MTC n. 56 – I BISCOTTI NEL TE’ ALL’INGLESE

base per un low tea (tè semplice)

Il tè con i biscotti:
cosa vale la pena di imparare dagli Inglesi
di Acquaviva 
La storia dei biscotti raccontataci qualche giorno fa da Alice, parte dagli antichi Romani e si ferma all’iniziativa
inglese della produzione industriale presto dilagata in tutta Europa. Mentre in
Italia produttori come Lazzaroni o Digerini & Marinai non cominciarono a
meccanizzarsi prima di metà ‘800, la prima “fabbrica di biscotti” britannica fu
la Mc Vites & Price, che aprì i battenti nel 1770, presto seguita,
nell’arco dei successivi 50 anni, da Crawford & Sons, Mc Farlane Lang,  Huntley Palmers, Carr & C, Peek Frean e
Jacobs. Queste ultime tre società, per contrastare il successo delle concorrenti scozzesi
(ovvero le prime tre), dopo la Seconda Guerra Mondiale si riunirono nella Associated
Biscuit Manufactures, che dal 1989 fa parte di Danone e che continua a produrre oltre 400 tipi di biscotti diversi.
la fabbrica della Huntley & Palmers riprodotta su una scatola da biscotti
Non occorre entrare ulteriormente nei meandri della storia
per comprendere che furono dunque i Britannici i primi a fare del biscotto un
prodotto industriale di qualità, a valorizzarne la varietà e pure a confezionarli in scatole di latta, che erano perfette per il trasporto e conservazione dei biscotti da parte di viaggiatori locali, ma soprattutto per le spedizioni oltremare. La scatola di latta divenne la norma anche per i bottegai italiani di fine ‘800, i quali acquistavano all’ingrosso i biscotti industriali e, quando un’operaia guadagnava in media 1 lira al giorno, li vendevano sfusi a 3,60 lire al chilo, disponendoli in scatole di latta con “vuoto a rendere”. Le più usate erano quelle da 2,5 chili, giusto per capire quanto fosse costoso l’acquisto, riservato all’alta borghesia.
 
scatola da biscotti italiana

Ma questa è un’altra storia. Torniamo agli Inglesi a al ruolo fondamentale che ebbero fin dal ‘600 nel trasformare il tè
medicale in una bevanda ricercata e di moda, fino a tradurne il consumo, dalla
metà  dell’ 800, in un vero e proprio rito sociale: l’afternoon
tea
. La storia di questa celeberrima abitudine d’oltremanica, diffusa poi nelle sale da tè di mezzo mondo ma rimasta, a livello domestico, una “specialità” tutta britannica, è ricca di
dettagli curiosissimi per i suoi rituali, le sue convenzioni, i suoi miti e soprattutto il suo impatto sulla
storia inglese a livello sociale ed economico. 
Raccontare tutto richiederebbe un articolo a parte… o meglio un libro intero! In questa sede ci basta sapere che un classico “tè
all’ inglese” prevede di servire ad un gruppo ristretto di ospiti, in un ambiente piacevole e rilassato, un paio di tipi di tè diversi,
spesso addizionati con latte freddo e zucchero bianco (meglio in zollette) e
sempre accompagnati da quattro fondamentali nibble,
che devono comparire accanto alla preziosa bevanda in almeno una varietà per
tipo. In ordine di “consumo”, si deve poter assaggiare: piccoli sandwich salati di pane
morbido, scones appena fatti da spalmare con clotted cream e confettura, biscotti croccanti e burrosi e fette di una
torta lievitata o di un pane dolce alla frutta.
scones da farcire con clotted cream e confettura, e tortine
A noi qui interessano solo (sic!) i biscotti. In merito gli
stessi Inglesi sostengono con orgoglio che, se il tè costituisce la malta con
cui si costruì l’Impero Britannico, la non meno fantastica varietà di biscotti
inglesi ne rappresenta i mattoni. Il gioco di questo post, allora, non è tanto
elencare le varietà di biscotti britannici che tradizionalmente accompagnano il
“tè delle cinque”, quanto entrare appieno nella mentalità inglese che vive l’invito
per l’afternoon tea come una forma di
racconto di sé e del proprio modo di vivere l’amicizia, la casa e l’accoglienza,
dedicandosi così all’arte del ricevere nella sua massima espressione.
Nulla di strano, dunque, che un tea party abbia in Gran Bretagna la stessa importanza che ha per
noi Italiani un invito a cena e che, al di là degli stereotipi, lo si possa
dunque declinare in modo classico o creativo, etnico o storico, elegante o
divertente, stagionale o locale… Insomma: nulla di più normale che un tea party abbia un tema e che, di
conseguenza, tutto quanto ne faccia parte venga declinato in armonia con lo spunto
di partenza: stoviglie e tovagliato, abbigliamento personale e decori d’arredo,
composizioni floreali e sottofondo musicale: nessun particolare è un dettaglio
nella ricerca dell’atmosfera più adatta. Ovviamente risulta protagonista
centrale l’abbinamento tra la varietà di tè prescelta e le golosità che lo
accompagnano, abbinamento che deve tenere conto, oltre che dell’atmosfera generale
a cui contribuiscono tutti gli altri elementi, delle caratteristiche primarie del
tè prescelto, ovvero acidità, dolcezza, tannicità, corpo, equilibrio e
persistenza al palato.
 
