MTC n. 57: LA RICETTA DELLA SFIDA DI MAGGIO E’….

Partiamo con una precisazione linguistica: anche se questo piatto appartiene di diritto al patrimonio dell’Umanità intera, visto che in tutto il mondo abitato, sin dai tempi più antichi, il formaggio costituì una delle prime conquiste dell’uomo e le variazioni sul tema furono una delle prime palestre dell’intelligenza culinaria, furono gli Anglosassoni ad aggiudicarsene ufficialmente la paternità: per cui, anche noi useremo il termine inglese in questa sfida, adattandolo però alle leggi della grammatica italiana, da un lato, e della pasticceria dall’altro: se e’ vero che si dovrebbe mantenere il genere del nome stranieero, e’ altrettanto vero che cake pu’ essere sia maschile che femminile, a seconda che si riferisca a una torta o a un dolce. Considerato che il Cheesekae appartiene meglio alla seconda categoria, adottiamo il maschile:  il Cheesecake, quindi- e i Cheesecake, al plurale, sempre per la solita regola per cui delle parole straniere si assume solo la forma maschile singolare- e quella resta invariata.
Finito il pippone linguistico, vi lascio tirare il sospiro di sollievo che so che ha pervaso la Community in stile bora triestina, quando soffia forte: nessuna sfogliatella, nessun lievitato, nessuna elaborazione di alta pasticceria quale sappiamo essere nelle corde di Anna Luisa e Fabio: ma una preparazione relativamente semplice, alla portata di tutti, capace quindi di mettere tutti d’accordo, considerata anche l’apertura al salato che costituisce una boccata d’ossigeno per la fantasia di chi, col dolce, proprio non è a suo agio.
A questo proposito, va da sé che quando una sfida è poco tecnica, questa diventi automaticamente molto creativa.
Il che, in casa MTC, significa una cosa sola: brividi sulla schiena della Van Pelt, a dispetto dei 40°C con cui mi sveglio qui ogni mattina, da quando sono tornata.
A brevissimo, pubblicheremo un approfondimento sugli abbinamenti per gusto: che cosa va con l’acido, che cosa con l’amaro, che cosa con il dolce- e via dicendo, secondo quella grammatica dei sapori che qui dentro è importante tanto quanto l’italiano. Di mio anticipo due cose:
1. tenete sempre conto che il filo conduttore di queste preparazioni è il formaggio cremoso: potrete aggiungere anche altri formaggi più o meno stagionati, ma alla base cremosa non si sfugge.
2. spesso e volentieri, è un formaggio acido. Anche se mettete lo zucchero e il miele e via dicendo, l’acidità non solo resta, ma deve anche rimanere, perchè questa è la caratteristica che connota i cheesecake tutti.
Quindi, se vedo un matcha o uno zenzero nella crema, imbraccio il mitra e sparo.
E non si dica che non vi ho avvisati 🙂
E ora, via col
REGOLAMENTO PARTICOLARE
La Sfida verte sul cheesecake dolce e salato: il primo può essere a crudo o cotto, il secondo solo a crudo. Quando si parla di crudo, si intende che dopo l’assemblaggio il cheesecake non va in forno ma in frigo: ovviamente, se sono previsti ingredienti che richiedono cottura, questi sono ammessi (e direi anche caldamente consigliati).
Potete partecipare con un massimo di tre cheesecake: l’unica condizione che si pone è che non siano tutte della stessa tipologia: non fatene tre dolci o tre salate, insomma.
L’agrodolce è considerato salato
Per quanto concerne la base, potete usare biscotti pronti oppure fatti in casa. Le altre basi (pasta frolla o biscuit o altri impasti similari o altro, tout court) devono essere fatte in casa.
La base può essere aromatizzata a vostro piacere, anche se comprata. (per esempio, se volete aggiungere dello zenzero ai Digestive, potete farlo :-))
Il legante della base è il burro (qualsiasi tipo): sono però ammesse sperimentazioni, come i burri vegani o altre robe del genere. Gli intolleranti ai latticini possono usare qualsiasi sostituto.
La crema deve essere a base di formaggio cremoso (sennò, che crema è?): ad esso potete aggiungere altri formaggi, anche stagionati, ma in proporzioni tali da non compromettere la pastosità del risultato finale. Sono ammessi tutti gli altri inserimenti che vi vengano in mente, fermo restando quanto sopra.
