Home Cook My BooksMODERN NORDIC di SIMON BAJADA

MODERN NORDIC di SIMON BAJADA

by Manuela Valentini

La cucina scandinava è balzata prepotentemente sotto i riflettori del mondo gastronomico una ventina di anni fa, grazie a personaggi come René Redzepi, Magnus Nillson,fra gli chef e Bronte Aurell e Trine Hahnemann fra i food blogger.
Se oggi si è perso il conto dei nomi emergenti fra gli chef stellati del profondo Nord e si discorre con disinvolutra di Kanelbulle e Gravlax, non è solo grazie all’Ikea e alle sue polpette, ma anche e soprattutto all’impegno di questi primi testimoni, pionieri di una cucina e di una comunicazione a noi Mediterranei quasi del tutto sconosciuta, prima di loro.

Superfluo aggiungere che, se anni fa le pubblicazioni in materia si contavano sulla punta delle dita, oggi non c’è libreria che non abbia una sezione intera dedicata alla cucina scandinava, con l’ovvio rischio di sfornare libri ripetitivi e tutti uguali.

In tal senso, Modern Nordic costituisce una piacevole eccezione, non solo per la bravura del suo autore (qui al suo quarto o quinto libro, non certo un novellino, dunque) ma anche per quella apertura alla modernità, evidente sin dal titolo.
Nel rispetto della tradizione, infatti, vengono qui proposti piatti innovativi che, senza abdicare alla loro identità, sono l’espressione di una cucina più contemporanea, pronta ad abbinare a sapori antichi ingredienti nuovi, in un dialogo costante fra il Nord e gli altri punti cardinali.

Quello che ne vien fuori è un libro che ci piace, ricco di spunti e di idee, di ricette intriganti e di piatti golosi che hanno riempito le tavole delle signore di #Cook_my_Books, in queste settimane, assieme a mugolii di soddisfazione e sorrisi di gratitudine.

Coi primi freddi, serve una cucina che scaldi: e questa, credetemi, lo fa, dai fornelli al cuore.


CINNAMON BUNS

di Elena Arrigoni

Io amo la fika svedese. E mentre sento già il vostro cervello fare la risatina maliziosa pensando ad altro … no, non è quello! Anche se il nome può trarre in inganno, vi assicuro che gli svedesi sono anni luce avanti quando si parla di pausa caffè: un momento sacro, con kanelbullar alla cannella, chiacchiere e abbastanza caffeina da resuscitare un vichingo.
Altro che macchinetta dell’ufficio e merendine confezionate.

La ricetta di questi cinnamon buns contiene sia cannella che cardamomo, strizzando l’occhio tanto alla tradizione nordica quanto a quella nordamericana.
L’impasto è semplice e versatile, perfetto come base per sperimentare con ripieni diversi, a seconda del vostro gusto e dell’occasione.
In Islanda, per esempio, li glassano come se fossero doughnut americani — e sì, funziona sorprendentemente bene.

Pensate che il kanelbulle è talmente amato in Svezia che il 4 ottobre gli hanno dedicato una giornata ufficiale: il Kanelbullens dag (la Giornata del Kanelbulle).

Direi che a questo punto non serve aggiungere altro: preparateli, concedetevi una pausa fika dal resto del mondo, e vi garantisco che dopo … ci ringrazierete.

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ICEBERG SMORRENBROD WITH GRAVLAX AND YMERDRYS

di Susy May

Io trovo che lo smørrebrød sia di uno chic da morire: è molto più di un semplice panino, è un’icona del pranzo scandinavo, elegante alla vista e sorprendente al palato.
Un classico nordico che racconta storie di tradizione, ma che oggi si lascia contaminare da una ventata di modernità.

I topping restano quelli simbolo della tradizione — gravlax o salmone affumicato, naturalmente — adagiati su una base leggera e croccante di lattuga iceberg, fresca e scenografica.
Segue un delicato dressing alla senape, mentre il tocco finale è affidato allo ymerdrys: pane danese servito sotto forma di briciole tostate, croccanti, saporite, semplicemente irresistibili.
Talmente irresistibili che trovo estremamente difficile non divorarle tutte subito!

A questo punto, lo smørrebrød ha già trasformato la tavola in un angolo di lusso discreto, capace di deliziare il palato con il sapore nordico più autentico e raffinato.
Provatelo!

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ARROSTO DI MAIALE, CHUTNEY DI CAROTE E CREMA DI GIRASOLE

di Katia Zanghì

Cari amici, siete pronti a portare un po’ di hygge nordico nel vostro forno?
Oggi il protagonista della nostra tavola è l’iconico Fleskesteg, ovvero l’arrosto di maiale danese. È identità, tradizione e pure un pizzico d’orgoglio nazionale … perché non si dica più che c’è solo del marcio in Danimarca!