un low tea nella tea room di una casa di campagna
Parlando esclusivamente di armonia tra tè e biscotti, un classic English tea party prevederebbe
tè Darjeeling, possibilmente First Flush (“considerato lo champagne dei tè
indiani”) abbinato a semplici biscotti al burro oppure a shorbread, mentre se si trattasse di un high tea, considerato una leggera cena pre-teatro, si sceglierebbero
un tè Assam, dall’aroma ricco e maltato, e degli almond biscotti (bis-cotti alle mandorle e vaniglia simili ai
nostri cantucci). Per l’apoteosi formale del genere, lo champagne tea, si affianca un flûte di champagne ad un tè verde, l’erbaceo Gunpowder, e si
trasforma la base shortbread in un sottile
bocconcino da decorare con un ciuffetto di panna montata al Grand Marnier ed
una fragola fresca.
champagne tea nella sala da tè di un grande albergo
E questo solo per restare nelle tradizioni più classiche. Ma
come cambia un afternoon tea se esce dagli
schemi e si vuole legare, per esempio, alla stagione? Bene: un fireside tea autunnale vede un tè
Lapsang Souchong, dal profumo affumicato, accostato a dei ginger biscuit addizionati di zenzero candito. A Natale, invece, sicuramente
spiced Christmas tea e molti
dolcetti, come florentines alle
ciliegie candite o stelline allo zenzero e cannella Un delicato floral garden tea in giardino estivo,
invece, probabilmente preferisce un leggero tè Keemun, naturalmente dolce,
servito senza latte né zucchero, insieme a shortbread alla lavanda oppure
piccole meringhe farcite con panna alle rose.
floral garden tea
Ma il tè si sa benissimo adeguare anche all’occasione: un birthday tea party per bambini associa
un tè freddo addizionato di succo d’arancia e frutta fresca a biscottini al
burro con forme buffe e glasse multicolori; se il compleanno è per una ragazzina
adolescente, il tè sarà di frutti rossi profumato da una stecca di vaniglia e i
biscotti prenderanno la forma di cuoricini decorati con zucchero rosa. Un bridal shower tea per un addio al
nubilato vedrebbe invece protagonista un tè Nilgiri, sofisticata varietà di
Darjeeling Blue Mountains, e dei sablée trasformati in piccole tartellette da
farcire con crema inglese e fragoline di bosco; un gentleman’s tea riservato a soli uomini, invece, servirebbe un
robusto tè Yunnan al latte e preferirebbe sostituire a vezzosi dolcetti
maggiori bocconcini salati, con al massimo dei pancake al burro di cannella.
E fino a qui siamo rimasti in patria. Ma nella mentalità
britannica come vengono percepite le “cerimonie del tè” di altri Paesi?
Semplice: come capita a tutti, adeguando le tradizioni straniere ai gusti
locali! Così, ad esempio, in un freddo pomeriggio invernale, ispirandosi al
complesso rito del chanoyu giapponese
una signora inglese offrirebbe alle amiche del tè verde Sencha (non il rituale
Matcha ma sempre nipponico) in purezza e dei dolcetti di frolla farciti con anko (marmellata di fagioli rossi). Se
si trattasse di un’ispirazione russa, servirebbe un Russian caravan tea, miscela di tè settentrionali cinesi dall’aroma
lievemente affumicato, con biscottini farciti di noci o ai semi di papavero. Se
cercasse invece un’allure francese per il suo incontro, proporrebbe senz’altro
un tè Formosa Oolong, dalle foglie multicolori e dal profumo fruttato, con madeleine o sfogliatine farcite di crème fraȋche.
tè alla menta e corni di gazzella, base per un Moroccan tea party
In piena estate invece, magari di ritorno da un viaggio,
sedotta dall’atmosfera del Marocco la signora in questione citerebbe
probabilmente tè alla menta e corni di gazzella; se fosse stata in America adorerebbe
proporre un Boston iced tea al succo
di cranberry da servire con cheesecake
in miniatura, oppure un iced tea con
frutta e agrumi insieme a peacan cookies
se avesse visitato gli Stati Uniti del sud. Da una vacanza ai Tropici
riporterebbe l’idea di un chilled tea
punch
con rum e succo di ananas e di piccoli nutmeg wafer-thin bisquits. E potremo continuare così per pagine e
pagine, tanta è la passione e la cura che si possono riversare in un afternoon tea, quando ci si crede.
Ricordiamocelo, quando ci viene voglia di accompagnare un biscotto speciale ad
una tazza di buon tè.
Acquaviva
Bibliografia:
Massimo Alberini, “Biscotti e Gallette” in La Cucina Italiana, aprile 1996
Susanna
Bake, Afternoon tea parties, Ryland Peters
& Small, 2008, isbn 978-1-84597-725-2
Giuliana
Orme, Afternoon Tea at Home – Made Simple,
Canonbury Publishing, 2008, ISBN 978-0-9555671-3-1
Credits:
foto tè e alzatina: da qui
immagine della fabbrica inglese: da qui
foto della scatola di biscotti: da e-bay
foto  scones e foto champagne tea: da qui

