dai diana, fagli il braso!

Il Bicchierino di Norma di Greta:
una new entry dell’emmetichallenge e una neofita della blogsfera, che non ha nulla, ma proprio nulla da invidiare a chi, qua sopra, ci bazzica da un po’. La prima vera destrutturazione della Norma è la sua, ed è bella decisa: tre creme- melanzane, pomodoro, ricotta salata, e uno spiedino di spada ed orecchiette, a completare un finger food divertente, originale, gustoso, estivo e che, se ancora non si fosse capito, a noi è piaciuto da matti.
Premio: promette bene la ragazza

La Torretta di riso fuori Norma di
Stefania: Madame “uffa – non -vinco -mai -niente” fa incetta di premi, questa volta: il primo è per la Migliore Norma Gluten Free (e il primo che le dice che correva da sola, nella categoria, non è più nostro amico), il secondo è per la genialata del titolo, (abbiamo riso per mezz’ora), l’ultimo è per quelli di Nero-Nero che, dopo un’estenuante (per noi) campagna elettorale, le hanno dato l’argento in una competizione di quelle dove si fa sul serio. Lei, neanche a dirlo,
voleva l’oro- e se ci fosse stato anche qualche carato di brillantini, non le sarebbe dispiaciuto….
Premio: “cosa vuoi che me ne freghi di tutti ‘sti premi cretini “

I Nidi alla Norma di Simonetta:
la sua Norma ha il piglio di chi fa sul serio e sa di cucine vere, dove genio, tecnica e inventiva si mettono in corsa contro il volare del tempo ed i gusti dei clienti: “le mie dosi son per 70 persone, io vi dò l’idea, poi andate ad occhio” sono parole che san di poesia, e che rimandano a cucine infernali – ma a piatti che profumano di paradiso…
Premio: Paradise Kitchen

La Norma Scemarella di Mario:
grazie ad una Virò particolarmente ispirata, cambia nome in corso d’opera (chiedo venia, a una cert’ora vengono da sole): la rinuncia alle pretese da “Norma nel cestino” nulla toglie alla sostanza di un’interpretazione di gran classe, con una riduzione dei grassi bilanciata da sapori più decisi di quelli tradizionali- il pomodoro secco, su tutti. Ovviamente, lui non ha nessun merito, come si intuisce dagli inequivocabili segni che evocano l’intervento ispirato della Signora Gambetta, ben visibili, questa volta, nella forma tondeggiante e dorata del cestino. Come se non bastasse, non pago di cotanta sorte, per questa sfida ha ingaggiato pure i vicini di casa, per altro umiliati da una degustazione in cestino quadrato: li riscattiamo noi di MT, dedicando loro il premio di questa tornata, nella speranza che il vostro dirimpettaio riesca a salvarsi in corner, quanto meno con una palma il vaso, come si conviene a tutti i martiri da pianerottolo di questo mondo

Premio: Rosa&Olindo

Il Matrimonio Perfetto della Roby:
tutti capaci, a fare del “fusion”, al giorno d’oggi: qui, siamo un passo avanti, con niente meno che il Romantic Fusion, con tanto di altare, invitati e location doc. E già in sè la cosa ci piace: e se poi questo passo avanti è guantato in un paio di ballerine inconfondibili e raccontato da una penna ancor più riconoscibile per il garbo, la classe e l’ironia che sono il biglietto da visita di questa donna, beh, allora non possiamo proprio resistere: non è che possiamo imbucarci anche noi, al ricevimento?
Premio: Travolti da un insolito destino….

