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di Vittoria Traversa – La cucina piccolina

Il tema del mese questa volta riguarda il TRIFLE un inglesissimo dolce declinato in dieci varianti, quelle dei più grandi cuochi inglesi del momento.

Ma il trifle cosa è?

Un dolce freddo che consiste in strati di fette di torta, creme, frutta e coperto di panna. A volte sono presenti gelatina e liquore. Va composto e servito in una coppa di vetro perché si vedano bene i vari strati colorati.  Il significato letterale del nome è “sciocchezza, cosa senza importanza” essendo probabilmente nato per riciclare avanzi. Le prime notizie scritte di un dolce simile risalgono alla fine del 1500 e l’uso della gelatina appare alla fine del 1700.

Il Trifle pare sia il dolce che nel XVI secolo diede origine in Italia alla Zuppa Inglese.

La Corte degli Estensi aveva molti contatti commerciali e diplomatici con l’Inghilterra, e la leggenda vuole che proprio un diplomatico di ritorno da Londra abbia chiesto di riassaggiare il trifle che, con le dovute variazioni locali, cambiò un pochino e prese appunto il nome di zuppa inglese.

Fra le 10 interpretazioni da chef ho scelto di farvi conoscere la versione di Lorraine Pascale.

Perché proprio la sua? Perché lei è quella che più di ogni altro chef riesce a comunicare al suo pubblico l’idea che la cucina sia alla portata di tutti. Che ognuna di noi possa arrivare a casa la sera stanca e riesca a mettere in tavola un pasto sano, equilibrato e invitante per tutta la famiglia affamata.

Le sue ricette sono sempre originali, ma fattibili nei tempi e disponibilità di una casalinga.

Ho visto qualche sua trasmissione e ha il dono di semplificare tutto; con pochi trucchi, ingredienti normali, tecniche ed attrezzature di casa sforna un pranzo invitante e originale.

Insomma la sento vicina, la ammiro nel suo essere una persona molto determinata, che è riuscita a fare quello che desiderava riuscendo a trasformare la sua vita.

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Eccoci quindi a preparare questo dolce tanto semplice nella realizzazione quanto difficile nell’accostamento dei sapori.

Nota: metto la ricetta originale e fra parentesi le mie varianti

MY BIG FAT TIPSY TRIFLE

di Lorraine Pascale dal libro Home cooking made easy

Ingredienti

per 10 persone (io circa metà dose- coppa da 20 cm diametro)

  • 2 Madeira cake acquistati già pronti (io mezzo, fatto in casa, ricetta in fondo)
  • 150 ml di liquore all’amaretto o cognac (io calvados qualche cucchiaio)
  • 800 g fragole abbastanza piccole pulite e tagliate a metà x lungo (io 400 g)
  • 250 g di amaretti secchi pestati fini (io 120 g, circa mezzo pacco)
  • Qualche goccia di estratto alla vaniglia (io no)
  • 100 g di zucchero a velo setacciato (io 70 g)
  • 900 ml double cream (io 450 g – in Italia non esiste e la panna da montare è troppo liquida quindi ho rimediato usando 250 g di mascarpone e 200 g di panna da montare. I grassi sono comunque intorno al 38% invece che al 48%)
  • 200 g di cioccolato bianco da grattugiare (io ne ho usato circa 50 g, mi sembrava troppo dolce)

E’ necessaria la coppa da Trifle, trasparente, con il gambo e la coppa alta e svasata che permetta almeno tre strati. Non l’ho trovata, e così mi sono dovuta arrendere e fermarmi a due strati.

Procedimento:

  1. Tagliate il cake a fette spesse mezzo centimetro circa, togliete la crosta (io me ne sono accorta dopo, sarebbe venuto esteticamente più carino)
  2. Ricoprite il fondo della coppa con alcune fettine stando attenti che non i sovrappongano e non restino buchi
  3. Bagnate con un po’ di liquore
  4. Sistemate le mezze fragole in piedi intorno al bordo in modo che il taglio sia a contatto del vetro, scegliendole più o meno della stessa misura.
  5. Aggiungete in mezzo le briciole di amaretti fino a circa 1/3 delle fragole
  6. Mescolate panna, mascarpone, zucchero a velo e vaniglia fino ad avere un composto cremoso liscio e non troppo denso. Eventualmente ammorbidite con un goccio di latte.
  7. Con un terzo della crema fate uno strato che copra amaretti e fragole e appiattite con la lama di un coltello.
  8. Pulite bene il vetro da eventuali schizzi e gocce di crema usando un pezzo di carta da cucina.
  9. Spolverate con cioccolato bianco grattugiato.
  10. Ripetete gli strati di torta, amaretti, crema, cioccolato altre 2 volte e terminate con uno strato di fragole.
  11. Conservate in frigo fino al momento di servire.