Quello che amo del Fleskesteg è la sua semplicità solo apparente: la magia sta tutta nella cottura lenta, nella cotenna che deve diventare croccante al punto giusto. E grazie a quel tocco di aceto in questa versione, le verdure acquistano carattere, mentre una crema delicata arrotonda e bilancia i sapori.
La prima volta che ho assaggiato questo arrosto è stata piccolissimo ristorante a Copenaghen … e vi giuro che ancora me lo sogno.

Ora tocca a voi: lasciatevi conquistare da questo grande classico della cucina nordica e provate a ricrearlo a casa. Basta un forno acceso e tanta voglia di lasciarsi deliziare da un arrosto che racconta la Danimarca e la sua tavola.
Da fare e rifare sempre con grandissima soddisfazione.

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ARINGHE, PATATE E MIRTILLI ROSSI

di Vittoria Traversa

Mare, nelle terre del Nord, per me significa pesce povero, fritto, accompagnato da salse e mangiato con le mani.

Mi è terribilmente difficile scindere le due cose e credo dipenda principalmente dal fatto che la prima volta nella vita in cui ho assaggiato un’aringa è stata in Olanda, seduta davanti alla migliore amica dell’epoca, ammirando fuori da una grande finestra, del ristorante del porto di un delizioso paesino vicino ad Amsterdam, l’immagine fiabesca del mare del Nord furioso e in tempesta scagliarsi su di una lingua di terra punteggiata da case colorate.

Ero parecchio più giovane rispetto ad oggi ma, quel primo incontro, non lo scorderò mai; un po’ perché il contesto lo rende impossibile ed un po’ perché da quel momento ho scoperto l’esistenza di una via diversa per cucinare, e gustare, il pesce azzurro.

Una via fatta di panature croccanti ma non troppo invadenti, grazie all’assenza di uovo, una via profumata per merito dell’aneto, una via in cui si gioca con il binomio dolcezza e acidità, assicurato dall’uso della marmellata di mirtilli.
Gli elementi per amare profondamente la ricetta che vi presentiamo oggi ci sono davvero tutti, provatela e non ve ne pentirete!

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TORTA DI CAROTE E CARDAMOMO

di Manuela Valentini

E dunque, direte voi, una torta di carote.
Mica ci vorrai venire a raccontare che è speciale, che è diversa dalle torte di carote che già conosciamo e che non potremmo più fare a meno di questa ricetta?

Ebbene sì, è esattamente quello che sto per dirvi.
Oggi vi proponiamo una ricetta di torta di carote veramente interessante e con una certa dose di unicità; una ricetta in cui giocano insieme note dolci e salate, spezie e frutta secca, una ricetta dal sapore, decisamente, nordico.

La torta che ne nasce è perfetta a livello di consistenza, umida e cedevole al morso, ed è deliziosamente intrigante nel gusto perché il matrimonio tra le carote e il cardamomo è, di gran lunga, uno dei più riusciti in cucina.
La glassa poi è la chicca finale di questo dolce: ricca e setosa, avvolge la torta mantenendola morbida e buona anche il giorno dopo averla preparata.

Sempre che ci arrivi, questa meraviglia, al giorno dopo!

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INSALATA DI SALMONE AFFUMICATO A CALDO

di Giuliana Fabris

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INSALTA DI ORZO CON BIETOLA E SALSICCIA

di Elena Arrigoni

La salsiccia isterband è una salsiccia grossolana e leggermente affumicata originaria dello Småland, in Svezia. È fatta con carne di maiale, orzo e patate e, consumata da sola, può avere un sapore piuttosto acidulo. Viene quasi sempre servita con barbabietole sottaceto e patate all’aneto. La salsiccia potete sostituirla con una nostrana

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VEGGIE CHIPS WITH HORSERADISH CREAM & BOTTARGA

di Katia Zanghì

La novità sta nell’accostamento alla crema di rafano e la bottarga. Accostamento inusuale ma da provare assolutamente.

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SODA BREAD CON PERE, SALVIA E NOCCIOLE

di Tina Tarabelli

l soda bread è una tipologia di pane tipica della tradizione irlandese, ma molto diffusa anche nei Paesi nordici. Non prevede lievito di birra o pasta madre: la lievitazione è “chimica”, affidata al bicarbonato e al latticello (che potete sostituire facilmente con yogurt e latte o con kefir). Il risultato è un pane rustico, con una crosta croccante e un interno umido e profumato.

In questa versione, le pere dolci, la salvia fresca e le nocciole tostate si combinano in un equilibrio sorprendente: il dolce e il salato si incontrano in modo delicato, perfetto anche per accompagnare formaggi (secondo me)  o anche una fetta di burro salato.

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