MTC N. 66: LA RICETTA DELLA SFIDA E’…

banner_sfidadelmese_66I rolls di Giovanna Lombardi dal blog Gourmandia Chef

Ovvero, come tornare indietro di sette anni (precisi precisi: siamo nati a maggio del 2010!), quando l’MTC era semplicemente un gioco di pazzi scatenati, che trovavano nella cucina il luogo dove dare sfogo alle loro piu’ perverse fantasie, senza pensare ad altro che a divertirsi. Non c’era un blog, non c’era una scuola, non c’era una Redazione, non c’era nulla di quello che, di necessita’, e’ venuto dopo: c’erano solo 20 folli e appassionati che ogni mese davano fondo alle scorte di rispettabilita’ per giocarsele tutte in reiterpretazioni creative, originali, sorprendenti e dannatamente buone.

Un ritorno alle origini e’ il regalo di compleanno che ci fa Giovanna, proponendoci un piatto raffinatissimo e all’ultima moda, l’ennesimo passo avanti degli chef sulla strada di una cucina fusion declinata nei toni dell’estetica, della bonta’ e della leggerezza. Non solo oggi si mangia di meno, ma lo si fa sempre di piu’ con gli occhi, compresi quelli della mente, in un gesto che nei secoli ha trasformato la sua rozza ancestralita’ in una esperienza sensoriale a tutto tondo, in cui ogni morso, ogni boccone diventano pretesto per una ricerca, occasione di una scoperta. D’altronde, questo e’ quello che potevamo aspettarci da Giovanna: non una sfida tecnica, ma una sfida che compendia ogni tecnica, le riassume e le supera, nel nome di quel buon gusto che e’ da sempre il suo biglietto da visita piu’ eloquente.

Noi, pero’, torniamo coi piedi per terra 🙂 e cerchiamo di capire come diamine regolarci in questa sfida.

Intanto, la prima cosa e’ che grandi regole non ce ne sono: i punti che seguono vanno intesi piu’ come una serie di suggerimenti che sono vincolanti solo perche’, se non li seguite, invece che produrre un roll, ci fate una schifezza. Una volta che avete farcito, arrotolato e poi tagliato la vostra creatura (si, lo so che detto cosi e’ una roba da Annibal Lecter, ma ci siamo capiti), la sfida e’ praticamente finita: il problema e’ cosa ci mettete dentro, come arrotolate, come tagliate. Giovanna vi spiega perfettamente il punto due (l’arrotolamento), noi vi spiegheremo il taglio, ma per il resto vi lasciamo carta bianca. Potete usare tutto quello che volete, trattarlo come volete, giocare con le consistenze che volete, fare tutto quello che volete, insomma, fatte salve le indicazioni del…

REGOLAMENTO PARTICOLARE

  1. Partiamo dal nome: “rolls” significa “rotolo” e questo e’ uno dei molti casi in cui e’ la forma a battezzare il piatto: le vostre preparazioni dovranno quindi essere arrotolate a cilindro o a sigaretta e successivamente tagliate in tranci. In una inquadratura dall’alto, dovrebbe vedersi anche la spirale. Altre forme non sono ammesse: no bocconcini, no cubetti, no “sclices”, no “bars”.

  2. Ciascun roll deve essere formato da due distinte preparazioni: il roll vero e proprio e la base di appoggio, anch’essa commestibile. Voi potete disporli su un piatto, su un tagliere o dove volete: ma il concetto di fondo e’ che quello che si afferra si mangia, senza scarti. Gli stuzzicadenti sono ammessi solo nel caso vogliate fare una decorazione supplementare (appoggiare un’oliva sul roll, per esempio): per il resto sono assolutamente vietati. Potete invece chiuderli con fili di erba cipollina e altri elementi commestibili. Vi ricordo che lo spago, per quanto vegano, non lo e’.

  3. I rolls appartegnono alla categoria dei “crudi”, nel senso che non hanno bisogno di cottura, una volta preparati: questo pero’ non esclude che possano essere composti anche da ingredienti cotti in precedenza. E’ ammessa anche una cottura leggera, alla fine (vapore, su tutti)

  4. Possono essere di carne, di pesce, vegetali e misti. l’unico criterio e’ il buon gusto.

  5. Analogamente, possono essere avvolti in fette di pesce, di carne (ovviamente anche i salumi), di verdura e di pane: a questo proposito, sono ammessi tutti i “flat bread” (piadine, tortillas, pita, naan, chapati etc), ad eccezione del pan carre’ in una sola fetta, quello che andava di moda qualche anno fa. Siamo ancora sotto lo shock di certe cene in piedi al sapore di cotton fioc, per cui risparmiateci il dover ritornare su certi ricordi. Il fatto in casa non e’ un obbligo ma, nel caso di parita’, e’ il punto in piu’ per la vittoria. Ammesse anche le preparazioni a base di uova, come crepes e pancakes, a patto che siano sottili (e quindi arrotolabili)

  6. sono ammesse tutte le preparazioni, comprese le gelatine, le essiccature etc

  7. l’interno deve essere composto da minimo due- massimo tre elementi: un roll che contiene solo un pate’ di prosciutto non e’ ammesso, mentre e’ in gara uno con pate’ di prosciutto- punta di asparago- mimosa di uovo sodo, per capirci. Oltre che alle combinazioni del gusto, badate anche alle consistenze e ai colori. 

