ponce

di Susy May – Coscina di pollo

Come abbiamo potuto appurare, con il tema del mese, la cucina del Monsù, non era altro che la cucina italiana rivisitata dai cuochi francesi, alla corte di Re Ferdinando I di Borbone.

Un mix tra la raffinata cucina francese, che dominava le tavole di tutta Europa e la ruralità, verace delle terre del Sud Italia.

Quindi i piatti visti fin qui, hanno radici in un passato antichissimo, fatto di sfarzo, opulenza e gaudio culinario, che ha prodotto, alcuni dei più grandi piatti della nostra tradizione.
Ed in questo menu, dal sapore regale, trova spazio il PONCE, una sorta di sorbetto, fresco e pastoso, con una componente alcolica abbastanza decisa, che spesso concludeva il pasto o veniva servito per sgrassare la bocca tra due portate importanti.
Naturalmente il Ponce, è un po’ diverso dal comune sorbetto, proprio per come nasce, per come veniva conservato in un’epoca in cui il frigorifero era ancora lontano, ma il suo appeal culinario, si è tramandato fino ad oggi, annoverando il Ponce, tra i gelati più deliziosi, come lo definisce e lo racconta il Pellegrino Artusi.
Quindi immaginatevi un bel bicchiere, riempito di una fresca e cremosa preparazione a base d’arancia, in cui affondare un cucchiaino e gustare, tutta la sua spumosa appetibilità.
La ricetta che vi propongo è quella antica dell’Artusi, forse un po’ troppo zuccherina per il mio gusto, ma comunque semplice da fare e godereccia per il palato.
Ingredienti:
Zucchero, grammi 450.
Acqua, decilitri 5.
Aranci, n. 2.
Limoni, n. 2.
Chiare d’uovo, n. 2.
Rhum, un bicchierino.
Odore di vainiglia.
Fate bollire per cinque o sei minuti grammi 250 del detto zucchero in 4 decilitri d’acqua, con un poco di scorza di limone e di arancio dentro. Tolto dal fuoco, strizzate in questo sciroppo il sugo degli aranci e dei limoni, passatelo da un tovagliolo e versatelo nella sorbettiera per gelarlo.
Mettete al fuoco i restanti grammi 200 di zucchero nel decilitro d’acqua rimasto, dategli l’odore della vaniglia, e fatelo bollire fino al punto che versandone una goccia in un piatto resti rotonda, e presa fra le dita faccia le fila; ma prima montate ben ferme le due chiare dell’uova, sulle quali verserete lo zucchero così a bollore, battendole, per formare una pasta unita che getterete, quando sarà “diaccia”, fra il gelato già pronto, mescolando bene; sul punto di servirlo aggiungete il rhum e mandatelo in tavola nei bicchierini.
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Latest comments
  • Il ponce è da provare.
    Mi stuzzica perché ha un procedimento che si avvicina alla pasticceria.

  • Lo faccio e lo OFFRIRo’ presto 😊

  • Va fatto!!!

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