MTC n. 55: LA RICETTA DELLA SFIDA DI MARZO E’…

Il Broeto dell’Adriatico di Anna Maria Pellegrino dal blog La Cucina di qb

Prima che diciate “la solita zuppa”, sappiate che avete rischiato “il solito pollo”.
Perché quando uno riceve il seguente messaggio – “Cominciamo con i tepossino perchè non hai idea in che condizioni è la mia vita in questo ultimo periodo” – il minimo è piombare in un déja vu. Cambiava l’accento – là era senese, qua padovano – ma la sensazione di catastrofe imminente era la stessa.
Peccando di ottimismo, sia chiaro.
Perché quando avete a che fare con un genio, dovete essere consapevoli che tutto può succedere. E tutto è successo, infatti, in questi tre giorni che definire forsennati è un eufemismo, con Anna che balzellava fra una cucina e l’altra, macinando km e idee, e la sottoscritta che per la prima volta nella storia dell’MTC non sarà a sorvegliare la nave nei giorni della pubblicazione degli indizi e della ricetta a causa di una zingarata a Kuala Lumpur.
Alla fine ce l’abbiamo fatta, a recuperare una ricetta che potesse essere nello stesso tempo abbordabile per tutti e capace di valorizzare la bravura del Terzo Giudice della sfida di marzo: protagonista il Grande Assente della nostra gara, quel pesce sempre affiorato alla mente e sempre scartato, perché troppo difficile e proibitivo. L’ultima volta, con le zuppe, l’esclusione era così recente da bruciare ancora. E così, quando Anna ha proposto il Brodetto dell’Adriatico, non ho potuto resistere: e pazienza se una sfida su questa portata è stata fatta da poco: pensate a quella che sta per arrivare come al completamento della precedente, con un’insegnante autorevole tanto quanto lo era stata Vittoria – e affrontatela con la stessa determinazione con cui avete affrontato la precedente, secondo il seguente
REGOLAMENTO PARTICOLARE
1. Leggete in modo attento e approfondito il post di Anna, perché lì potrete già trovare moltissime indicazioni sulla sfida. L’obiettivo è preparare una ricetta che sia nel contempo tecnica e plausibilmente creativa e che sia comunque o un brodetto o una zuppa di pesce con le stesse caratteristiche.
2. Per quanto riguarda la TECNICA, dovete seguire le fasi fondamentali della preparazione così come descritte da Anna Maria, nel rispetto della specificità della preparazione. Far bollire tutto il pesce in  un pentolone non significa preparare un brodetto: per questo, c’è bisogno di passaggi ben definiti, che sono poi quelli che costituiranno il materiale di studio della sfida di questo mese.
3. Sul fronte degli ingredienti, va da sè che siano i “frutti del mare” a farla da padroni assoluti. Non metto espressamente il veto all’utilizzo di altri ingredienti, perché da quando vivo qui mangio e apprezzo anche zuppe miste (con la carne): ma è fuori discussione che il pesce debba essere l’elemento assolutamente preponderante del vostro piatto.
4. Che “pesce”? quello che impone il brodetto – vale a dire, quello che c’è nel vostro mare o nel vostro fiume o nel vostro lago, se decidete di lavorare su una ricetta del vostro territorio – oppure quello che immaginate di poter trovare, se deciderete di interpretare una ricetta di una tradizione più lontana. Le distinzioni classiche (“pesce povero”, “pesce dimenticato” e via dicendo), non servono: come leggerete nel post di Anna, il brodetto veniva preparato dai pescatori direttamente in barca – e  a quei tempi non era certo questione di etichetta. Una rana pescatrice aveva le stesse possibilità di finire in pentola di uno scorfano, così come anche un granchio o una tracina: una volta che finiva nella rete cioè, il suo destino era segnato.
5. Stesso discorso per la stagionalità: se interpretate il territorio, meglio usare pesce di stagione. Se varcate il confine, avete carta bianca. I prodotti si preferiscono freschi, laddove è possibile.
5.bis: per quanto riguarda l’accompagnamento, siate il più possibile “marinari”. il pane ammuffiva, nelle stive, mentre si conservavano bene le gallette e i pani duri. La polenta è un altro complemento essenziale, bianca o gialla. Per il resto, avete carta bianca, fermo restando il limite imposto dalla cucina di mare.5 ter: è obbligatoria una “puntina” di acido: o vino bianco rigorosamente non aromatico o aceto o qualsiasi altra variazione sul tema, sempre compatibile con quanto sopra. Formaggio e pomodoro non sono obbligatori.

