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di Marina Bogdanovic – Mademoiselle Marina

La prossima volta quando sarò invitata a prendere il the al Buckingham Palace non dovrò come sempre pensare semplicemente al trucco e parrucco ma anche a come chiedere scusa a Her Majesty per il fatto che fino a due settimane fa avevo solo una vaga idea di chi fosse Delia Smith e, un trifle non avevo mai né mangiato né fatto in vita mia ! Per certe cose il mio snobismo è senza limiti, superato solo da quello che caratterizzava  la ormai da un bel po’ defunta Queen Mother  ma lei, nata in una delle famiglie più blasonate dell’Inghilterra e essendo  per giunta stata regina, se lo poteva anche permettere. Io invece di tanto in tanto e per ovvie ragioni che mi distinguono dalla signora dai capellini con  pizzi e veli svolazzanti  e bicchierino facile, mi vedo costretta a scendere dalle nuvole e andare a recuperare quello di cui altri parlano con tanto entusiasmo cercando di seguire la traccia e trovarne il lato buono.

Se non puoi vincere il nemico, alleati con lui!

E visto che la British Library non era a portata di mano e il mio compito era immedesimarmi  nella persona, ho fatto una ricerca su web: ho trovato tanto in inglese mentre uno dei pochi testi in italiano era un post introduttivo di Starbooks scritto dalla Van Pelt!

“Food is for eating, and good food is, actually, very beautiful in itself.”

Mi è piaciuta la sua storia da moderna Cenerentola, quasi un film da vedere domenica pomeriggio seduti sul divano con la coperta con le pecorelle sulle ginocchia e una tazza di the alla menta accanto, ma al di là della fortuna di una nata sfortunatamente nel 1941 e l’opportunità che ne consegue di essere primi in tantissime cose, non potevo non provare un’ammirazione sincera e profonda davanti alla sua determinazione e tenacia. Sarà anche una questione di carattere, di visione, di educazione di una volta, di serietà e in un certo senso anche di umiltà, ma era il suo saper stare al proprio posto che mi ha conquistato. Senza pretendere di essere una chef, e con un approccio “british” ispirato all’americanissima Julia Child, lei non voleva altro che offrire a chi la seguiva in TV (anche nei libri ovviamente)  gli strumenti necessari per poter cucinare correttamente, per non dire perfettamente, i piatti buoni, ma semplici.

Mi è parso di potermi arrendere a questa donna quando ho capito che il quesito che lei poneva non era solo “come” ma soprattutto “perché”, e ho capito di poterla addirittura amare quando ho visto con quanta attenzione, quasi maniacale, cercava di immaginare tutti gli errori che un  inesperto potesse commettere e trovare un modo per farglielo capire in maniera chiara ed efficace. Per non dire quanto mi ha sedotto il suo modo così “antico” di  posare per le foto inclinando la testa da un lato: mi fa pensare a Miss Marple mentre chiacchiera con il parroco di St. Mary Mead oppure a  Lady D mentre confessa come si stava, non tanto allegramente in tre, nel suo matrimonio! Per quanto frivolo possa sembrare, io la trovo rassicurante come una zia o la vicina di casa, e penso che sia stato neanche casuale ma ben studiato. Chapeau.

“There are people who claim to be instinctive cooks, who never follow recipes or weigh anything at all. All I can say is they’re not very fussy about what they eat. For me, cooking is an exact art and not some casual game”

Il mio giù confessato snobismo, ma soprattutto la mia inclinazione verso l’utopia, mi impediscono di chiudere l’occhio davanti al lato commerciale della faccenda; ma il problema semmai sarà mio (mannaggia a me !!). Però sono pronta a perdonarle tutto per via del suo modo elegante e saggio di uscire dalla scena in un momento in cui l’abbruttimento di un mondo televisivo che ormai non era più suo era diventato ovvio e onnipresente.

“If you do a TV programme now, it’s got to entertain”

Pensavo fosse un calesse e invece era amore !

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Delia’s Christmas trifle

English traditional Christmas trifle

(per 2 coppette)

Per la crema

  • 250 ml di panna fresca (nella ricetta di Delia double cream)
  • 2 tuorli d’uovo
  • 1 cucchiaio colmo di zucchero semolato
  • 1 cucchiaino raso di amido di mais
  • 1 stecca di vaniglia

Per il montaggio del dolce

  • 6 savoiardi
  • 2 bicchierini di cherry (io ho usato quello fatto da me)
  • 2 cucchiai di marmellata di lamponi
  • 125 g di lamponi freschi
  • 1 banana
  • 100 ml di panna fresca (Delia usa double cream)
  • 2 cucchiai di scaglie di mandorle leggermente tostate (io ho dimenticato di tostarle ma voi fatelo )

 

Per la crema:

Tagliate la stecca di vaniglia per il lungo con un coltello affilatissimo e estraete i semini con la punta. Versate la panna in una casseruolina e aggiungete i semini di vaniglia. Portate lentamente a bollore. Intanto in una piccola ciotola montate con la frusta a mano i tuorli con lo zucchero e l’amido di mais. Continuando a mescolare con la frusta versate a filo la panna calda sui tuorli. Quando avrete amalgamato bene versate tutto nella casseruolina e rimettete sul fuoco lento. Fate cuocere mescolando sempre finche la crema non si addensi. Togliete la casseruolina dal fuoco, mescolate bene ulteriormente con la frusta e versate la crema in una ciotola di vetro. Coprite a contatto con la pellicola trasparente, lasciate intiepidire e conservatela nel frigorifero per farla raffreddare completamente.

Nel frattempo unite uno a uno i savoiardi a mò di “panini” spalmandoli con la marmellata di lamponi. Schiacciate leggermente. Tagliateli a tre e disponeteli stretti sul fondo delle coppe. Premete con la forchetta se serve per sistemarli bene. Bagnateli con lo cherry e girate la coppa se dovesse servire per far assorbire tutto il liquore. Disponete sopra i lamponi schiacciandoli con la forchetta e coprite con le rondelle di banana. Premete leggermente per creare uno strato uniforme. Coprite con uno strato abbondante e uniforme di crema e finite la coppa con uno strato di panna montata. Livellate bene con una paletta e decorate con le scaglie di mandorle tostate.

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Latest comments
  • Ilaria

    Mi è molto piaciuto il tuo approccio alla persona prima che alla ricetta. e mi fa piacere che ti sia anche se in parte ricreduta. In effetti bisogna cercare di superare certi nostri limiti mentali. A me Delia Smith, un po’ come Mary Berry mi hanno sempre trasmesso molta fiducia e tranquillità nell’approccio alla pasticceria. e qualunque ricetta loro tu faccia non c’è rischio che non venga precisa.
    Ma una domanda su tutte: ti fai lo sherry da sola?!?

    • rischiando di sembrare banale ti diro’ che gia il fatto di andare a informarmi sulla signora che conoscevO solo di nome a me Era piAciuto perche a me piace l’atto di studiare ! Quindi io ho guadagnato e molto…
      Si, lo cherry lo faccio io con la ricetta semplicissima di mia zia: le cigliegie o le amarene snOcciolate le metto In un boccione, I noccioli li pesto in una busta leggermente e li metto in una garzetta e li metto nel boccione. Aggiungo un pezzo di cannella e qualche chiodo di garofano. Ci metto l’alcol e dopo una settimana aggiungo lo scIrOppo fatto con acqua e zucchero. Lo dimentico nell’armadio e in autunno filtro.

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