Per quando concerne gli aromi, ogni volta che vi viene un guizzo di creatività, pensatemi in versione Rambo, con il mitra. Nessuno vuole cheesecake piatti o tutti uguali, ma tutti vogliamo cheesecake buoni. Partite sempre dall’ingrediente di base- il formaggio- in purezza. Assaggiatelo, prima di cominciare- e studiateci su. Scegliete poi la base e assaggiate pure quella. E magari assaggiateli anche assieme. E poi da lì, pian piano, fate prendere forma al vostro piatto.
Le regole esistono per essere infrante- e questo ve lo dico con tutta l’onestà di cui sono capace. Ma per infrangerle, prima, bisogna averle interiorizzate. Di fronte alla bravura stellare di chi gioca ogni mese, io non mi sento di dire che il té è escluso da questa preparazione, perché fa a pugni con le creme: perché nel momento stesso in cui lo scrivo, mi vengono in mente certi té affumicati che sarebbero perfetti in cheesecake al salmone, per dire. Quindi, mi taccio. Nello stesso tempo, in nome della stessa onestà di cui sopra, vi dico che bisogna conoscerli bene, i té, per potersi lanciare in abbinamenti così sofisticati. Sto facendo degli esempi, sia chiaro: il principio vale per tutti gli ingredienti, spezie ed erbe aromatiche comprese. Lanciatevi solo se siete più che ferrati sull’argomento, insomma.
Il topping (ossia l’ultimo strato) è obbligatorio nei cheese cake a crudo ed è ovviamente a scelta. (per gli abbinamenti, vedi il pippone al punto precedente)
Sono ammessi strati ulteriori ed inserti
Sono ammesse salse di accompagnamento, ma non di completamento: il cheesecake, cioè, deve essere “completo” senza bisogno di aggiunte. Se volete fare una salsa, magari a decorazione del piatto, ci sta: ma non deve essere essenziale.
Questo vale solo per i cheese cake a crudo. Nei cheesecake cotti, il topping non è obbligatorio e la salsa, facoltativa, può anche essere pensata come terzo elemento.
Non sono ammessi cheesecake salati cotti perché qui sconfineremmo nel variegato mondo delle torte salate- e onestamente abbiamo già dato
Gli addensanti: non servono nei cheesecake cotti, possono servire in quelli crudi. Fate attenzione a non abusarne e a dosarli bene, anche nell’eventuale topping non c’è niente di peggio di un cheesecake duro come la calce o con un topping che ti resta incollato al palato per tutta la notte. La morbidezza al taglio deve essere la stessa.
E’ obbligatoria la foto di una fetta, rigorosamente sformata.
Sono ammesse le monoporzioni e tutte le forme dell’universo mondo
REGOLAMENTO GENERALE
Ai fini dell’ammissione alla gara, sono ammesse solo le ricette che riporteranno correttamente i link all’MTC e al blog di Fabio e Annalu. Altrimenti, fuori concorso, nessun commento e vorticoso giramento di pelotas della sottoscritta che ha altro da pensare che a cacciare qualcuno dal gioco- ma tant’è. Scrivetevelo sul palmo della mano, attaccate un post it sul frigo, mettete una sveglia sul cellulare: ma ricordatevi di citare, per favore.
Anche se la ricetta è pubblicata con un giorno di ritardo, manteniamo gli stessi termini per la pubblicazione delle ricette:dalle 00.01 del 10 maggio alle 00.00 del 25. Tutto quello che arriva, prima e dopo, è fuori concorso. Gli anche no devono mandare la loro ricetta con foto a mtchallenge@gmail.com entro e non oltre le 00.00 del 25 maggio:provvederemo noi alla pubblicazione sul blog.
Sdogano ufficialmente i commenti “severi ma giusti”, anche per i Terzi Giudici. Se c’è qualcosa che non va, ve lo diciamo in quella sede. Accettateli come suggerimenti per migliorare-e accettateli anche come attestati di stima: è più facile per tutti sbrigarsela con un “oh che bello, mi hai fatto proprio venir fame”- ma il rispetto per chi gioca passa anche per una critica, gentile e fondata.
Il filo diretto, per tutte le vostre domande, è qui
Il banner della sfida è questo
GLI INDIZI
1. Say cheese :-). E in questa sfida si riderà parecchio, come avrete intuito dai video di Fabio & Annalu.
2. il riferimento era ai Digestive, che nascono proprio come biscotti per favorire la digestione
3. l’antesignano mediterraneo della cheesecake è la torta di formaggio latina, detta appunto Placenta.
E stavolta, non avete indovinato.
Quindi, il neurone è in forze per concentrarsi sul cheesecake: e visto che ci aspettiamo grandi cose,  subito al lavoro!
Written by

La signora dei pipponi.

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