6. Va da sé che la scelta del pesce definisca l’aspetto creativo della gara: è da qui che dovete partire, per dare vita a un piatto che sia veramente vostro. Nello stesso tempo, ricordatevi sempre che il pesce non perdona. Una cottura sbagliata o  un accostamento troppo ardito bastano a decretare il fallimento di un piatto. Considerate che dovrete utilizzare diversi tipi di pesce: tenete conto di come si combinano con gli altri “cugini” e con gli altri ingredienti e – fatto importantissimo – non sottovalutate i tempi diversi di cottura. State lavorando su un piatto complesso, che ha nell’armonia dei sapori il suo vero punto di forza: cercate di raggiungere quella – e avrete trovato la strada giusta
7. Identità e diversità – è poi il tema della gara. Utilizzate i pesci delle vostre acque – o di quelle che immaginate – combinateli come meglio credete, ma non dimenticate mai di essere credibili, nelle premesse e nei risultati.  Evitate l’utilizzo sconclusionato delle spezie, dimenticate se possibile la salsa di soia, mantenetevi coerenti con la storia della ricetta e le peculiarità del suo territorio – e solo dopo aver messo questi paletti, sguinzagliate la vostra creatività, mettendo la tecnica al servizio della ricetta – e non viceversa.8. Al primo “brodettoso” parte il mitra.

9. Non mettiamo limiti alle ricette- ma ci auguriamo che vogliate essere voi a darvene uno. GUAI agli svuotafrigo, GUAI a un tanto al mucchio, GUAI alle ammucchiate in pentola. Quante che siano le proposte che vogliate mandarci,  TUTTE devono essere studiate, meditate, pensate. Altrimenti è uno spreco di tempo, per voi e per noi.

 REGOLAMENTO GENERALE
1. per chi ha un blog: sono ammesse le ricette pubblicate dalle 00:01
del 10 marzo alla mezzanotte del 27 marzo, con eccezionale proroga di due giorni . Quelle pervenute prima o
dopo questa data finiranno comunque nell’elenco delle ricette
partecipanti, ma fuori concorso.
Lasciate il link del post nella sezione dei commenti qui sotto:
senza questo, non possiamo inserire le vostre proposte nella lista e
neppure commentarle o prenderle in considerazione.
2. per chi non ha un blog: inviare ricetta e foto a mtchallenge@gmail.com entro la mezzanotte del 27 marzo.
3. Il banner della sfida n. 55 è questo

4. E’ attivo il filo diretto, qui.

5. Per l’ultima volta (che lo era già la volta precedente e quella prima): nel vostro post dovete sempre indicare con un link ai rispettivi blog sia noi dell’MTC sia soprattutto il terzo giudice- in questo caso Anna Maria Pellegrino de La Cucina di QB. Sennò, si è fuori dall’MTC.

GLI INDIZI
Premesso che sono tre giorni che vivo in gramaglie, per colpa di Francesca Acquolina che ha indovinato l’indizio (e mannaggia a Poirot, a Dame Agatha, a Miss Marple e ai gruppi di lettura del martedì sera), eccovi lo svelamento finale
1. I Bakers che fanno 3 con le dita simulano il famoso proverbio sull’ospite che è come il pesce- dopo tre giorni, puzza.
2. Le fiches sono il pesce (indizio di Paul Baker, che ancora non sa con che community ha a che fare)- questo lo ha indovinato Aurelia
3. Johnny Bassotto, cantata da Lino Toffolo. Toffolo è il protagonista de le Baruffe Chiozzotte. Il brodetto che ci propone Anna Maria è quellodi Chioggia.
Tutto chiaro, direi…
Ed ora, pronti a giocare! 

Written by

La signora dei pipponi.

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