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di Eleonora Colagrosso – Burro e Miele

 

Quando li ho visti sulla lista del tema del mese non ho esitato. Dovevano essere miei.

È tanto che non li mangio, sebbene fino a qualche anno fa fossero un classico tra i dolci di Pessach; poi ti allontani, non ci pensi più, ti dimentichi e un nome su una lista ti risveglia i ricordi.

Ho anche pensato che, in effetti, non sapevo neanche come ci fossero arrivati sulle tavole ebraiche della Pasqua e il tema del mese era il motivo perfetto per scoprirlo.

Sembra che i macaroons si siano originati in Italia, alcuni dicono in Sicilia, dal mondo arabo, altri, invece, sostengono che siano veneziani.

Tuttavia, la prima testimonianza storica scritta che si ha di questi dolci, è in Francia, a Cormery, nel 791.

Una ricetta simile ai macaroons, appare anche in Siria, nel secolo XV, sotto il nome di Louzieh, derivato probabilmente dalla parola Louz, che vuol dire mandorla in arabo.

Qualunque sia la loro vera origine, gli ebrei italiani per primi si sono appropriati della ricetta che, non contenendo farine e lieviti, era perfetta per la settimana della Pasqua ebraica. Poi la tradizione si è espansa in tutta Europa e portata in America a fine XIX secolo, probabilmente dagli ebrei Ashkenazi.

Fu esattamente in America in cui avvenne la trasformazione e le mandorle furono sostituite con il cocco, poiché i biscotti erano meno fragili per trasportarli e di più lunga conservazione.

Si dice che il primo a concepire i coconut macaroons, fu Franklin Baker, un mugnaio di Philadelphia che ricevette un bastimento di cocco come pagamento di un debito da un imprenditore cubano. Grattugiarne la polpa fu la sua unica possibilità per ricavarne profitto, prima che le noci di cocco si guastassero.

La scoperta della farina di cocco fornì a chef e pasticcieri di quel momento, l’opportunità di incorporare un nuovo ingrediente in vari piatti e dolci, e segnò, si dice, il cambiamento dalla tradizionale mandorla al cocco nei macarons americani, che presero il nome di macaroons.

I coconut macaroons sono oggi declinati in moltissime maniere: con gocce di cioccolato, aromatizzati ai vari gusti tra cui il caffè, o ricoperti di cioccolato fondente o bianco, e sono ancora popolarissimi tra gli ebrei americani durante Pessach.

Sebbene la versione più conosciuta sia quella in cui gli albumi si sbattono un po’ senza montarli, ne esistono anche varianti a base di meringa, come quella che vi propongo oggi.

La ricetta è sempre la stessa, stesse proporzioni, che decidiate di montare gli albumi, o meno.

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Ingredienti

  • 180 g di cocco grattugiato
  • 4 albumi di uova grandi
  • 100 g di zucchero
  • 1 cucchiaino di essenza naturale di vaniglia
  • un pizzico di sale

Preparazione

Accendere il forno a 180° C.

Tostare il cocco in una padella senza aggiungere grassi e lasciarlo raffreddare completamente.

Montare gli albumi a neve, aggiungere lo zucchero e montarli fino ad avere un composto fermo e brillante. Aggiungere l’essenza di vaniglia, mischiare accuratamente con una spatola senza smontare gli albumi e poi aggiungere il cocco e il sale. Incorporare con la spatola, con movimenti delicati dal basso verso l’alto.

Con l’aiuto di un cucchiaino, formare delle montagnette su una placca rivestita di carta forno e infornare circa 10-15 minuti o fino a doratura.

Se non volete montare gli albumi per la versione più conosciuta, procedete così:

Sbattete lievemente gli albumi fino a formare appena una schiuma. Aggiungerci lo zucchero, la vaniglia, e il sale. Mischiare bene e aggiungere il cocco, lavorando con un cucchiaio fino a che il cocco sia inumidito.

Su una teglia ricoperta di carta forno, mettete le palline di impasto che formerete con le mani bagnate. Infornate alla stessa temperatura della ricetta di cui sopra, fino a doratura.

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Giornalista gastronomica di professione, cuoca per passione e nomade giramondo per amore. Nella mia cucina si mescolano e fondono i sapori, le spezie e i paesi rubati ad ogni incontro.

Latest comments
  • Eh che bella storia! E che meravigliosa bontà …del resto FrankLin baker mio lontanomparente era ahahahahahhaha brava Ele!

  • Trovati tantissimi secoli fa in rete come dolcetti al cocco e, da allora li ho sempre chiamati così ogni volta che li faccio, data la loro assolutà semplicità e bontà… Non sapevo che fossero ebraici e non sapevo che si chiamassero coconut macaroons, quindi grazie per l’informazione 🙂

  • Ma che storia!!!!! Se un imprenditore cubano mi avesse pagato in noce di cocco mi sarei lanciata dalla finestra 😄 vedi invece il signor Baker è stato più ingegnoso!!!

    Mi piacciono moltissimo i macaroon al cocco e ogni tanto li faccio, mi hai fatto venire in mente che potrei coprirli di cioccolato però! 😀

  • Mai

    la storia ci dimostra sempre che l’ingegnio, la fame e l’arrangiarsi sono quelli che portano a grandi scoperte!!!
    Menomale che li hai intravisto nella lista, questi macaroons … anzi era destino che li scegliessi tu!!!!
    grazie Ele♡

  • Che storia…va a vedere che è un parente fittizio della baker!

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