MTC n. 48: LA RICETTA DELLA SFIDA DI MAGGIO 2015 E’……

 

Ci avete girato attorno tutto ieri, come gli spaghetti girano attorno alla forchetta,e avrei giurato che prima o poi ci sareste arrivati: non solo per gli aiuti degli indizi, ma anche e soprattutto per un’assenza che gridava vendetta al cospetto delle Domestic Goddess di tutto il mondo. Perché non aver mai dedicato un MTC alla pasta col pomodoro era un vuoto da colmare, di cui eravamo tutti perfettamente consapevoli: bastava solo aspettare il Terzo Giudice giusto.
Ce lo ha portato la sfida di aprile, sotto forma di una fatina che inventa alchimie in una cucina magica, affacciata sul golfo di Napoli e che  ha fatto la scelta – meditata e quindi anche un po’ sofferta – di dedicare anche la sua vita professionale al mondo del cibo: neanche se avessimo scritto a Babbo Natale, avremmo potuto ottenere un regalo più grande.
E così, ecco affacciarsi all’MTC il piatto che meglio rappresenta, nell’immaginario collettivo e anche un po’ stereotipato, quella  tradizione nazionale di cui siamo storicamente orfani ma che rintracciamo in tanti ingredienti e in tante tecniche. Un piatto difficilissimo da realizzare, come difficili sono tutte le cosiddette ricette “semplici”, gravate da una serie di insidie che cercheremo di aiutarvi a superare in un mese fittissimo di appuntamenti e che ora esplicitiamo, nel
REGOLAMENTO DELLA SFIDA
1. La Sfida di Maggio 2015 verte sulla pasta col pomodoro, ossia PASTA DI GRANO DURO, condita con un SUGO VELOCE, a base di POMODORO. Paola, nel suo post, presenta tre sughi classici della tradizione napoletana, da farsi tutti rigorosamente in pochi minuti. Sono pertanto escluse dalla gara
– tutte le paste fresche
– tutte le paste all’uovo
– tutte le paste con farine diverse dal grano duro (eccezion fatta per gli intolleranti a questo ingrediente)
– tutti i sughi a cottura lenta, tipo ragù o genovese
– tutti i condimenti  completamente a crudo
– tutti i condimenti che non prevedano il pomodoro: in altre parole, il pomodoro deve costituire il “basso continuo” su cui modulare la vostra inventiva, per creare un condimento ad hoc. Tutto quello che è senza pomodoro, è escluso dalla sfida.
2. Sono ammessi TUTTI i formati di pasta, compresa la pasta mista e la pasta spezzata
3. Per quanto riguarda la cottura della pasta, è ammessa una mantecatura finale in padella (o semi risottatura), oltre al più tradizionale passaggio del “saltare in padella”: è invece esclusa la risottatura completa, partendo dalla pasta a freddo.
4. In quanto cottura veloce, E’ ESCLUSA la base di cipolla. Anche il soffritto è, propriamente, una cottura lenta, per cui strettamente parlando non è ammesso. Se però optate per una base croccante, va bene. Basta non chiamarla soffritto 🙂
5. E’ ovviamente anche  la sfida dell’aglio, che tanta parte ha nella tradizione italiana, specie se abbinato al pomodoro: ovvio, quindi, che questo sia ammesso e anzi caldeggiato. Se proprio non riuscite a sopportarlo, attingete ad ad altre risorse: erbe e spezie possono essere utilizzate senza limitazioni di sorta.
6. Sulla scelta degli ingredienti da unire al pomodoro, avete carta rigorosamente bianca. Ci aspettiamo che la imbrattiate ben bene, tenendo sempre presente
– che la cottura del sugo deve essere veloce, non quella delle sue singole parti: sono quindi ammesse cotture differenziate, con un assemblaggio finale in padella, rapido.
– che less is more, sempre
– che con “spezie”, “erbe” e “frutta secca” si intendono categorie di ingredienti, ciascuno dei quali ha caratteristiche sue proprie e ben definite: il peperoncino apre a una gamma di sapori diversa da quella del pepe, così come noci e mandorle rinviano a gusti precisi, nella loro peculiarità. In più, ricordatevi sempre che è il pomodoro, stavolta, a farla da padrone: prendetevi questo, come vostra guida nella selva dei sapori e vedrete che vi sarà da subito un po’ meno oscura.
7. Dal punto di vista tecnico,  la valutazione terrà conto della cottura della pasta (al dente), del sugo e del risultato finale: il sugo dovrà legarsi alla pasta e risultare cremoso e denso al punto giusto.  Vi chiediamo quindi una foto il più possibile da vicino – e il più possibile a fuoco
8. USATE CON INTELLIGENZA – E QUINDI CON ESTREMA PARSIMONIA – I FIORI EDULI. in maiuscolo e bello chiaro. Sono belli da vedere, ma sono essenziali al gusto finale del piatto solo se usati in minima quantità. Lo stesso vale per i germogli: potete utilizzarne un po’ di più, ma ricordatevi sempre di condirli leggermente, anche se li servite come decorazione. Altrimenti, è erba. (astenersi battutoni, grazie :-))
9. A una spolverata di Parmigiano o altro formaggio, fresco o stagionato o semistagionato, non si dice mai no. Attenti, comunque, agli abbinamenti.
10. Non perdetevi gli appuntamenti con la Redazione, perché si annuncia un mese di lavoro duro, specie dal punto di vista tecnico.
11. Per  ovvi motivi, torniamo ad abbassare il limite delle ricette, fissandolo a TRE.
REGOLAMENTO PARTICOLARE
DA LEGGERE BENE, PERCHE’ C’E’ UNA NOVITA’
1. Anticipiamo i tempi di pubblicazione delle vostre ricette, per dare ai giudici (e specialmente alla sottoscritta, in colpevole omissione di commenti da troppo tempo) di poter commentare tutte le proposte che arrivano. E’ da oltre un anno che si registra la tendenza a postare negli ultimi tre giorni della gara, con picchi di addirittura 40 ricette nelle ultime 24 ore e questo ci complica ulteriormente una gestione già di suo complessa come quella dell’MTC. Per cui, dal mese di maggio per tutte le sfide successive, si potranno postare ricette dal 10 al 25 di ogni mese
Tutto il resto (pubblicazione della ricetta, premi e proclamazione del vincitore, rimane invariato)
2. Per iscriversi all’MTC, dovete inviare una mail a mtchallenge@gmail.com. La Redazione vi risponderà che potrete iniziare a giocare dal prossimo giugno, ma visto che la lista d’attesa è fitta e che poi chiudiamo nuovamente i battenti, fino a data  da destinarsi, se desiderate partecipare è meglio iscriversi ora. Siete sempre in tempo a dire di no, poi.
3. E’ attivo il filo diretto, per tutti i vostri dubbi, qui