La Norma trentina di Manu:
un’altra fusion, tutta Italiana, e un’altra new entry, che ci piace un sacco. Ci sono piaciute la sua storia, il suo orto, le melanzane prima tenute a distanza e poi amate, la scelta orgogliosa del grana trentino e – da genovesi quali siamo- l’uso delle trenette, e qualcosa ci dice che ci piacerà anche questa versione…
Premio: Dalle Dolomiti a Sant’Agata

La Norma fuori Norma di Acquaviva:
per un soffio, ha perso il premio di “titolo più bello” e per un soffio non ha vinto la sfida di questo mese: ma il riconoscimento per il post più bello non glielo toglie nessuno. D’altronde, non potrebbe essere altrimenti e chi, come noi, bazzica dalle sue parti lo sa. Aprire il blog di Acquaviva e perdersi nei suoi racconti, difatti, è tutt’uno, da tanto immediato e totale è il coinvolgimento nelle sue storie e nella sua scrittura. Lei sì, che ci apre finestre su mondi lontani e lei sì che ce li fa conoscere per davvero, senza stereotipi, frasi fatte, immagini da cartolina- e questo sia che parli del suo amato Oriente, sia che racconti cose di casa nostra, come ha fatto stavolta, in una rielaborazione della Norma che profuma di ricordi e di nostalgie. Chissà che la Carovana di Marco Polo non passi anche da Genova….
Premio: ma quanto ci piace questo post

Le Lasagne alla Norma di Giulia:
c’è un limite alle volte in cui si può dire che noi adoriamo questa donna? Ci auguriamo di no, perchè se mai ci fosse, lo avremmo abbondantemente superato. Ci aggiungiamo anche questa, per una sfida che per lei è stato l’equivalente di una maratona: in principio era un finger food da sballo poi è diventato una lasagna stra goduriosa e, nel
frattempo, in mezzo ci abbiam messo pure un pollo al forno, le triglie e i pomodori seccati al sole. Il tutto dopo una giornata di sfiancamento sulla spiaggia e restando fresca e bella come il sole. Non solo: alla sfida partecipa con una sola ricetta, ma l’altra ce la lascia volentieri per il pdf. Ci dite voi come facciamo, a non volerle bene?
Premio: la Rossa bionica

La Norma in Forma di Stefy:
lei è Stefy, ma loro sono in due e all’indirizzo del loro blog appare “l’ennesimo blog di cucina…”. Ragion per cui, vi lascio immaginare la nostra reazione, quando la Stefy ci ha chiesto se poteva partecipare alla sfida: ‘ste qui son come noi, ci siamo dette* e tanto è bastato per accoglierle a braccia aperte. Non ci siamo sbagliate, tutt’altro: e non solo perchè Stefania è sicilianissima, e quindi ha garantito un altro approccio doc alla sfida, ma anche e soprattutto per lo spirito con cui ha partecipato, sguainando la spada in difesa della ricotta salata, l’unico ingrediente a far la differenza e a rendere una “norma” una pasta alle melanzane altrimenti solo “normale”. La sua versione, quindi, la prevede, ma la combina in una rivisitazione con i fiocchi, che tocca il culmine con la pasta fatta a mano e la ricotta sciolta in crema.
Roba da urlo, insomma..
Premio: La Ricotta non si tocca

* qui sopra, è un complimento 🙂

Le Variazioni in Corso d’Opera di Chiara:
chiude il post con la Casta Diva della Callas- e già questo ci stende- non prima di averci ricordato che, all’epoca del gran trionfo della Norma, grosso modo la stessa del battesimo del piatto, la soprano che la interpretava era la grandissima Giuditta Pasta. Chiara è colta, arguta, intelligente e spiritosa- e la sua Norma è lo specchio di tutto questo, ad iniziare dal nome prescelto per concludere con una riproposta nuova, nella presentazione e nella tecnica: una soluzione trasversale, dal finger food al piatto unico, ma sempre e comunque originale e squisito.
Premio : Nomen Omen

