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di Lidia Mattiazzi – The spicy note

La cucina cilena nasce dalla combinazione tra la cucina indigena e quella spagnola, con ulteriori influenze europee (in particolare tedesca, italiana e francese). In Cile si mangia quattro volte al giorno: il primo pasto è il desayuno (colazione), a seguire l’ almuerzo (pranzo), la once (una merenda)  e la cena (che però si pronuncia ‘sena’). La once merita una specifica: mentre in Italia la “merenda” è maggiormente ritenuta uno spuntino, soprattutto per i bambini, qui si tratta di un occasione di ritrovo familiare a tavola, dove vengono serviti sia piatti dolci che salati e a volte sostituisce la cena, soprattutto nei periodi invernali.

La base di molti piatti cileni sono ingredienti come il choclo (mais), i frijoles (fagioli) e la papa (patata): le varietà di quest’ultima sono numerosissime, difatti solo nell’isola di Chiloé se ne contano circa 400 varietà.

In merito all’uso del pane in tavola, è bene specificare che non è semplicemente un accompagnamento ad altri piatti ma solitamente nei pasti principali prende caratteristica di portata di antipasto o aperitivo, accompagnata anche da burro. Esistono vari tipi di pane, i più comuni sono: le tortillas de rescoldo (pane cotto nelle ceneri, appiattito e rotondo), pane spagnolo, caratterizzato dalla presenza di grassi e molta mollica come il pane all’olio o il pan del carmen (in origine fatto dalle suore carmelitane), e il pane cileno come il pan amasado, hallullas e marraquetas (con strutto e latte).

Infatti i chapalele cileni sono proprio un pane preparato con le patate, un’unione quindi di due elementi fondamentali di questa cucina e dell’alimentazione tipica del posto. Le ricette reperite prevedono la cottura in forno oppure fritti; certo nel caso della frittura l’impasto deve essere leggermente più rassodato per evitare che si sbricioli ad alta temperatura e col “movimento” in padella. Pochi sono gli ingredienti e per questo è fondamentale che siano di buona qualità: patate, farina, uova e grassi quali i ciccioli di maiale e lo strutto.

Proprio perché contengono ciccioli di maiale e sono impastati con lo strutto, ho scelto la cottura al forno, perché penso che sia la soluzione migliore per evitare di appesantire troppo la sensazione di grasso e di unto in bocca. Detto ciò, di certo anche fritti, magari con un olio di semi non saporito, devono rendere molto bene ed essere altrettanto saporiti.

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La consistenza è quella di una crocchetta però più elastica, con una crosticina esterna che da una sensazione più gommosa che croccante. Per “italianizzare” questa portata, vi consiglio di servirli con dei salumi affettati freschi o dei formaggi a pasta morbida poco stagionati.

Chapalele cileni

Ingredienti

  • 2 kg di patate
  • 400 g circa di farina 00
  • ½ bicchiere di olio extravergine di oliva
  • 100 g di ciccioli
  • 2 uova
  • sale

Procedimento

Lessare le patate, scolarle, farle raffreddare un poco e pelarle.

Schiacciarle allo schiacciapatate, lasciar raffreddare del tutto e impastare con la farina, l’olio, i ciccioli tritati e il sale. Da ultime unire le uova e lavorare fino a ottenere un composto morbido ma non appiccicoso, se del caso aggiungere poca farina per volta.

Formare delle palline, schiacciarle e porle sulla teglia del forno a cuocere a 200 gradi per circa 15/20 minuti, fino a doratura oppure friggerle in olio di semi ben riscaldato.

chapalele cileni

Fonti

– http://www.circolocileno.it/it/gastronomia_ch.php

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Latest comments
  • GiuliaGiulia

    La cucina cilena mi è completamente sconosciuta… ma direi che questo è un ottimo modo di familiarizzare 😉
    Queste focaccine di patate mi sembrano deliziose! Certo che mi sacrificherei anche per provarle fritte 😀

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      Anche per me la cucina cilena e’ da approfondire, la trovo molto interessante. Fritte, non so… mah, sarebbe da provare in effetti!
      😉
      grazie, Lidia

  • AlessandraAlessandra

    mentre leggevo delle abitudini cilene, pensavo che io sarei proprio tipa da once: datemi da spiluccare e copro comodamente tutti i pasti, dalla colazione allo spuntino di mezzanotte. come giulia, non conosco nulla della cucina di questo paese, ma se questo e’ un assaggio, approfondisco volentieri. grazie!

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      E’ un buonissimo assaggio! once per tutti, tutti per once 😉
      Grazie,
      Lidia

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    Anche a me incuriosisce la cucina cilena, anche se sarebbe più giusto dire che mi incuriosisce tutto cio’ che riguarda il cibo 🙂
    la morbidezza che regalano le patate agli impasti lievitati e non è impagabile, pertanto queste chapalele finiranno presto in lista di bonta’ da provare!
    brava ilaria! bellissimo post!

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      piu’ che regalare morbidezza, queste focaccine hanno la consistenza di un pure’ denso, quindi sono proprio patata pura.
      devi provarle… non sono certo leggere ma sono buone!
      Grazie
      Lidia

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    Devo dire che quando mi parlano di pane realizzato in piccole porzioni sono im prima fila a vedere di realizzarli quanto prima perchè trovo che si tratti di ricette molto interessanti da offrire in una tavola tra amici. Grazie per questa ptroposta

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      grazie a te giulietta. sono davvero particolari, non incontrano perfettamente la nostra abitudine di CONSISTENZA da pane, ma sono una ottima alternativa!
      Ciao!
      Lidia

  • alicealice

    Ma che buone! Io ti appoggio per la cottura al forno…mi sembrano gia’ abbastanza consistenti 😀

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