4. il Banner è questo

 

GLI INDIZI

 

A parte che il prossimo libro dovremmo farlo su quelli, scaffale “medicina psichiatrica senza ritorno”, stavolta siete stati bravissimi: eravate sempre lì lì per indovinarlo (e i brividi me li ha fatti venire la Afrodita…dillo, che sei cresciuta a Risiko ed Eredità :-)…una strategia perfetta).
Se non ce l’avete fatta è solo perché vi mancava IL dato fondamentale, che è quello che pochi sanno e su internet non si trova con facilità – e cioè che il pomodoro non venne consumato per molto tempo, dopo la sua importazione in Europa, perché ritenuto il vero frutto proibito. D’altronde, vi siete mai chiesti da dove derivi il suo nome? Per qualcuno, è la contrazione di “pomo d’amore” (e l’amore, a quei tempi, era solo peccaminoso), per altri riporta direttamente al Giardino delle Esperidi, che è una delle raffigurazioni più classiche dell’Eden. Il resto, lo facevano la forma (tonda), il colore (rosso acceso), il sapore (pizzicava in gola, quindi, accendeva i sensi, con un che di allerta) e, successivamente, gli studi botanici: come puntualizzava Mariella, alle Solanacee appartengono altre specie ritenute velenose – la melanzana (etimologia del termine, mela insana), la patata e, naturalmente, la mandragola, che velenosa lo era per davvero e che aveva tantissime somiglianze con la pianta del pomodoro. In ultimo, il riferimento al “sale” riguardava l’origine della parola “salsa”, dal greco als, alòs, ad indicare quello che fu il primo condimento naturale nella storia dell’alimentazione occidentale.
Se volete saperne di più, vi consiglio la lettura di Stuart Allen, Nel Giardino del Diavolo, un libro non recentissimo ma che staziona costantemente sul comodino della sottoscritta e di cui mi piacerebbe parlarvi, uno di questi giorni.
Ma ora l’attenzione va alla sfida che, come dicevo, è bella tosta: correte a leggervi il post di Paola,scrivete i vostri dubbi nel filo diretto, mettete la testa a cuocere (ma velocemente, anche quella) e, come sempre, che vinca il migliore!!

 

Written by

La signora dei pipponi.

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