I Cannoli di Spaghetti di Genny:
prima, pubblica la foto su flickr. Noi la vediamo e diciamo “ussegnur”. Poi ce la linka su FB. E di nuovo diciamo “ussegnur”. Poi, più niente. Da lì in poi, è stato tutto un susseguirsi di interrogativi al limite della decenza – “dani, ti è arrivato il cannolo?”- che si sono interrotti con la sospirata pubblicazione della ricetta. Che, naturalmente, è sulla falsariga dell’invio della foto: “avevo pensato ad un voluttuoso pesto di mandorle…” e tu già sbavi..”che avvolgeva gli spaghetti”.. e tu sei già stesa sulla tastiera” e poi avevo pensato…a degli spiedini… di pasta…ripieni di melanzane”…
la ricetta arriva quando sei a un passo dalle testate nel muro, ma dopo averla letta, ti dimentichi di tutte le tribolazioni passate. Se non è un capolavoro, poco ci manca
Premio Speciale Beppe Bigazzi: La Gatta Morta

La Calamarata alla Norma di Chicca:
Chicca è per l’emmetichallenge quello che per gli altri è il confort food: le sue proposte sono fedeli, sicure, senza il fiato sospeso del non sapere cosa ci sia dietro l’angolo. D’altronde, ha tecnica da vendere e ogni volta ce lo dimostra, sempre di più
Premio: Comfort Norma

La Norma Opera e Tradizione
di Rosy: il titolo è tutto un programma e fotografa alla perfezione la sua proposta, dove la tradizione consolidata dalla storia si fonde con la tradizione più intima ma non per questo meno importante della ricetta di casa. Per inciso, Rosy è australiana e sposata ad un genovese doc, per cui qualcosa ci sfugge: ma di una cosa siamo certe: la sua Norma, mette tutti d’accordo
Premio speciale Vanna Marchi : D’accordooooooooo????

La Norma Fusion di Molly:
l’eterna fanciulla della rete arriva quando ormai cominciavamo a darla per dispersa (un po’ come il cannolo della Genny), ma la sua ricetta giustifica tutto: un’altra fusion tutta italiana, declinata negli ingredienti e nelle tecniche di due piatti diversi, la Norma da una parte e la Parmigiana dall’altra, con meanzana e pomodoro a fare da anello di congiunzione. Valeva la pena di aspettarla, cose ne dite?
Premio: piatto ricco mi ci ficco

La Norma nello Scrigno di Alessandra:
altra zona Cesarini per un’altra folle della rete, che per l’occasione fa un outing in piena regola- sono una Norma dipendente e me ne vanto. Delle varie interpretazioni a cui è avvezza, sceglie per noi una pasta nello scrigno che, al sol vederla, mozza il fiato. Il colpo di grazia, però, ce lo danno lo scorcio del frigo che trabocca di ricotte dure e
affumicate e quello sulla dispensa, con gli anelletti siciliani: quando scopriamo che abita a Milano, ci facciamo violenza per non fare irruzione da lei, armate di pentoloni e di robusti appetiti. Ad un soffio dalla vittoria, pure lei.
Premio: San Patrignano, pensaci tu

I Bucatini della Casta Diva
di Cristina: la sua Casta Diva è quella della Tebaldi- e già così, segna un punto a favore. Poi, ci dice che la canta sotto la doccia, alternandola a “ah non credea mirarti”, “deh vieni non tardar”, “quel guardo il cavaliere”. La trovavamo irresistibile già prima, adesso non riusciremo più a farne a meno.
Premio: Shower Compilescion

La Norma Borderline di Licia: “giura che non lo hai scritto tu, questo post” è stato il commento più ricorrente, che ha fatto passare in secondo piano una delle Norme più meritevoli della sfida. Lo ripeto qui, per l’ennesima volta, che ciascuno, qui sopra, è responsabile della propria follia. Per cui, sì, questo post è opera sua. Così come opera sua sono
gli ingredienti del piatto, visto che ha esteso la definizione di “borderline” dalla cucina allo stile di vita, decidendo che il confine è la misura che meglio la rappresenta, e se è un recinto di un orto, ancora di più. D’altronde, ve l’avevo detto o no, che questa è amica mia???
Premio: anche Lourdes è sul confine

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