  8. La base puo’ essere formata da: frutta, verdura, carne (dischetti o cubotti di mortadella o di prosciutto, per esempio), crostini di pane a piacere, frolle varie (frolle, sablee, brisee, foncer, tutto, insomma), paste sfogliate o semisfogliate.

  9. Un’ulteriore complemento e’ ammesso, ma e’ facoltativo: puo’ essere un’aria (per quelli capaci) come un intingolo, un quarto ingrediente esterno come una salsina, se vi pare che aggiunga qualcosa: ma la nostra richiesta, questa volta, e’ quella di fare un roll completo nel suo insieme, base inclusa. Tutto il resto e’ a vostra discrezione, tenendo sempre presente Coco Chanel e il “less is more”

  10. La presentazione deve essere armoniosa: non necessariamente raffinata, se scegliete per esempio il rustico, ma il tocco di eleganza non deve mancare. Fate attenzione anche ai colori: se volete ravvivare o completare il vostro roll con qualche tocco di colore, non necessariamente derivato dagli ingredienti di base, potete farlo: un puntino rosso con la buccia di pomodoro, uno giallo con un peperone, uno viola con una carota dello stesso colore etc, sono tutte decorazioni ammesse. L’essenziale e’ che non siano tante da farsi sentire anche al palato e, naturalmente, che siano commestibili

  11. Per ogni partecipazione, vogliamo dai 2 ai 3 rolls diversi, non necessariamente legati fra di loro. Non e’ come per la sfida sui macarons, per intenderci: qui potete fare tre rolls completamente autonomi gli uni dagli altri. Va da se’ che la scelta di un tema, anche ampio (dalla cucina locale al giro del mondo in tre rolls), di un ingrediente, anche questo inteso in senso lato (da variazioni sull’asparago a tutti i colori degli asparagi) aggiungono piu’ interesse alla composizione- ma non sono obbligatori.

  12. Non c’e’ limite al numero di preparazioni: vale anche lo svuotafrigo, a patto che sia intelligente, creativo, impegnato. Per tutto il resto, prendo il mitra.

REGOLAMENTO GENERALE

Sono ammesse le ricette che verranno pubblicate dalla mezzanotte e un nano secondo del 10 maggio alla mezzanotte in punto del 25 maggio. Fa fede il link alla vostra pagina che dovete lasciare sotto questo post – e non sotto la pagina degli sfidanti. Le citazioni d’obbligo sono a questo post e al post della ricetta di Giovanna. Il banner della sfida e’ questo, e va obbligatoriamente inserito nel vostro post.

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Gli anche no devono spedire la loro ricetta con foto scorporate dal testo a mtchallenge@gmail.com. entro la mezzanotte del 25 maggio.

E’ attivo il filo diretto, qui- e vi prego, mai come questa volta, di leggere bene sia il post di Giovanna sia  quanto sopra prima di fare domande. E’ ammesso qualsiasi ingrediente, quindi non chiedeteci se potete usare la clorofilla di bambu o la rapa animalier, sono ammesse tutte le cotture e via dicendo. E per il resto, che Dio ce la mandi buona 🙂

GLI INDIZI

  1. In origine, il primo indizio era Chelsea Clinton. Lo mando a Valentina il giorno dopo la pubblicazione dell’articolo sui Chelsea Buns, nel Calendario del Cibo italiano, in cui ammorbavo i tre che lo hanno letto, fra cui lei, sul fatto che il primo esempio di impasto lievitato arrotolato che ci risulti e’ quello- e lei, subito: sono rotoli. A rotoli mi e’ andato tutto il resto, per cui ho virato sull’impossibile. David Niven e’ stato protagonista di uno dei film piu’ famosi e piu’ belli della storia del cinema, girato a Rodi- i Cannoni di Navarone. L’indizio era i cannoni, ma se lo avessi scritto, conoscendovi, ci sareste arrivati subito
  2. Difatti il secondo indizio era proprio legato a quello: Haille Selassie e’ il dio del Rastafarianesimo che, come si sa, al posto dell’incenso brucia un’erba che si arrotola in una cartina… e il primo che dice che ce l’avevo sulla scrivania, mentre scrivevo gli indizi, sbaglia clamorosamente. E’ nel biberon, che me l’hanno messa 🙂
  3. Qui invece il riferimento e’ vintage- ed e’ alla Milano da bere degli anni Ottanta. Eros non era ancora nato :), ma l’Amaro Ramazzotti a cui si lega lo slogan si. E i rolls sono il complemento classico del nuovo modo di intendere l’aperitivo, nato proprio in quegli anni

Le voglie di Sara sono state ispiratrici della risposta che piu’ si e’ avvicinata al vero, ma io ho iniziato a  ridere dalla seconda risposta (ve la andate a leggere, l’indizio comunque e’ tal CorradoT.) per franare sul neurone di Arianna, prepotentemente tornato fra noi- e in ottima compagnia, questa volta. Quando dico che come voi non c’e’ nessuno….

E ora, sotto con la gara, dai!

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La signora dei pipponi.

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