MTC N. 58 – Due Cuori e una Cantina

di Mari e Cristian – Lasagnapazza & Resistenza Poetica

Quando si pensa a quale
bevanda sorseggiare insieme alla pizza, non si può non andare con la mente all’abbinamento
classico per eccellenza, quello con la birra. Il mondo della birra è molto più
variegato di quanto si possa immaginare e ultimamente questa bevanda, la più
antica in assoluto – il primo documento che la descrive risale
addirittura al 4000 a.C. –  e che fino ad
oggi è stata relegata al ruolo di bibita ammazza sete o al massimo di abbinamento
classico per pizze e panini, comincia ad avere finalmente l’attenzione che
merita, soprattutto come alternativa ai soliti, classici, abbinamenti per il
cibo. Allora, a seconda delle sue caratteristiche gusto-olfattive, è
possibile accompagnarla a piatti a base di carne, pesce, formaggi, ortaggi,
addirittura ostriche, frutti di mare, crostacei e infine anche dessert.
foto dal web
  
Ma torniamo
all’argomento oggetto della sfida di questo mese, la pizza, che ci ha
proposto la bravissima Antonietta Golino, dal Blog La Trappola Golosa. Così come ci sono birre diversissime tra
loro e quindi adatte per l’abbinamento con i cibi più disparati, per lo stesso
motivo non tutte le birre sono adatte per essere sorseggiate insieme alla pizza,
dovendosi preferire quelle più leggere, meno strutturate, optando quindi
preferibilmente per quelle a bassa fermentazione, le lager o le pilsner. Ma su
questo argomento si potrebbero fare, non uno, bensì dieci post e noi oggi vogliamo
dedicarci a coloro che preferiscono il vino alla birra e non sempre sanno quale
vino ordinare per accompagnare una bella pizza margherita. Parliamo di pizza
margherita non a caso, perché è ovvio che se farciamo la nostra pizza con altri
ingredienti, oltre a quelli di base, ovverosia pomodoro, mozzarella e basilico,
la nostra pizza assumerà caratteristiche ogni volta completamente diverse.
Proviamo a pensare a una pizza ai quattro formaggi, magari con la presenza di
gorgonzola, oppure a una pizza ortolana o ancora a una con il salamino piccante
o con acciughe e olive, insomma, è facile capire che le sensazioni gustative percepite
saranno completamente diverse e richiederanno pertanto abbinamenti con bevande
diverse.
foto dal web
Ma cerchiamo di
analizzare le sensazioni che percepiamo assaggiando una pizza margherita.
Innanzitutto ci accorgiamo che, pur essendo una preparazione molto gustosa e
dall’equilibrio perfetto, non è particolarmente strutturata e non presenta una
spiccata persistenza gusto-olfattiva. Caratteristiche che ci faranno escludere
a priori l’abbinamento con vini strutturati e persistenti, facendoci quindi
optare per un vino giovane, che non abbia subito un periodo di maturazione.
Passando quindi all’analisi delle sensazioni percepite, notiamo subito che
prevale su tutte una certa tendenza dolce, da non confondersi con la dolcezza
che viene conferita al cibo dall’aggiunta di zucchero. La tendenza dolce della
pizza è data soprattutto dall’impasto, per la presenza dell’amido contenuto nel
grano di cui è composta la farina. E tendenza dolce ce la dà anche la
mozzarella, per la presenza al suo interno del secondo elemento per quantità di
cui è composto il latte dopo l’acqua, ovvero il lattosio. Ma la mozzarella,
soprattutto quella di bufala adoperata per la preparazione della pizza
napoletana, conferisce anche una leggera sensazione di grassezza, ma
soprattutto di succulenza. Infine, abbiamo una leggera tendenza acida data dal
pomodoro e una leggera aromaticità conferita dal basilico.
Il nostro vino dovrà
quindi essere un vino giovane, per i motivi che abbiamo già detto, ovviamente
secco, soprattutto fresco, quindi dotato di una buona acidità, sapido ed
eventualmente effervescente, per contrastare la tendenza dolce che si
percepisce nella pizza ma anche la leggera grassezza della mozzarella, e infine
morbido, per contrapporsi alla tendenza acida del pomodoro e della mozzarella.
E dovrà essere bianco, perché un vino rosso, per la presenza di tannini,
esalterebbe troppo la tendenza acida del pomodoro e mal si abbinerebbe ad un
formaggio fresco come la mozzarella.
Seguendo inoltre la
regola secondo la quale, molto spesso, ai piatti tipici di un territorio si
abbinano i vini prodotti nello stesso, secondo noi con la pizza napoletana risulta
perfetto l’accostamento con un Falanghina, vino prodotto prevalentemente con
uve dell’omonimo vitigno, presente in Campania fin da tempi antichissimi e che
dà vita sul territorio a numerose doc. Vino secco, dal profumo fruttato, con
sentori agrumati e minerali a seconda della zona di produzione, comunque
sempre particolarmente fresco, sapido ma anche morbido. Da provare sia nella
versione ferma che, per chi non può rinunciare alle bollicine, nella versione
spumante brut.
foto dal web
Detto questo e per
concludere, ci piace considerare la pizza come il piatto della libertà per
eccellenza. E così, come ognuno deve sentirsi assolutamente libero di trovare
la farcitura che più gli piace, senza nessun timore di optare per würstel,
ananas, patatine fritte e chi più ne ha più ne metta, non possiamo non fare la
stessa considerazione per quanto riguarda l’abbinamento con le bevande.
Insomma, che ognuno si mangi la pizza sua e l’abbini con la bibita che più gli
aggrada. Dallo champagne alla cola, dall’aranciata alla birra, dal vino rosso a
quello bianco, passando per il chinotto. E buona pizza a tutti!
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Agnolotti, terrano e pasticciotti. Dall'estremo occidente all'estremo oriente e poi giù verso il profondo sud... cucina italianfusion

Latest comments
  • Grazie mille!
    Questa nuova rubrica mi piace tantissimo. Devo farla leggere anche a mio marito che cerca sempre il vino perfetto da abbinare alle portate…

  • Adoro la Falanghina! e non l'avevo mai provata con la pizza! ecco, ora ho un'occasione in più per berla! :-))) eheheheh
    grandissimi ragazzi, i vostri post sono sempre interessantissimi e così ben fatti che cominicio a capirci qualcosa perfino io!

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