Non mi andava di usare una torta industriale quindi ho cercato una ricetta adatta di Madeira cake, quello che noi in Italia chiamiamo Plum cake, un quattro quarti semplice al limone.

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E questo di Nigella è buonissimo. Ho solo diminuito il burro da 240 a 200 grammi

MY MOTHER-IN-LAW’S MADEIRA CAKE

by Nigella Lawson – da How to be a domestic godess

Stampo rettangolare da plum cake 25 x 10 x 6 ben imburrato e infarinato

Ingredienti (dose per 8-10 fette)

  • 200 g di burro ammorbidito
  • 200 g di zucchero più altro da spolverare sopra
  • Succo e buccia grattugiata di un limone
  • 3 uova grandi (circa 200 g pesate con il guscio)
  • 250 g di farina auto lievitante
  • 50 g di farina 00

Procedimento

  1. Accendete il forno a 170 gradi
  2. Battete burro e zucchero fino ad avere un composto spumoso
  3. Aggiungete la scorza del limone grattugiata
  4. Aggiungete le uova una per volta insieme a qualche cucchiaio di farina 00 facendo assorbire bene prima di aggiungere il successivo
  5. Aggiungete delicatamente tutto il resto della farina e infine il succo del limone, battete bene fino ad avere un composto uniforme
  6. Versate nello stampo, battete per togliere eventuali bolle di aria e spolverate la superficie con due cucchiai di zucchero
  7. Infornate a 170 gradi per circa un’ora, finché lo stecchino uscirà asciutto.
  8. Fate raffreddare prima di sformare.

Riferimenti:

https://en.wikipedia.org/wiki/Trifle

https://en.wikipedia.org/wiki/Zuppa_Inglese

https://en.wikipedia.org/wiki/Lorraine_Pascale

http://dictionary.cambridge.org/it/dizionario/inglese/trifle

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Latest comments
  • Alessandra

    Ecco vitto, ho appena commentato il trifle di ramsay pensando proprio alal pascale e alla sua tendenza a infilare cose pronte nelle ricette. Poi ho visto la tua madeira cake e all’improvviso questo trifle, che gia’ da solo mi sembrava una goduria, diventa assolutamente irresistibile… voi comunqe mi volete morta, con questo tema del mese… ora che vado a londra, torno con stampi da pudding e coppe da trifle. E poi, non mi ferma piu’ nessuno…!!!

  • Ora che l’ho letto sembra così chiaro, eppure non ho mai pensato all’anello di congiunzione fra zuppa inglese e trifle!!
    questo della Lorraine è ultra fighissimo e ogni volta che glielo vedo fare mi viene un mancamento 🙂
    adesso ho capito come hai usato la madeira cake!!!!!!!!!! 😀

  • Io faccio la secchiona e dico che iL legame con la zuppa inglese lo Conoscevo !! E sto riscoprendo un mondo che esisteva a PRESCINDERE da me, la cosa che TrovO assolutamente sconvenientissimo !! Ma, il Madeira cake perche si chiama madeira se il madeira non c’e ? Certo che affindare io cucchiaio dentro una roba con quasi un chilo di double cream dentro ConciliA con la vita ma Uno deve essere pronto a raddoppiare anche il girovita…altro,che vespina, da bradipo !!
    Un bacione Vitto !

  • cara vitto, queto mese allo starbooks stiamo rifacendo i libri che abbiamo starbookato negli anni, e io proprio questo ho scelto. e avrei voluto fare proprio questo trifle, ma quando ho visto che lo sceglievi tu, mi sono rilassata e mi sono buttata su ricette più dietetiche. anche se non avevo dubbi, che sarebbe stata promossa. tranne che per la madeira cake comprata già fatta, che non mi convinceva, perché i dolci comprati hanno quel retrogusto industriale che secondo me non va per niente bene. vedo però che anche tu la pensi come me, e hai provveduto a modo tuo. ottenendo un trifle stupendo!

  • Devo procurarmi la coppa da Trifle urgentissimamente !

  • Che la zuppa inglese facesse parte della famiglia l’ho sempre pensato…ma mai osato dirlo!! La madeira cake ha un aspetto divino…e sono qua che mi sento in ansia perche fino a dora non c’ê trifle pubblicato su mtc a cui direi di no…. e non so qualE scegliere! Vepossino!!

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