mercoledì 3 febbraio 2016

MTC N. 53 - TEMA DEL MESE: SOPA



di Bianca Tritabiscotti




Questo piatto ci ha tenuto compagnia durante tutta la vacanza con la mia famiglia in Spagna.
Ogni ristorante e osteria del paese infatti mostrava nel proprio menù questa tipica zuppa castigliana.

E’ una zuppa molto semplice, dai pochi ingredienti, ma particolarmente gustosa, grazie alla presenza dell'aglio, dal quale prende in nome.

Gli ingredienti base della zuppa originale sono:

l’acqua: calda (alcuni cuochi dicono che il trucco non è farla arrivare mai all'ebollizione). Tradizionalmente si «arricchisce» l'acqua calda con l'aggiunta di ossa di manzo, brodo di carne di maiale o prosciutto più o meno diluiti per dare più sapore. L'acqua contiene sale e il volume finale della zuppa verrà determinato dalla quantità di acqua utilizzata. Vi è la possibilità di utilizzare spezie quali menta, alloro ecc.

il pane raffermo: di solito si utilizza la pagnotta, spesso indurito di vari giorni, ed è l'ingrediente principale. La percentuale dipende dai gusti di chi cucina, ma di solito si tagliano delle fette sottili (dai 5 ai 15 mm) per far sì che l'acqua si addensi.

l’aglio: Viene filettato e fritto in una padella con abbondante olio di oliva fin quando inizia a prendere un colore più scuro.

la paprica: Ha una duplice funzione: colorare di rosso e dare sapore al pane. Si può utilizzare paprica dolce, piccante o entrambe.

l’uovo.

Col tempo sono stati aggiunti nuovi ingredienti con lo scopo di dar sempre maggiore gusto e a rendere la zuppa più raffinata. Tipiche variazioni prevedono l'aggiunta di jamón serrano, il chorizo o il lomo, tagliati a cubetti o a listarelle e aggiunti alla cottura subito dopo il pane, in maniera tale che si tostino bene.
Nell’antichità questa la zuppa costituiva un ottimo spuntino mattutino, giacché si usava fare colazione all’alba con un caffè e, dopo qualche ora di lavoro, si mangiava la zuppa per riprendere le forze. Non essendo un piatto a base di carne, costituisce anche uno dei piatti principali del periodo di quaresima in alcune parti della Spagna, soprattutto nella zona madrilena, dove la zuppa prende il nome di "sopa de ajo madrilena".
È abitudine inoltre che si serva questa zuppa dopo notti di lavoro, e alcuni autori menzionano che è di facile digeribilità, poiché funziona come emolliente neutralizzante della mucosa dello stomaco irritata da abusi.
C’è anche un drammaturgo che ha dedicato un poema alle virtù della zuppa, Ricardo de la Vega, vissuto fra ‘800 e ‘900 a Madrid!
 
Sopa castellana
Siete virtudes
tienen las sopas

quitan el hambre,
y dan sed poca
Hacen dormir
y digerir
Nunca enfadan
y siempre agradan
Y crían la cara
colorada.
 

Sette virtù
le zuppe hanno,
tolgono il freddo
e la fame
e poca sete danno.
Piacciono a tutti
senza far arrabbiare,
buone da mangiare e da digerire
e le guance riescono
a colorare!
(traduzione a cura della nostra Mai Esteve)
 
Ingredienti (per 4 persone)
  • 4 spicchi d’aglio 
  • 4 fette sottili di pane raffermo
  • 1 l di brodo (vegetale o di carne)
  • 1 cucchiaio di paprica
  • olio di oliva extra vergine
  • sale
  • 1 uovo a persona
In una pentola soffriggere l’aglio (intero o tritato, a seconda dei propri gusti) con un po’ d’olio. 
Soffriggere l'aglio a fiamma bassa, in modo da non bruciarlo. 
Aggiungere il pane a fettine e mescolare bene per farlo tostare e fare in modo che assorba l’olio. Togliere la pentola dal fuoco e aggiungere la paprica, mescolare e, quindi, versare il brodo, intiepidito, a poco a poco. 
Rimettere sul fuoco e lasciare cucinare fino a quando bolle.
La ricetta originale prevede che, a cottura ultimata, vengano aggiunte le uova una ad una e mescolate, in modo tale che il calore della zuppa faccia cucinare bene le uova. 
La mia personale variazione è stata quella di cuocere l'uovo in camicia, da adagiare sopra alla zuppa, così da poter essere gustato come più piace!
Fonti: 
 
 
 

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