foto tea room: da qui

foto garden tea: da qui
foto corni di gazzella: da qui
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Latest comments
  • Sono a bocca aperta….
    Mettete il pulsante "print" per favore 🙂

  • Stupendo! Adoro i racconti storici su piatti e tradizioni! quando penso all'ora del te non posso che sognare ad occhi aperti, mi affascina tantissimo e con queste foto e le tue parole sono già in un'altra dimensione! Proprio qualche tempo incuriosita da questa usanza, sono andata a leggere un po' di fonti sulle sue origini e ho scoperto così come nacquero i sandwich e il loro legame con l'afternoon tea! Grazie per questo bel contributo, c'è sempre da imparare!

  • Sono commossa. Ma davvero. Come sempre scrivi cose interessantissime e ignote…almeno a me! C'è tutto quello che amo: l'Inghilterra, i biscotti, le scatole di latta, la storia…paradossalmente l'unica cosa alla quale potrei rinunciare è proprio il tè 🙂
    Grazie, un articolo bellissimo e ricco di spunti e suggestioni!

  • Grazie a tutti per i complimenti. Oltre che filonipponica, misteriosamente napoletana inside e un sacco di altre cose, chissà come mi ritrovo curiosamente anche un costante british mood di base. E non avrei potuto msi
    ignorare questo richiamo nel parlarvi di biscotti!

  • Un post che ho letto tutto d' un fiato : interessante, esaustivo e divertente. Grazie, Acquaviva.

  • Un post che ho letto tutto d' un fiato : interessante, esaustivo e divertente. Grazie, Acquaviva.

  • Che meraviglia di cose da sapere. grazie Marica

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