MTC N. 56 – TEMA DEL MESE: I KRUMIRI

di Bianca & Marta ovvero le Tritabiscotti

I crumiri sono
deliziosi biscotti secchi, dalla forma angolata, resi friabili per l’abbondanza
di burro.

Sono decorati con
una particolare zigrinatura sulla superficie che è, ormai, diventata uno dei
loro elementi distintivi. Si preparano con uova fresche, zucchero, burro,
farina e vaniglia dai quali si ottengono gustosi biscotti dalla consistenza
compatta e croccante e dal sapore dolce e gustoso, reso ancor più gradevole dal
delicato profumo di vaniglia.
L’impasto ha una caratteristica ben precisa: l’assenza totale di acqua.

Sono originari di
Casale, una cittadina del Monferrato, in provincia di Alessandria

Esistono varie leggende
circa la loro origine, per esempio si racconta che si “ispirassero” a dei soldati,
con il nome krumiri infatti venivano chiamati i soldati di ventura, che
combatterono molti secoli fa a Casale, mentre un’altra leggenda vuole derivare il nome dall’omonima tribù tunisina che usava
spade a mezzaluna.

La storia di questi
friabilissimi biscotti invece, risale al 1870 quando
si racconta che un po’ per gioco e un po’ per caso: nacquero i Krumiri.
L’Italia era unita da pochi anni e ancora non si erano spenti gli echi del
Risorgimento. Una notte, dopo una serata al caffè con gli amici, Domenico Rossi
invitò tutti nel suo laboratorio di pasticceria e lì, in una misteriosa
alchimia fra ingredienti e magia, sfornò i primi Krumiri, i quali devono il
loro nome a un liquore molto apprezzato in quel periodo: il Krumiro appunto.

Nel 1878, come
attestano i giornali dell’epoca, i Krumiri, quelli originali, erano già una
golosa realtà dell’arte pasticcera italiana.
Grazie al suo piglio imprenditoriale, il loro inventore li rese famosi in breve
tempo non soltanto entro i confini regionali, al punto di ottenere, tra il 1886
e il 1891, i Brevetti di Provveditore delle Case dei Duchi d’Aosta, di Genova e
della Real Casa d’Italia.

Entrati, ormai, a
tutti gli effetti a far parte della tradizione dolciaria piemontese, i Krumiri
sono diventati anche oggetto di tutela e di riconoscimento da parte del
Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali che li ha inseriti
nell’elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).

Per ciò che
riguarda la particolare forma, essa è così arcuata per omaggiare il Re Vittorio
Emanuele II che era solito portare i cosiddetti “baffi a manubrio”
dei quali i Krumiri volevano, probabilmente, riprodurre l’aspetto.
Ma la forma del biscotto pare abbia una diversa origine, secondo un “pettegolezzo”
che ci arriva direttamente da un post della nostra Van Pelt: pare che il sig
Rossi avesse richiesto un grande lavoro di produzione ai suoi operai, in cambio
però di un modestissimo incremento del salario. Il risultato fu che per
protesta, gli operai iniziarono a produrre biscotti a forma di accento
circonflesso, ovvero storti. Ma i biscotti erano così buoni che la loro fama crebbe
comunque nonostante la forma, il sabotaggio fallì miseramente.

Nelle varie
famiglie piemontesi vengono preparate diverse versioni, a seconda delle zone e
delle ricette di famiglia, ma la produzione deve essere fatta rigorosamente il
sabato. Sono ottimi, manco a dirlo,  con
lo zabaione, altra ricetta tipicamente piemontese.

Ingredienti:

  • farina
    di mais g 140
  • burro g
    140
  • farina
    bianca g 100
  • zucchero
    g 75 
  • 2 tuorli
    d’uovo 
  • Vaniglia 

Esecuzione:

Mescolare
la farina di mais, la farina bianca, lo zucchero, un pizzico di sale e la vaniglia;
aggiungere il burro e i tuorli. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e
lasciarla riposare per circa una mezzora.

Dividere
poi in due o tre pezzi, inserirli, ad uno ad uno, in una tasca da pasticcere
con bocchetta zigrinata ( o a stella)

Infarinare
leggermente la spianatoia e far uscire dalla siringa dei lunghi cannelli
rigati, da ritagliare in pezzi di una decina di centimetri. Appoggiare questi
pezzi su una placca ricoperta di carta da forno e dare loro la forma
caratteristica “a manubrio”.

Infornare
a 180 °C per 10 minuti o comunque fino a 
quando saranno belli dorati, lasciare riposare per una notte intera.

Conservare
in scatole di latta.

NB: Io
non sono riuscita con la mia tasca da pasticcere a far uscire le striscette, ho
quindi creato dei cordoncini zigrinandoli poi con la forchetta.. Ci si ingegna
con quel che si può!
Fonti:

I dolci: le
ricette dell’ultimo momento, Peruzzi editore

http://www.krumirirossi.it/
http://www.turismo.it/gusto/articolo/art/krumiri-del-monferrato-i-biscotti-pi-famosi-ditalia-id-10029/

http://starbooksblog.blogspot.it/2014/02/174-crumiri-del-monferrato-gosetti.html

http://cucinapiemontese.blogspot.it/2010/07/krumiri.html

 

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  • La signora "Van Pelt" ne sa una più del diavolo, ma voi due non scherzate mica!!! Braveeee 😉

  • Io con il mito dei krumiri ci son cresciuta…i miei hanno trascorso il primo anno da sposati proprio a Casale Monferrato (mio papà era in servizio Ufficiale di Cavalleria, all'epoca) e, sarà per la felicità che provarono in quel periodo, sarà perché questi biscotti sono davvero così buoni, ad ogni mia sfornata casalinga torna alla ribalta la famosa scatola rossa accompagnata da sguardi languidi e sorrisi! E il bello è che devo ammettere di non averli mai assaggiati, quelli Rossi! Come vivere nella leggenda…Grazie per la condivisione 🙂

    • Prova a farli, sono buonissimi!!!!
      PS: anche io i Rossi, originals, non li ho mai provati!

  • Sono davvero dei biscotti buonissimi. Il buono sopravvive sempre al tempo. grazie per la condivisione. Ciao Stefania
    Tra monti, mari e gravine

    • Verissimo, quando la ricetta è buona, dura negli anni.. Per molto, moltissimo tempo!

  • Ottimo risultato con la forchetta!!!

  • Ho sempre amato i krumiri e adesso che ho anche la ricetta (e mi è presa la mania dei biscotti…chissà perchè?) non mi resta che provare a farli.
    Bellissimo articolo e biscotti deliziosi, grazie.

  • che buoni, i krumini!! Ricetta assolutamente da provare 🙂

    • Grazie cara Ale, la parte "pasticciera" (o pasticciona, che dir di voglia) delle Tritabiscotti sono io, Bianca.. Appena vedo dolci e simili ho già gli occhi a cuoricino! ^_^
      Grazie ancora, sei sempre carinissima!

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